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Paulo Sergio: "Di Francesco ha bisogno di tempo per imporre la sua tattica. Tommasi lo vedrei bene in Federcalcio"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-01-2018 - Ore 18:11

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Paulo Sergio:

Paulo Sérgio, ex giocatore della prima Roma di Zeman, è stato intervistato da Sky Sport e ha parlato del momento della squadra giallorossa. Queste le sue dichiarazioni:

"Sono stati belli i miei tempi a Roma: ho imparato tanto nei due anni. Sarei voluto rimanere di più. Il mio gol contro il Milan. Il gol è stato bellissimo. Ricordo anche la partita contro la Juventus in cui ho sfruttato un assist di Di Francesco. Ho giocato con il Brasile e abbiamo fatto un'amichevole contro il Milan di van Basten".

Di Francesco?

"Ha cominciato benissimo nel suo lavoro da allenatore. Ha bisogno di tempo per imporre la sua tattica. Anche Guardiola ha avuto bisogno di tempo. Di Francesco può fare bene a Roma".

Tommasi?

"Ce lo vedrei bene nella Federcalcio. Lui è un ragazzo in gamba, non ho mai avuto problemi con lui".

Sull'Italia fuori dai Mondiali?

"Peccato, sarebbe stata una delle favorite. Nel 2006 nessuno si sarebbe aspettato una sua vittoria".

Cosa è cambiato oggi nel calcio italiano?

"Il calcio in Italia è cambiato molto. Prima era pieno di brasiliani. Il più importante brasiliano in Italia è il portiere della Roma".

Totti?

"Lo metterei nella mia Top-ten. Quando sono arrivato Francesco aveva iniziato a giocare con personalità. Aveva una forte personalità: è stato un ragazzo che parlava con tutti, in particolare con Aldair. Lui si è trovato benissimo con noi".

Se Guardiola sia stato o meno una delusione?

"Ha fatto un bel lavoro, la Nazionale tedesca ha imparato a giocare con lui. Dopo qualche tempo ha avuto dei problemi. Mi dispiace per Ancelotti: ha perso un po' lo spogliatoio, è cambiato il rapporto con i calciatori".

Differenze tra Serie A e Bundesliga?

"In Germania c'è una media di pubblico di 41.000 spettatori. Dopo il Bayern ci sono squadre in grande equilibrio. Çalhanoğlu? Dobbiamo aspettare. Douglas Costa? Voleva andare via, ci ho parlato per convincerlo a rimanere. Se ne è andato in una grande squadra e penso che per andare al Mondiale deve solo far bene". 

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