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#Rewind - Agosto '17, la disfatta di Vigo e le prime polemiche. Kolarov da biliardo a Bergamo poi la 'santa' VAR per l'ex Spalletti

condividi su facebook condividi su twitter Di: Matteo Luciani 11-06-2018 - Ore 11:00

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#Rewind - Agosto '17, la disfatta di Vigo e le prime polemiche. Kolarov da biliardo a Bergamo poi la 'santa' VAR per l'ex Spalletti

INSIDEROMA.COM - LUCIANI - La prima volta senza Francesco Totti dopo venticinque anni: basterebbe questo per poter immaginare come ogni tifoso giallorosso si sia approcciato alla stagione 2017/2018. Come se l'addio al più grande calciatore della storia della Roma non fosse sufficiente a straziare i cuori di milioni di fan capitolini, poi, il club di Pallotta deve fare i conti con un'altra separazione di livello in previsione della nuova annata, quella da mister Spalletti, l'uomo in grado di risollevare una squadra calcisticamente 'morta' sotto la gestione Garcia un paio di anni prima.

Il successore scelto dal nuovo direttore sportivo Monchi, l'uomo che ha reso il Siviglia uno dei club più titolati al mondo negli ultimi anni, è Eusebio Di Francesco. Già qui, molte bocche a tinte giallorosse iniziano a storcersi; il motivo va ricercato nel fatto che il Campione d'Italia del 2001 ha sì mostrato sprazzi di grande calcio a Sassuolo (oltre a una storica qualificazione in Europa League), ma non ha mai guidato una rosa di alto livello e si presenta quindi nella Capitale sostanzialmente come un'incognita tutta da verificare. Dulcis in fundo, per le consuete esigenze di bilancio, la Roma è costretta a salutare due perni di quello che era stato l'undici titolare di Luciano Spalletti fino a poco tempo prima: Antonio Ruediger, direzione Chelsea e 'Momo' Salah, che si accasa al Liverpool di Klopp per 45 milioni di euro. Insomma, bene ma non benissimo.

Nonostante i diversi e per certi aspetti legittimi, dubbi, il mese di luglio fa emergere segnali incoraggianti da parte della squadra di mister Difra, che durante le partite contro PsgTottenham e Juventus nella International Champions Cup pare immediatamente aver iniziato a comprendere i nuovi dettami tattici richiesti dall'ex Sassuolo. Ad agosto, tuttavia, bastano due amichevoli incolore in Spagna (contro Siviglia e, soprattutto, Celta Vigo) per gettare i romanisti nello sconforto. A Vigo, in particolare, oltre al pesante risultato finale (4-1 in favore dei padroni di casa), sembra già iniziare a scricchiolare qualcosa nel rapporto tra il tecnico e la squadra. Nella conferenza stampa post partita, infatti, Di Francesco ci va giù duro: "E' stato un disastro sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico e fisico. In generale la squadra arrivava sempre in ritardo sulle pressione, è servito un time-out per rimetterla a posto Non mi è piaciuta per niente la squadra, non mi è piaciuto l'approccio", ma soprattutto "dico sempre che come ci si allena, poi si gioca". Il messaggio alla squadra è chiaro: non vi state allenando bene. Parole che sembrano richiamare quelle pronunciate da Zdenek Zeman, da molti considerato un vero e proprio mentore per il nuovo allenatore della Roma, soltanto alcuni anni prima in una conferenza infuocata a Trigoria. Il clima, insomma, diventa pesante. Il problema principale è che mancano soltanto sette giorni all'inizio del campionato.

Il 20 agosto del 2017 la prima Roma di Eusebio Di Francesco fa ufficialmente il suo debutto in Serie A, a Bergamo contro l'Atalanta di Gasperini che ha sorpreso tutti nella stagione precedente, centrando una storica qualificazione in Europa League. La partita si mostra sin da subito non semplice, vuoi per la buona compagine che si ha di fronte, vuoi perché i giallorossi spesso sembrano ancora essere un cantiere aperto. Al 31' del primo tempo, tuttavia, un lampo: calcio di punizione dal limite dell'area orobica e rete di Kolarov, abilissimo a far passare il pallone sotto alla barriera piazzata da Berisha in difesa della propria porta. Per il resto, poco spettacolo e tanta sofferenza. Ripensando a una settimana prima, però, poco importa: "dammi i 3 punti, non chiedermi niente", come recitava un fantastico coro della Sud di alcuni anni or sono.

Il turno seguente prevede l'immediato ritorno nella Capitale dell'ormai odiatissimo ex Luciano Spalletti con la sua Inter. Sorprendentemente, i giallorossi sembrano una squadra del tutto nuova rispetto tanto a quella di Vigo quanto a quella di Bergamo: la manovra romanista è ariosa e fioccano le occasioni da gol contro un'Inter inabile di rispondere alle offensive capitoline. Al 15' del primo tempo, Dzeko porta già in vantaggio la Roma. Dopo tre legni (Kolarov, Nainggolan e Perotti), poi, arriva la sliding door che decide (in negativo per i giallorossi) la sfida: Diego Perotti viene abbattuto in area da Skriniar e l'arbitro Irrati non soltanto non concede il rigore ma decide anche di non consultare la grande novità della stagione, la tecnologia della VAR, per stabilire se fosse penalty o meno. Praticamente sul ribaltamento di fronte, l'Inter pareggia al primo tiro in porta con Icardi. La Roma non si abbatte e con El Shaarawy va vicina al nuovo vantaggio ma non è proprio serata. Finisce con un altro gol di Icardi e la rete di Vecino a beffare atrocemente la squadra di Eusebio Di Francesco.

Il 29 agosto, infine, arriva il tanto atteso 'botto' di mercato di Monchi per sostituire Salah: dopo un lungo tira e molla con la Sampdoria, oltre a varie incertezze per le problematiche legate all'adattabilità al ruolo di esterno offensivo destro nel 4-3-3 di Di Francesco, a Roma arriva Patrik Schick. Un'estate di certo particolare per il talento ceco, che soltanto un paio di mesi prima si era recato al J Medical per effettuare le visite mediche con la Juventus, salvo poi vedere l'accordo con i bianconeri sfumato a causa di un problema cardiaco riscontrato proprio durante i test fisici. La curiosità dei tifosi giallorossi per vedere all'opera il nuovo colpo di mercato è alle stelle. Bisogna, tuttavia, attendere settembre per poter iniziare ad ammirare sul terreno di gioco l'atleta classe 1996 di Praga.

Fonte: INSIDEROMA.COM - LUCIANI

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