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Schick, adesso o mai più

condividi su facebook condividi su twitter Di: Ilaria Proietti 09-03-2018 - Ore 14:58

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Schick, adesso o mai più

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - A Patrik Schick, forse, basterebbe soltanto fare gol.

Sì è vero, ne ha già segnato uno. Proprio contro il Torino, nella partita di Coppa Italia. Il gol “inutile”, il “gol della bandiera”, passato sotto silenzio. Non ha scosso i tifosi, troppo amareggiati quella sera del 20 dicembre, quando la Roma ha salutato la Coppa Italia per mano dei granata, proprio davanti al pubblico di casa. Un gol al culmine di una prestazione, diciamo così, tiepida. C’è da dire che l’attaccante non è stato aiutato dalla squadra, fragile per via dell’ampio turnover. Anche la sorte è stata avversa, durante la partita la Roma è arrivata a quota sedici legni colpiti in stagione e, come se non bastasse, si è aggiunto l’errore dal dischetto di Dzeko.

Evidentemente, Torino ha portato sfortuna all’attaccante ceco, perché tre giorni dopo, nel big match contro la Juve allo Stadium, Schick ha sprecato una clamorosa occasione da gol, a tu per tu con Szczesny, ex Roma, tra le altre cose. “Mi ha tirato addosso. Ha sbagliato lui”, queste le dichiarazioni del portiere polacco nei giorni successivi alla partita. Ennesima doccia fredda per un pubblico esasperato ed ennesima frustrazione per Schick. Il suo arrivo in giallorosso era stato acclamato dalla tifoseria, adesso la sua presenza è accompagnata da un’alzata di spalle. D’altronde 42 milioni di euro non sono mica bruscolini.

Stasera, probabilmente, Schick avrà la sua occasione di riscatto. Lo scenario è più o meno lo stesso, anche se con qualche variazione. Innanzitutto sulla panchina del Toro siederà Mazzarri, arrivato dal Watford dopo l’esonero di Mihajlovic. Ironia della sorte, il divorzio tra il club granata e l’allenatore serbo è arrivato proprio dopo la sconfitta contro la Juventus nei quarti di Coppa Italia. Fase del torneo alla quale il Torino era arrivato proprio battendo la squadra di Di Francesco. All’orizzonte, proprio come il 20 dicembre, lo spettro di una partita fondamentale. Dopo lo scontro con i granata, il tabellone segna Roma-Shakthar, con i giallorossi che cercheranno di staccare un biglietto per i quarti di finale di Champions League.

Inoltre Roma-Torino sarà, ancora, sinonimo di turnover per Di Francesco. Stavolta, però, i cambiamenti saranno operati principalmente per scelte forzate dovute a squalifiche e a qualche acciacco fisico. Il vero déjà vu sarà il tridente, composto, con ogni probabilità, da El Shaarawy, Schick e Under, la stessa linea d’attacco partita titolare nel match di Coppa. Ma che cosa è cambiato rispetto al 20 dicembre? Cengiz Under, ovviamente. Passato da panchinaro doc a imprescindibile della Roma. Si è conquistato la ribalta dopo mesi di lavoro a testa bassa, riuscendo a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella squadra di Eusebio Di Francesco nonostante l’iniziale scetticismo. Cinque gol in cinque partite, più una rete in Champions League durante la partita contro lo Shakhtar. Il turco viaggia a ritmi strabilianti, ritrovatosi di punto in bianco a trascinare la Roma. Indimenticabile il suo primo gol, in casa dell’Hellas Verona. Un tiro fantastico, una rete da guardare e riguardare. Più bella, forse, è stata solo l’esultanza e l’urlo liberatorio di Cencio, sommerso dai compagni che l’hanno stretto nell’abbraccio più bello del mondo. Da lì in poi non si è più fermato.

Una scena, questa, che vorremmo tutti rivedere con Patrik Schick come protagonista. Il centravanti dovrebbe guardare Under e prendere appunti. Segnare ed essere finalmente decisivo potrebbe essere la chiave per la continuità, quella che manca al numero 14 giallorosso perché solo conquistandosi un posto e giocando con frequenza può mostrare le sue capacità, di certo non seduto in panchina. È vero, la condizione fisica non ha aiutato, ma la pazienza dei tifosi è finita. Solo cogliendo l’attimo, mettendosi in mostra, Schick può riscattarsi, prima di essere inevitabilmente bollato come flop, l’acquisto inutile. Anche perché Dzeko, titolarissimo della Roma e onnipresente, non potrà subentrare in suo aiuto. L’attaccante bosniaco, squalificato, siederà in tribuna. Sarà la prima partita stagionale in cui il numero 9 giallorosso non metterà piede in campo.

Quindi, Patrik, devi cavartela da solo.

Fonte: a cura di Ilaria Proietti

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