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Una giornata di ordinaria follia giallorossa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-05-2019 - Ore 23:00

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Una giornata di ordinaria follia giallorossa

INSIDEROMA.COM - EDITORIALE - Le ultime 24 ore della città di Roma sponda giallorossa hanno avuto dell'incredibile. Tifosi, giornalisti e tutti gli addetti ai lavori si sono svegliati con una notizia bomba: "La società A.S. Roma comunica che Roma-Parma in programma il 26 maggio prossimo sarà l'ultima partita con la maglia giallorossa per Daniele De Rossi. Che comunque non lascerà il calcio giocato".

Come? Cosa? Ma che state a di aho?  Subito arriva la mail da parte dell'ufficio stampa della Roma per accreditarsi alla conferenza indetta "al volo" da parte del Capitano della Roma per spiegare le motivazioni di questo fulmine a ciel sereno.

Parte il tam tam mediatico e la città si mobilità: i centralini delle radio che Pallotta vorrebbe far chiudere, si vanta di averne fatte chiudere tre ma dopo questo è probabile che ne nascano altre cinque, esplodono. Tutti sentono salire la rabbia e la frustrazione da esprimere con toni comprensibilmente duri e borderline tra educazione e maleducazione, sia nei confronti della società sia nei confronti di un colpevole che si immagina chi sia ma che qui si vede meno di quel parente antipatico che viene solo a scroccare il pranzo di Natale a casa tua. Quello almeno lo vedi una volta l'anno, lui manco questo.

Da qui in poi inizia la pazzia con una cronistoria che se non avessimo visto con i nostri occhi e ascoltato con le nostre orecchie faremmo davvero fatica a credere. Si inizia con gli striscioni di protesta: A Trigoria, all'Eur nella nuova sede della Roma, sotto casa di De Rossi al centro e a Londra da Baldini. Già Franco Baldini, l'uomo che si era dimesso da...bho?!? dopo l'uscita della biografia di Totti perchè "Non si può controbattere alla parola del capitano". Un consulente dal credito infinito che ha nella sua missione togliere la pigrizia e il provincialismo dalla A.S. Roma e per farlo, secondo lui, la strada migliore è ammainare tutte le bandiere e tutti quelli che hanno il sangue romano nelle vene. Per carità è un'opinione.

Se a Boston e Londra la decisione è stata presa ed è quella di non rinnovare il contratto a De Rossi, a Roma l'appena arrivato nuovo CEO Guido Fienga deve presentarsi al fianco di De Rossi e mettere la faccia in questa decisione difficile. Nella Roma è quasi un rito di iniziazione dove l'ultimo arrivato deve cacciare una bandiera, due anni fa successe lo stesso a Monchi con Totti. Inizia la conferenza e assistiamo alla distruzione di una squadr...pardon azienda da parte di un capitano che con estrema educazione e probabilmente dicendo solo il 2% di quello che pensa, annichilisce la Roma e certifica che Franco Baldini esiste e non è una figura mitologica, è presente e purtroppo decide. Tutto questo tra un libro di Paulo Coelho e l'altro e mentre macina chicchi di caffè tra Londra e Sudafrica.

Nello stesso tempo in barba al fuso orario il presidente Pallotta ringrazia, rigorosamente su Twitter, il capitano giallorosso dicendogli che le porte sono sempre aperte. Tranne quella dello spogliatoio. Intanto sui social, vero vanto dell'azienda Roma, vengono postati continui contributi alla magnificenza di Daniele De Rossi con i tifosi emozionati ma anche un po' interdetti che nel dubbio insultano tutto e tutti.

Nonostante sia il 16 maggio, Roma se ne frega e in cambio ci mostra l'inverno che ci gela e soprattutto la pioggia. Il signore piange per l'addio del capitano della città in cui ha fondato la sua prima chiesa, e così 200 eroi sfidano le intemperie e si dirigono a Trigoria in cerca di confronti. Vogliono parlare con uno che decide e capite bene da quello che c'è scritto sopra che sicuramente a Roma non c'è. Gira tra i nostri telefonini un nota vocale del resoconto di un tifoso trasformatosi in un ottimo giornalista improvvisato che racconta la giornata campale in quel di Trigoria. Prima la Roma avrebbe chiesto un solo rappresentante della tifoseria per andare a colloquio con Baldissoni, ma i tifosi con modi forse qui ben oltre il borderline hanno detto che se non avessero mandato subito fuori qualcuno Trigoria avrebbe fatto la fine di Notre Dame.

Ecco allora che arrivano Ranieri, De Rossi e Massara, tre che tra due settimane non faranno più parte della Roma. Mentre De Rossi cerca di calmare gli animi dicendo che se i tifosi glielo chiedessero lui smetterebbe col calcio, Claudio Ranieri, testaccino doc, a 67 anni non ha peli sulla lingua e avrebbe detto: "Non ve la prendete con chi sta a Roma, comanda testa grigia (Baldini) da Londra e Pallotta da Boston". Il tecnico ha smentito le parole ma, di fatto, non il senso.

Oggi, per citare il sommo Flavio Tranquillo: "altro giro, altro regalo" e arrivano delle note vocali con la voce di Daniele De Rossi, che sono già diventate un must nella capitale, tanto che se entri in un bar ogni persona che incontri ti dice: "Aho, hai sentito l'audio di De Rossi?". In queste note vocali il capitano giallorosso spiega che all'interno della Roma, intesa come Trigoria, ci siano dei romanisti veri ed infatti il problema non è lì. E poi che 40 minuti dopo aver dato l'ultimo saluto in conferenza stampa sia stato chiamato da Guido Fienga con la proposta di un contratto a gettone, con un bonus fisso che lui manco voleva, con l'assenso del presidente. Offerta che probabilmente De Rossi rifiuterà per una questione di dignità.

In tutto questo, il resto del tifo giallorosso in preda alla disperazione ha cominciato a prendere d'assalto con insulti e recensioni fasulle ma  geniali ", il ristorante Nebo delle sorelle del presidente della Roma James Pallotta costretto a chiudere la propria pagina Facebook. La più bella sicuramente questa: "Every time they start making a good dish, they sell the recipe and buy cheaper ingredients, a Pallotta trademark". -  " Ogni volta che fanno un buon piatto, vendono la ricetta e comprano ingredienti più economici, marchio di fabbrica della famiglia Pallotta". Nel frattempo Wikipedia ha lucchettato la pagina del presidente in modo da non poter essere modificata da utenti non registrati per “evitare vandalismi”.

 Insomma la classica giornata di ordinaria follia nella Capitale ma soprattutto un monito, da sempre presente nella città dei Papi dove la fede intesa in tutti i sensi è la cosa più importante e dove non si riesce più a distinguere tra sacro e profano che recita: "Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi".

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