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La meteora di Roma-Torino: Ahmed Apimah Barusso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-03-2018 - Ore 11:10

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La meteora di Roma-Torino: Ahmed Apimah Barusso

INSIDEROMA.COM - LUCIANI - Estate 2007: la Roma di Luciano Spalletti è reduce da due ottime annate; calcio spumeggiante, giocate a memoria e due secondi posti consecutivi (seppur il primo sia maturato grazie all'esplosione dello scandalo riguardante Calciopoli). Il 4-2-3-1 è diventato il dogma del tecnico toscano e ogni tifoso giallorosso conosce a memoria gli undici che compongono la formazione tipo: Doni in porta; linea a 4 in difesa con Tonetto, Chivu, Mexes e Panucci; De Rossi e Pizarro davanti alla linea arretrata; Taddei, Mancini e Perrotta pronti a muoversi senza sosta inserendosi nell'area avversaria grazie al 'finto nueve' Francesco Totti. Durante la suddetta estate, però, inizia a maturare la voglia di mettere a punto alcune situazioni per tentare di azzerare i difetti di una squadra esteticamente meravigliosa. E' proprio questo il punto: la Roma viene ritenuta, da tifosi e tanti addetti ai lavori, il meglio che il gioco del calcio possa offrire in Italia al momento ma, allo stesso tempo, una squadra che manca di fisicità, dei cosiddetti 'chili e centimetri'.

L'allora direttore sportivo giallorosso Pradè, in accordo con mister Spalletti, si mette così alla ricerca di un'alternativa in mezzo al campo che possa mettere i propri muscoli al servizio della squadra. Inizia qui la leggenda del ghanese Ahmed Apimah Barusso.

Dopo una serie di cambi di maglia nelle serie inferiori, le prestazioni del ragazzo si mostrano, sin da subito, con il Rimini in Serie B nella stagione 2006/2007 piuttosto interessanti. Il fisico è il punto di forza del ghanese, che comunque non disdegna inserimenti nell'area avversaria e conclusioni da fuori grazie a un tiro decisamente potente.

Il mediano parte titolare già nella prima giornata della stagione suddetta, lo storico confronto contro la Juventus appena retrocessa, e resta in campo per tutti i novanta minuti di gioco. Nel quarto turno, vittoriosa trasferta del Rimini a Bologna, Barusso mette pure a segno il suo primo gol in Serie B.

Sembra l'inizio di una grande carriera; la sfortuna, però, decide di abbattersi sul giovane di Accra proprio sul più bello. Una settimana dopo la partita contro il Brescia, infatti, Barusso si frattura la tibia in uno scontro di gioco contro il crotonese Cardinali. La stagione del ghanese finisce qui, dopo soltanto otto presenze e due reti.

Daniele Pradè e Luciano Spalletti si sono comunque innamorati di questo colosso d'ebano tutto muscoli e decidono di puntare su Barusso, nonostante il grave infortunio, per la stagione 2007/2008. Il ghanese arriva a Roma da Rimini con la formula della compartecipazione per una cifra pari a 1.7 milioni di euro. I giallorossi hanno finalmente trovato la robustezza di cui necessitano a centrocampo, si pensa. Durante il ritiro estivo, inoltre, c'è un elemento che colpisce ed esalta i sostenitori romanisti: i calzettoni di Barusso. Il ragazzo, infatti, non riesce a portare i calzettoni del completo della Roma oltre i propri polpacci poiché questo sono esageratamente possenti. Si iniziano a sognare contrasti vinti e forza fisica mai vista da queste parti; purtroppo, risulterà tutto unicamente un sogno di mezza estate.

Barusso vede solo panchina, o tribuna, nelle prime sei giornate di campionato. Nel settimo turno, con la Roma impegnata a Parma, Spalletti gli regala i tre minuti finali. Passano le settimane e il tecnico toscano mostra di aver intuito che Barusso proprio non può essere d'aiuto alla sua Roma. Il ghanese, infatti, racimola altri 23 minuti in campionato, tra Empoli e Genoa, prima di finire nel dimenticatoio. Il 12 dicembre del 2007, nell'inutile ultimo turno del girone di Champions League contro il Manchester United, per Barusso arriva la grande occasione dal primo minuto. E' una Roma 2, ma per il ragazzo nativo di Accra è comunque una buona opportunità di mettersi in mostra; purtroppo viene fallita anche questa, tra potentissimi tiri che finiscono sul fondo e randellate in mezzo al campo che culminano in un'ammonizione. Dopo soli sei mesi, Luciano Spalletti comunica a Pradè che Barusso può tranquillamente partire durante il mercato di gennaio. Barusso finisce così in un'altra squadra giallorossa: i turchi del Galatasaray. Inizia, così, una grande girandola di prestiti, che continua con Siena, Brescia, Torino e finisce a Livorno.

Si arriva all'estate del 2011. La Roma ha cambiato tutto: proprietà, dirigenza, tecnico, giocatori. Per Barusso, comunque, continua a non esserci spazio. Il ghanese pensa di potersi giocare le proprie carte con il nuovo allenatore giallorosso Luis Enrique, ma per il tiki taka di stampo blaugrana Barusso non sembra esattamente il centrocampista ideale. Qualche tifoso romanista arriva addirittura a prendere a calci l'auto del povero Ahmed. Il motivo? Il suo rifiuto a trasferirsi all'estero. I tifosi lo accusano infatti di non voler lasciare libero il posto da extracomunitario che potrebbe permettere l'arrivo di giocatori importanti. Pura follia. Il ragazzo continua ad allenarsi con professionalità e, alla fine, rimane a Roma sei mesi come spettatore non pagante, anzi pagato. A gennaio del 2012 arriva l'addio definitivo. Barusso firma con la Nocerina e non torna più a Trigoria.

Su di lui, infine, è possibile ricordare un eccezionale commento in cronaca del mitico Carlo Zampa durante Empoli-Roma della stagione 2007/2008. I giallorossi sono in vantaggio 2-1, purtroppo saranno poi raggiunti al 90' da Giovinco, e soffrono la pressione avversaria. Al 78', improvvisamente, un ottimo contropiede, Barusso è tutto solo sulla destra, viene servito da Pizarro, calcia e...."ma anvedi Barusso, te prego! Ma nun fa 'ste cose Barù! Tu dai la palla, dalla la palla, non tirare! Ha provato un tiro Barusso ed è andato in braccio ad una signora che stava affacciata alla finestra lì di fronte!".

Si può riassumere così la sfortunata esperienza capitolina di Ahmed Apimah Barusso.

Fonte: INSIDEROMA.COM - LUCIANI

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