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Uomo d’altri tempi: Daniele De Rossi e quel silenzio che ha parlato

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-03-2018 - Ore 09:40

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Uomo d’altri tempi: Daniele De Rossi e quel silenzio che ha parlato

MASSIMO PAPITTO - E’ stata la partita di Daniele De Rossi. E’ stata una settimana particolare per lui, la scomparsa dell’amico Davide Astori l’ha colpito molto, è stata una tragedia inaspettata e come tutte le cose inaspettate ha lasciato un dolore immenso in tutti ma in Daniele di più. Lui con Astori aveva legato ai tempi della Roma e poi successivamente anche nella Nazionale Italiana. Il suo sguardo, i suoi gesti, in questa settimana sono stati tutti rivolti all’amico e anche la partita di ieri sera contro il Torino non ha fatto per nulla eccezione.

De Rossi inizialmente non doveva essere in campo, era indiziato al turnover in vista della supersfida decisiva di martedì contro lo Shakhtar Donetsk ma poi contro ogni pronostico ieri sera Ddr era lì sul prato dell’Olimpico a guidare i compagni con la fascia di capitano al braccio nel ricordo del suo amico Astori. E’ voluto esserci a tutti i costi, come ha spiegato il mister Di Francesco, e non soltanto ha giocato una partita a buonissimi livelli (forse la migliore della sua stagione) ma come se non bastasse è andato anche a segno con il gol del due a zero che ha chiuso virtualmente la sfida poi terminata sul tre a zero.

Non andava in gol da diversi mesi e ha scelto proprio il momento giusto per tornare a mettere il suo nome nel tabellino dei marcatori. Non fa mai gol banali De Rossi, quando decide di mettere la sua firma sulla partita lo fa sempre in momenti molto significativi della storia della Roma. Dopo la rete poi non ha esultato, ed è stato giusto così, ieri sera lui non aveva nessuna voglia di esultare, non c’era niente da festeggiare, c’era soltanto un grande dolore somatizzato nel cuore per tutta questa settimana da uomo vero. Senza far rumore, senza dirlo a nessuno, perché se il dolore lo rendi pubblico allora tanto dolore alla fine non è. Il “silenzio” della sua esultanza ha parlato più di mille altre cose, perché esistono silenzi che parlano anche soltanto con gli sguardi, con gli atteggiamenti, senza tante chiacchiere e retorica.

Niente dichiarazioni, niente apparizioni in pubblico, soltanto il rumore assordante dei pensieri quando non riesci a darti una spiegazione logica a quello che è successo. Il capitano della Roma per raccontare questo dolore ha deciso di far riscoprire a tutti il valore del silenzio, della riflessione. Ha deciso di indicare la strada che anche tutto lo Stadio Olimpico ha seguito durante il minuto di raccoglimento in onore di Davide Astori. In tanti anni di calcio e di partite di Roma un minuto di silenzio così vero e toccante non si era forse mai visto. Tutti intenti a seguire l’esempio di Daniele De Rossi che per una sera ci ha fatto riscoprire i valori veri della vita. Grazie Daniele. Uomo d’altri tempi.

Fonte: Massimo Papitto

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