Rassegna stampa

Avanti tutta. Shakhtar ko: la Roma raggiunge la Juve ai quarti. Dopo 11 anni due italiane tra le prime 8 d’Europa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-03-2018 - Ore 09:38

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Avanti tutta. Shakhtar ko: la Roma raggiunge la Juve ai quarti. Dopo 11 anni due italiane tra le prime 8 d’Europa

LA STAMPA - BUCCHERI - La Roma «americana» fa pace con l’Europa e dimentica in un attimo i tremori del recente passato. I quarti di finale di Champions arrivano, in casa giallorossa, per la terza volta nella storia, dieci anni dopo l’ultima. Ma per la prima da quando al timone sono saliti gli uomini di James Pallotta: mai in questi sette anni, se consideriamo il momento del cambio di proprietà (Pallotta è arrivato nell’estate del 2012), la Roma era andata oltre gli ottavi di Champions e di Europa League. E, dal 2011 ad oggi, i duelli europei di De Rossi e soci erano ricordati più per il 7-1 subito all’Olimpico dal Bayern Monaco o il 6-1 incassato a Barcellona che per le gioie collettive. Da ieri è diverso. I ragazzi di Di Francesco bussano alla porta delle regine del vecchio continente, raggiungendo la Juve e consegnando all’Italia due squadre fra le migliori otto dopo ben undici stagioni (ai quarti sarà possibile il derby: venerdì il sorteggio). L’Italia festeggia anche una scuola di tecnici che si presenta alle battute finali di Champions con tre presenze: oltre ad Allegri e Di Francesco, ci sarà Montella che con il Siviglia ha eliminato il Manchester United di Mourinho. E in attesa di Conte, questa sera impegnato con il Chelsea a Barcellona.

LA PRIMA VOLTA DI PALLOTTA – La Roma è la stessa di Napoli, gli undici che hanno servito un poker di gol inatteso a Fuorigrotta: Dzeko, dopo la pausa per squalifica in campionato contro il Toro, è il punto di riferimento là davanti, dietro giganteggia Fazio e Manolas è attento. Lo Shakhtar ha un dna sudamericano e si vede: gli ucraini, quando decidono di cucire in mezzo al campo, danno spettacolo, ma appaiono spuntati una volta dalle parti dell’area di Alisson. Fred più Taison, Bernard, Marlos e Ferreyra: a loro il compito di tenere in apprensione i giallorossi, costringendoli a non perdere gli equilibri in fase d’attacco. I ragazzi del tecnico portoghese Fonseca sono abituati a sfide del genere e guardano in faccia l’Olimpico senza alcuna preoccupazione. E’ la notte più importante per una Roma in cerca di nobilitare la propria avventura. Una notte che vive su un copione abbastanza ripetitivo: la linea difensiva dello Shakhtar è molto alta, il fuorigioco un’arma usata spesso e sempre con successo. Così, a turno, Dzeko e soci si ritrovano costretti ad interrompere la propria corsa verso Pyatov per il fischio di Mallenco.

ORDETS VIA, FOLLIA FERREYRA – Ogni contatto fa sobbalzare il pubblico. Ogni intervento aumenta il nervosismo di chi è chiamato a ribaltare il 2-1 dell’andata. Poi arriva il momento in cui il meccanismo difensivo degli ucraini si inceppa e l’arma del fuorigioco diventa una trappola: a sbagliare il tempo dell’uscita è Butko e Dzeko vola verso la gloria. Roma avanti, Olimpico in estasi. Gli ucraini rimangono in 10 per il rosso ad Ordets e perdono la testa: Ferreyra dà una spinta al raccattapalle per togliergli il pallone dalle mani e lo fa volare oltre i cartelloni pubblicitari. L’arbitro grazia Ferreyra, ma finisce con lo stadio in piedi per Dzeko: l’eroe ad un passo dal Chelsea un mese e mezzo fa. "Non volevo andare via proprio per queste partite – dice -: siamo tra le otto più forti d’Europa, significa che siamo forti anche noi".

Fonte: LA STAMPA - BUCCHERI

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