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Bivio derby grinta, muscoli e gol Milinkovic e Nainggolan: Lazio-Roma è vostra

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-04-2018 - Ore 07:55

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Bivio derby grinta, muscoli e gol Milinkovic e Nainggolan: Lazio-Roma è vostra

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CIERI, CECCHINI - Guai a cadere nella sindrome Braccio di Ferro. I fisici da wrestler che Sergej Milinkovic-Savic e Radja Nainggolan espongono al mondo – con i tatuaggi d’ordinanza doverosamente in mostra via social – sono solo parte di una grandezza che stasera aiuta a rendere quella tra Lazio e Roma una sfida internazionale. Certo, c’è un posto nella prossima Champions League da conquistare, ma avere in squadra due talenti così poliedrici conquisterebbe la vetrina quasi naturalmente. Cosa cercate da un calciatore: gol? (li segnano), contrasti? (li fanno), carattere? (ne hanno a bizzeffe). Nessuna sorpresa che entrambi lentamente siano assurti a leader virtuali di Lazio e Roma, e se ci fosse bisogno di un esempio, basti pensare che Sergej – dopo la sfida d’andata delle romane contro Salisburgo e Barcellona, postò una foto in cui faceva il segno del «4» scrivendo come ci sia chi li fa e chi li subisce. Col senno di poi, un boomerang che i social giallorossi questa settimana gli hanno rimbalzato, ma anche questo fa parte del folklore da derby. Proprio come accadde un anno fa a Nainggolan che, nel famoso video girato a sua insaputa da alcuni tifosi romanisti, si vantò di non aver mai perso con la Lazio. E poi i biancocelesti vinsero due degli ultimi tre derby stagionali.

LORO E LE NAZIONALI Ad accomunarli, però, c’è anche altro. Ad esempio un rapporto difficile con le loro nazionali, almeno fino ad un certo periodo. Le voci che giungono dalla Serbia, infatti, dicono che uno dei motivi dell’avvicendamento del c.t. Muslin con l’attuale Krstajic sia dovuto anche alla scarsa stima per Milinkovic, cosa divenuta quasi un caso. Sull’altro fronte, della poca simpatia del c.t. belga Martinez per Nainggolan – causa lo stile di vita esuberante fuori dal campo – sono stati usati fiumi d’inchiostro. Morale: se il laziale è sicuro di andare al Mondiale, il romanista ancora non ha questa certezza, e magari la vetrina del derby può aiutarlo.

ALLA RICERCA DI SE STESSO Il derby può invece aiutare Milinkovic a ritrovare se stesso. Sono un paio di mesi infatti che SMS non manda i soliti messaggi urbi et orbi. Quelli che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico e che lo hanno messo in cima alla lista dei desideri dei maggiori club europei. Con Lotito che ha già fissato a 100 milioni il prezzo (minimo) per cominciare una trattativa. Il derby, si diceva, può aiutare il serbo a tonare se stesso, visto che nello scorso anno furono proprio le ultime tre stracittadine a proiettarlo definitivamente nell’orbita dei giocatori di grande spessore. Decise in tandem con Immobile i derby di Coppa Italia: i due segnarono un gol a testa sia nel 2-0 dell’andata sia nel 3-2 (per la Roma) del ritorno. Poi Milinkovic, pur non segnando, fu grande protagonista anche nell’ultimo derby stagionale, quello di ritorno in campionato, vinto dalla Lazio per 3-1 (il serbo, allo scadere, andò vicinissimo ad uno spettacolare gol in acrobazia). L’aria della stracittadina, insomma, pare fargli bene. Ed è esattamente quanto si augura Inzaghi. «Adesso sta meglio – ha detto ieri il tecnico –. A Salisburgo l’ho tolto perché veniva da due partite consecutive ed aveva bisogno di rifiatare un po’». Senza di lui, però, la Lazio è crollata. Perché anche quando non gioca bene il gigante serbo è comunque fondamentale per la squadra di Inzaghi. Certo, se poi torna anche ad esprimersi al meglio delle sue potenzialità il discorso diventa ancora più interessante.

corsi e ricors i Proprio come il laziale, di sicuro Nainggolan non è al meglio della condizione, ma occhio ad intonare il «de profundis». Anche all’andata il centrocampista belga era stato in bilico fino alla fine per poi giocare e indirizzare virtualmente il derby con un gran gol dal limite dell’area. Tra l’altro, per il Ninja è anche il secondo nella stracittadina, a conferma di un feeling non indifferente. Per chi fosse scettico, infatti, basta rammentare come – con Nainggolan in campo – la Roma abbia uno «score» di 6 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte, anche se uno dei successi è stato quello dell’anno scorso, totalmente inutile, visto che non evitò ai giallorossi di vedere la Lazio andare in finale di Coppa Italia. Insomma, l’equilibrio è maggiore di quello che le cifre possono raccontare. Per questo alla fine sarà una questione di metri e muscoli. Quelli che Milinkovic-Savic e Nainggolan sanno gonfiare in tutte le occasioni che contano. Ecco, qualunque sarà il destino dei due – se lontano da Roma o meno lo decideranno le dinamiche di mercato – il derby di stasera sarà l’occasione giusta per non farsi dimenticare.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - CIERI, CECCHINI

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