Rassegna stampa

Derby, Capitale in “ostaggio” cori e insulti prima del match

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-09-2019 - Ore 07:34

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Derby, Capitale in “ostaggio” cori e insulti prima del match

IL MESSAGGERO - MARANI, MOZZETTI- Mezza città bloccata, 1.500 agenti, carabinieri e vigili schierati, idranti, blindati, pattuglie a cavallo, l’elicottero della polizia che si alza in cielo. Il Derby ad alta tensione tra Lazio e Roma dopo l’omicidio e i funerali vietati di Fabrizio Piscitelli, alias “Diabolik”, capo ultras degli Irriducibili, si conclude senza i temuti scontri,ma ancora una volta la Capitale paga un tributo “straordinario” in quanto a spiegamento di risorse. Ieri l’area attorno all’Olimpico appariva militarizzata. Strade chiuse, auto rimosse, bus deviati: a Ponte Milvio i residenti si sono barricati in casa e proprio in un ristorante sul piazzale ha pranzato ieri RitaCorazza, la moglie di “Diabolik”, con le figlie Giorgia e Ginevra. Sedute ai tavoli di uno dei locali,nella piazza “regno” di Piscitelli. Mentre fuori si radunavano i tifosi biancocelesti, birra a fiumi e cori. Non è mancato il gruppo che intona indisturbato l’odioso e razzista refrain: «Romanista ebreo», condito da saluti romani. Non c’è stato però l’annunciato corteo degli Irriducibili dal piazzale fino all’ingresso della Nord. Prima della partita, vicino allo stadio, è stato aggredito con una bottigliata alla testa un cittadino bengalese, ma l’episodio non sembrerebbe riconducibile ai gruppi organizzati del tifo. Le donne di Piscitelli hanno raggiunto la Curva a piedi. Al fianco di Rita, anche lui con la maglia nera con gli occhi del “Diablo”, c’era Fabrizio Fabietti, non un tifoso, ma amico del capo ultras, già in carcere per traffico di droga. Tra insulti e petardi esplosi, a separare le tifoserie fuori lo stadio,c’erano le autorità, attente a non restare isolate, bersaglio di vendette in stile “Acab”. Presidiata anche la sede del commissariato Ponte Milvio. Sugli spalti della Nord, intanto, l’omaggio a Piscitelli: la maxi coreografia accompagnata da una frase di “Fenomeno” di Califano. I romanisti hanno rinunciato alla loro e nella Sud sono apparsi due striscioni per ricordare“Diabolik”.

IL POST PARTITA  - Il pareggio,poi tutti a casa. Ma sul finale si è sfiorato il contatto tra le tifoserie: circa 60 romanisti incappucciati, bastoni in mano, hanno raggiunto via Flaminia, urlando «laziale dove sei?». Il gruppo di Fedayn ha poi invertito la rotta verso piazza Mancini. Controlli fino a tarda sera nel timore di agguati isolati. Angela, la sorella di Diabolik, ha ringraziato il prefetto e la Digos per il lavoro svolto.

Fonte: IL MESSAGGERO

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