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Fonseca, il mite che alzò la voce: «Male il primo tempo, ma poi...»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-11-2019 - Ore 07:32

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Fonseca, il mite che alzò la voce: «Male il primo tempo, ma poi...»

IL MESSAGGERO - CARINA - Nella versione profetica, ancora non lo conoscevamo. Paulo Fonseca è stato di parola. Così sabato: «Dzeko non segna? Non è un problema, si sbloccherà col Brescia». Detto, fatto. Edin ha risposto all'appello del portoghese segnando così il sedicesimo gol nelle ultime 15 partite di Serie A contro squadre neopromosse: nove (di questi 16) sono arrivati allo Stadio Olimpico. Quello che più conta, però, sono i tre punti. Che arrivano dopo un primo tempo bruttino ma a seguito di un avvio di ripresa travolgente: «Cosa ho fatto nell'intervallo? A volte è necessario alzare la voce... - spiega l'allenatore - Nel primo tempo in effetti non abbiamo giocato con grande intensità ed aggressività, avevamo spazi ma eravamo lenti. Poi nella ripresa abbiamo cambiato marcia. Con il gol abbiamo trovato equilibrio e fiducia. Abbiamo giocato meglio anche senza fare una grandissima partita». Sempre molto onesto nell'analisi delle gare, il portoghese trova conforto a livello statistico. Anche grazie al gol annullato nel finale ad Ayé, quella con il Brescia è la miglior prestazione difensiva della stagione, con pochissime occasioni subite (appena 8 i tiri concessi agli avversari) e 26 conclusioni verso la porta di Joronen (nessuna, però, nello specchio della porta nel primo tempo): «A livello difensivo abbiamo disputato una buona gara: in attacco abbiamo giocato contro una squadra più bassa del solito. Siamo stati però più concreti rispetto ad altre volte». La Roma continua a segnare su calcio da fermo. Anche con il Brescia, tre reti all'attivo che portano il totale a 11 su 23 gol realizzati nelle 13 giornate di campionato.
GIALLO ZANIOLO - È chiaro che non può essere un caso ma frutto di esercitazioni ripetute durante la settimana: «Abbiamo giocatori molto forti in queste situazioni, dobbiamo sfruttarli. Per questo motivo bisogna calciare meglio i corner di quanto non abbiamo fatto nel primo tempo». Spiega poi quanto accaduto con Zaniolo che ha ricevuto un cartellino giallo (molto fiscale) dall'arbitro Di Bello per non aver rispettato, al momento della sostituzione, l'invito a uscire da dietro la porta per accorciare i tempi. Nicolò, diffidato, salterà la trasferta di Verona: «Non ho visto il cartellino giallo all'inizio, dopo mi sono accorto di altri giocatori che andavano vicino a Zaniolo. Non è vero che ci siamo messi d'accordo per fargli prendere l'ammonizione, perché per noi la cosa più importante è sempre la prossima partita». Passarella finale sui singoli, ai quali non risparmia elogi: «Pellegrini e Zaniolo possono giocare insieme, in due diverse posizioni. Veretout? Per me è un giocatore importantissimo. Smalling? Sta bene qui, è un gradissimo giocatore e penso voglia restare con noi». La speranza è che Paulo sia profetico anche in questo caso. Inequivocabile, invece, il collega Grosso: «Balotelli gioca quando decido io: deve impegnarsi e non solo tirare in porta».

Fonte: IL MESSAGGERO

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