Rassegna stampa

Malcom al Barcellona, l’ultima beffa nel calcio dei dispetti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-07-2018 - Ore 08:25

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Malcom al Barcellona, l’ultima beffa nel calcio dei dispetti

CORRIERE DELLA SERA - È un po’ come quando perdi la valigia in aeroporto. Aspetti al nastro mezz’ora, un’ora, due, poi capisci che non arriverà mai. Proprio come Malcom a Roma lunedì sera. L’esterno del Bordeaux era atteso per fare le visite ieri mattina e firmare. Mai visto. Al suo posto una chiamata del procuratore al d.s. della Roma Monchi per dire che il club aveva vietato il viaggio al calciatore: «Il Barcellona offre di più». Monchi, consultato il presidente Pallotta, ha alzato l’offerta arrivando a 40 milioni, il Barça ieri a mezzogiorno ha rilanciato e a quel punto la Roma si è chiamata fuori da ogni asta. Il caso è clamoroso, eppure non è il primo. Il 29 agosto 2012 era la Fiorentina ad aspettare il bulgaro Berbatov per la firma del contratto. In aeroporto entusiasmo, tifosi, bandiere. Ma il centravanti del Manchester United non si è mai palesato. Aveva preferito il Fulham.

Una storia leggendaria è quella di Platini. Bloccato dall’Inter nel 1978 a frontiere chiuse, quando vengono aperte nel 1980 il francese passa alla Juve. Sui motivi del colpo di scena si sono scritti tomi; nella storia resta la svolta che ha cambiato la storia dei due club. Sempre l’Inter aveva già in mano altri due giocatori sfuggitigli all’ultimo. Nel 1968 Anastasi, rampante bomberone del Varese, gioca addirittura un’amichevole estiva in nerazzurro contro la Roma. Nell’intervallo, però, apprende che la Juve lo ha acquistato per 660 milioni. Sono motivi extra sportivi anche quelli che nel 1983 hanno trattenuto alla Roma Falcao. Il contratto con l’Inter (firmato con Sandro Mazzola) c’era già, ma l’intervento del tifoso giallorosso Giulio Andreotti riuscì a convincere il presidente nerazzurro Fraizzoli, ventilando la sospensione del contratto fra la sua azienda tessile e i ministeri che riforniva. Così Falcao restò per sempre Farcao.

Poi c’è chi non è saltato in corsa da una squadra a un’altra ma da due a una terza. Nel 1995 Figo, all’epoca allo Sporting Lisbona, firma per Parma e Juve. La Lega fa saltare tutto e alla fine il portoghese sparito due volte passa al Barcellona. Più di questo Paso Doble poteva fare solo una cosa: andare dal Barça al Real Madrid. Sarebbe accaduto cinque anni dopo. Ma questa è un’altra storia.

Fonte: Corriere della Sera

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