Rassegna stampa

Ok Uefa alla Roma, ma Radja parte

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-06-2018 - Ore 11:19

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Ok Uefa alla Roma, ma Radja parte

IL TEMPO - MENGHI - Semaforo verde. La Roma passa l'esame Uefa e si libera dalla tenaglia del Fair Play Finanziario. O meglio, dovrà continuare a rispettarlo, ma ora è fuori dal regime restrittivo. Consolazione migliore non poteva esserci nel giorno in cui si è alzato il polverone intorno al nuovo stadio, l’investimento di Pallotta per poter completare il processo di sviluppo del club che quest’anno ha fatto ricavi da record, circa 240 milioni di euro, ma è ancora distante dall’esempio Juventus che col suo Stadium ha fatto davvero la differenza.

I giallorossi sono ufficialmente fuori dal settlement agreement, il patto firmato 3 anni fa con la promessa di risanare il bilancio, rispettato grazie ad una gestione intelligente della società, che non ha risparmiato «dolori» ai tifosi con cessioni illustri mantenendo però costi alti e la squadra sempre sul podio della Serie A. L’inaspettata volata in Champions ha dato una grossa mano al club e la strategia delle plusvalenze di «re» Monchi (e del suo predecessore Sabatini) ha premiato. Via la morsa dell’Uefa, scongiurate le dure sanzioni destinate a chi sgarra, ma niente follie di mercato: è finito il regime restrittivo, ma le regole del Fair Play Finanziario restano valide, anzi sono sempre i più rigide per tutti. L’nter ne sa qualcosa, visto che è stata «rimandata» e per un’altra stagione manterrà le limitazioni sportive imposte nelle competizioni europee e le restrizioni per i trasferimenti.

Può sembrare paradossale in questo quadro che sia la Roma a vendere ai nerazzurri Nainggolan, in realtà se le cessioni e quindi le plusvalenze vengono registrate nel momento in cui vengono effettuate, gli acquisti lo saranno dal 1° luglio e riguarderanno il prossimo bilancio. Su quello che la Roma ha chiuso a giugno 2017 l’Uefa ha chiuso un occhio nonostante il rosso di 42 milioni di euro (ma minore in ottica FFP), un leggero sforamento che non ha compromesso il percorso sano del club, che aveva comunque mostrato una proiezione del f prossimo bilancio nell’incontro di Nyon a febbraio e avrà, tra due settimane così come in futuro, l’obiettivo di chiuderlo in pareggio.

Ecco perché, dopo 4 acquisti, è scattata l’ora delle cessioni: la rottura con Nainggolan sembra insanabile, l’Inter continua a trattare con il procuratore, ma un’offerta scritta a Trigoria non è arrivata. Non è escluso che accada nelle prossime ore. La Roma chiede 30-35 milioni per il belga, per Alisson ne servono almeno 80. Il Real Madrid dopo aver «scippato» l’allenatore alla Spagna punta a chiudere per il portiere giallorosso prima che il prezzo lieviti durante i Mondiali, ma Monchi non ha ricevuto proposte. Il procuratore sta lavorando con i Blancos per un contratto da star che convinca il brasiliano. La Premier League non suscita lo stesso interesse in lui, il pericolo numero uno per la Roma è proprio il Real. Ieri a Milano Baldissoni ha avuto modo di parlarne con Busardò, mediatore dell’affare Alisson, oltre che di quello tra Peres e il Torino. All’incontro ha partecipato anche il ds Petrachi per provare a sbloccare la trattativa per il terzino. Il semaforo verde in questo caso non è ancora arrivato.

Fonte: IL TEMPO - MENGHI

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