Rassegna stampa

Vincolo sulle tribune, indagato il soprintendente Prosperetti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-06-2018 - Ore 08:07

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Vincolo sulle tribune, indagato il soprintendente Prosperetti

IL MESSAGGERO - V. ERRANTE - A sbloccare l'intero progetto alla fine era stato proprio Francesco Prosperetti, il soprintendente che, con un colpo di spugna, ha spazzato via il vincolo sulle tribune dell'ippodromo di Tor di Valle. Una lunga carriera al ministero e una decisione molto chiacchierata che adesso lo mette nei guai. Perché il progetto di Luca Parnasi, che pur di avvicinarlo aveva anche pagato i mediatori, per la procura sarebbe andato in porto. E l'operazione sarebbe riuscita anche grazie a una consulenza affidata dall'imprenditore allo studio di architetti dove lavora la figlia del soprintendente.
Per la Procura l'ex capo segreteria del Ministro ai Beni culturali, Claudio Santini, «avvicinò il Soprintendente Francesco Prosperetti chiamato a pronunciarsi sul vincolo». Come riscontro la Procura indica «un incontro tra il Soprintendente e il gruppo Parnasi il 19 maggio del 2017» e la successiva decisione di affidare all'architetto Paolo Desideri «la redazione di un progetto necessario per superare la questione del vincolo». 

LA FIGLIA Dalle intercettazione emerge che Desideri «oltre ad essere amico di Prosperetti è anche il datore di lavoro della figlia Beatrice». Secondo l'accusa Santini per la sua «mediazione per conto di Parnasi» si sarebbe messo in tasca 53.440 euro. «Il mio mestiere è parlare al telefono, andare a pranzo, a cena, a prendere aperitivi». Ossia, scrive il gip «nel mettere in relazione i personaggi che a lui sì rivolgono, sfruttando le sue conoscenze con la pubblica amministrazione per ottenere provvedimenti favorevoli ovvero per sveltire la definizione di talune pratiche». Ma alla fine i rapporti tra il soprintendente e l'imprenditore erano diretti, tanto che lo stesso Prosperetti chiede a Parnasi i biglietti per la partita di Champions. Beatrice, in realtà lavora per conto della società Abdr, architetti associati, di cui Desideri è socio e procuratore. Ma sulla vicenda i carabinieri stanno ancora lavorando: la donna non viene pagata direttamente dallo studio, ma da altri professionisti, a loro volta retribuiti da Abdr. E nella società, tra i collaboratori esterni figura con il cognome della madre. Ci sono altri episodi relativi alle condotte del sovrintendente sui quali la procura sta acquisendo altri elementi. Ad aprile è la segretaria di Prosperetti a contattare Parnasi per chiedere il biglietto della Champions Roma-Liverpool. E intanto ieri dal Mibact è partita l'ispezione alla sovrintendenza. 

Fonte: IL MESSAGGERO - V. ERRANTE

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