Black carpet

Dottor Jekyll e miss Hide

condividi su facebook condividi su twitter 22-02-2017

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Dottor Jekyll e miss Hide

PIERO TORRI - Parto da un complimento. Ai dirigenti della Roma. In particolare all'avvocato Mauro Baldissoni. Non è una questione di simpatia, nè di meriti sportivi. Semmai di una semplice parola: pazienza. Quella dimostrata nelle sempre più strane (o no?) vicende che stanno accompagnando il progetto Tor di Valle, lo stadio, le infrastrutture, i negozi, le torri, il parco, totale investimento interamente privato, un miliardo e seicento milioni, posti di lavoro mentre si costruisce circa cinquemila, posti di lavoro dopo più o meno gli stessi, un indotto inevitabile per le zone limitrofe e non solo, un calo della disoccupazione per la nostra città stimato intorno all'un per cento, un'incidenza sul Pil regionale tra il due e il tre per cento. Forse sarà stata propria la consapevolezza di tutti questi numeri, ad aver garantito al direttore generale la pazienza necessaria. Io non ce l'avrei avuta. Anzi mi sarei lasciato andare alla mia anima rivoluzionaria, probabilmente con conseguenze che mi avrebbero costretto a fare le foto di profilo in qualche commissariato.

Dunque, complimenti. Se il mio (nostro) sogno di mettere piede nello stadio della Roma è ancora tale lo dobbiamo, appunto, alla pazienza. Da Margherita Berdini a Paolo Eichberg, pardon, Paolo Berdini e Margherita Eichberg, capaci di tutto e di più, in particolare di brutte figure, al punto che quando è uscito il comunicato dei Beni Culturali a proposito della salvaguardia della tribuna dell'ippodromo di Tor di Valle (ma fateci il piacere) ho pensato che a stilarlo fosse stato Paolo Berdini mascherato da donna. Cioè l'ex assessore all'Urbanistica della nostra città, quello che aveva detto no al progetto Tor di Valle senza aver sfogliato neppure una pagina del dossier, quello che gliel'ha data sui denti alla Roma, quello che ha sparlato del Sindaco chiedendo di rimanere anonimo, quello, quello, quello.

Troppe volte la Roma ha dovuto fare i conti la mattina con il dottor Jekyll e la sera dello stesso giorno con miss Hide. Complici i professionisti della disinformazione, comunque abili a far breccia nella testa di qualcuno. Sono state dette molte falsità a proposito del progetto Tor di Valle che, fin qui, ai proponenti è costato quasi un'ottantina di milioni, passando anche attraverso una delibera comunale che sta lì, agli atti, consultabile da chiunque. Cominciamo con le falsità: la zona di Tor di Valle è a rischio idrogeologico (qualcuno sottolineandola ha scritto idraulico, in pratica rei confessi). Non è così. Lo è quella di Decima, qualche chilometro verso Roma da Tor di Valle. Lo sapevano pure i proponenti, tanto è vero che nel progetto è prevista la spesa per risolvere il problema, dunque un vantaggio per la città. Andiamo oltre. Basta con la cementificazione di Roma, no all'ecomostro e altre amenità di questo genere. Falso pure questo. Il progetto prevede la nascita di un Parco che sarà secondo solo a Villa Borghese come ettari, tra l'altro in quella zona è prevista anche dal Piano regolatore la nascita di un parco a tema, parco che occuperà oltre il cinquanta per cento dell'intera zona, percentuale che se sommata alla cubatura dello stadio, fa salire il totale a circa il settanta per cento. Terza falsità: le tre torri (bellissime) rovinerebbero la sky line di Roma, a chi per esempio si dovesse affacciare dai balconi del Gianicolo o del Giardino degli Aranci. Neppure si vedrebbero le tre torri. Quarta bugia: bisogna salvaguardare la tribuna dell'ippodromo di Tor di Valle. E' pericolante, costruita non in maniera antisismica, contiene amianto che è materiale cancerogeno. Si potrebbe continuare, ma crediamo basti per sottolineare lo scempio pratico e mediatico che è stato fatto, colpevolmente, non tanto sul business, di quello non me ne frega niente, ma di un sogno. Quello di centinaia di migliaia di tifosi romanisti che da decenni aspettano di avere la loro casa, abbracciare la loro Curva Sud. E' soprattutto questo che trovo imperdonabile da parte dei dottor Jekyll e miss Hide che si sono succeduti sul palcoscenico di questa storia, forse attratti proprio dal palcoscenico che, per propri meriti, non avrebbero mai potuto calcare. E mi spiace, sinceramente, che su questo palcoscenico di incompetenti, ci sia salito pure il Movimento cinque stelle, caduti pure loro nel tranello di quella politica che volevano (vogliono) abbattere, mister Jekyll la mattina apre la porta, la sera miss Hide la richiude sbattendola.

Non se ne può più. Anzi no, ci vuole pazienza.

Santa pazienza.

Fonte: a cura di Piero Torri

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luca 22/02/2017 - Ore 11:10

d'accordo su tutto a parte che il Movimento cinque stelle, caduti pure loro nel tranello di quella politica che vogliono (volevano) abbattere....questione di parentesi...

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