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Le torri di Babele

condividi su facebook condividi su twitter 18-11-2016

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Le torri di Babele

PIERO TORRI - C'era da aspettarselo, purtroppo. Non bastava il rischio idrogeologico (che non c'è o è comunque inferiore a qualsiasi altra zona della nostra città), la zona scelta (decisa con l'assenso della precedente Giunta comunale), la pubblica utilità (già certificata), la congestione del traffico (che una volta ultimati i lavori potrà soltanto migliorare), i cattivi odori del depuratore (nel progetto stadio della Roma, nonostante il depuratore sia fuori dalla zona interessata, è previsto un intervento anche per questo problema), le spese per la pulizia dei parcheggi (a cui Roma e Lazio già contribuiscono all'Olimpico nonostante i tifosi siano costretti a lasciare l'auto a chilometri di distanza) e si potrebbe continuare. No, non bastava. E allora sotto con il problema paesaggistico e ambientale. In sostanza al progetto della Roma per il nuovo stadio, nonostante nessuno glielo abbia chiesto, ora mancano, udite udite, le immagini dei panorami dal Gianicolo o dal Giardino degli Aranci con le tre torri (peraltro verosimilmente già ridotte a due) in modo da capire se lo straniero che si affaccia da quei balconi meravigliosi sia così sensibile da rimanere turbato e scappare da questa che, nonostante certi personaggi e amministrazioni che dovrebbero presentarsi in tribunale, rimane la più bella città del mondo. Roba che potrebbe strappare anche un sorriso se non fosse che è incredibilmente tutta vera.

Eppure in questa città in cui si vorrebbe costruire una funivia per decongestionare il traffico e in cui alcune torri sono già state innalzate senza che nessuno aprisse bocca e molte altre sono in uno stato di progettazione avanzata, ora il problema che l'assessore all'urbanistica Berdini ha deciso di cavalcare, supportato da un comunicato della Soprintendenza ai beni culturali, è proprio questo, le torri di Babele. Io non so se il dottor Berdini abbia mai invitato una ragazza a trascorrere una serata romantica al Giardino degli Aranci da dove peraltro non credo che si vedrebbero le torri di Babele, quello che invece so o perlomeno sospetto, è che tutto questo mi puzza di prevenuto. Certo non di quella trasparenza la cui bandiera, e non posso che essere d'accordo, è stato uno dei cavalli vincenti portati avanti dal Movimento cinque stelle. Siamo alle comiche. Anche se la Roma mi dice di essere preoccupata poco più di zero da questa nuova vicenda che potrebbe portare a uno stop di quella Conferenza dei Servizi in Regione che dovrebbe portare, da qui a qualche mese, alla posa della prima pietra del nuovo stadio della Roma.

Ma quale trasparenza. Avrei preferito che Berdini e soci ci avessero detto «questo stadio non s'ha da fare», piuttosto che rifugiarsi, un giorno sì e l'altro pure, in problematiche che, oltre a denotare una certa ignoranza in materia, sono superate dai fatti (la delibera per la pubblica utilità c'è) ma soprattutto non sono supportate da fatti oggettivi. Ieri in Regione, per esempio, l'integerrimo assessore all'urbanistica ha provato pure ad aggrapparsi ai costi per la pulizia dei parcheggi previsti intorno allo stadio. Forse sarebbe il caso che qualcuno gli suggerisse che Roma (e Lazio) già contribuiscono per la loro parte ai costi per la pulizia dei parcheggi all'Olimpico, parcheggi peraltro che non ci sono o quasi.

Secondo la Bibbia (Genesi, XI, 1-9), gli abitanti di Babele per rendere lode a Dio decisero di costruire una torre alta fino a toccare il cielo. Dio non la prese troppo bene, considerandolo un atto di presunzione, e per punirli confuse i linguaggi degli uomini che non riuscirono più a comunicare tra loro. Oggi Babele è diventato sinonimo di confusione, disordine, rumore. Il vocabolario dei sinonimi va aggiornato, bisogna aggiungere la parola ignoranza.

 

Fonte: a cura di Piero Torri

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Paolo 18/11/2016 - Ore 19:52

Pure questi, e stiamo parlando dei beni culturali: " «Si ritiene che la relazione paesaggistica non sia stata affatto formulata» ai sensi delle norme vigenti, che manchino una serie di elaborati frai quali delle «fotosimulazioni» dell’ area di Tor di Valle prese «dai vari punti di vista» come le «terrazze del Gianicolo, il parco degli Aranci, il Vittoriano». " Ma non hanno neanche avuto il buon gusto prima di sparare scempiaggini di controllare una cartina di Roma e si renderebbero conto che Tor di Valle non si vede ( essendo posta a sud di Roma ! ) dal Gianicolo che punta ad Est ( zona Colosseo - centro di Roma ) - Il giardino del Aranci che punta ad Ovest ( zona San Pietro ) -Il Vittoriano Ovest ( zona San Pietro ) !!

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