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Totti, Buffalo Bill e Vito Scala

condividi su facebook condividi su twitter 01-11-2016

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Totti, Buffalo Bill e Vito Scala

Ci ho pensato parecchio prima di mettere nero su bianco un pensiero che nelle ultime settimane mi ha ronzato dentro il capoccione sempre più spesso. Un po' perché temevo (e temo) che quello che cercherò di dire non verrà capito fino in fondo. Un po' perché, almeno inizialmente, il pensiero di cui sopra (e di cui sotto), lo rifiutavo pure io, come quei pensieri da cani cantati da Ivano Fossati. Un po' perché guai a chi me lo tocca Totti. Alla fine mi sono convinto perché nella sostanza, il pensiero che proverò a esporre, è un sincero atto d'amore nei confronti del giocatore più importante della storia della Roma. Perché Totti è Totti e non può trasformarsi in Buffalo Bill. Una trasformazione che non mi piace neppure un po'.

Mi spiego. E per farlo devo inevitabilmente ricordare, soprattutto ai più giovani, chi è stato Buffalo Bill. Anzi William Frederik Cody perché questo era il suo vero nome, cowboy nato nel 1846, morto nel 1917, dopo aver attraversato tutta l'epopea del Far West. Dunque il signore in questione aveva un papà antischiavista ucciso con una coltellata subito dopo un discorso pubblico a favore degli afroamericani. E' stato protagonista nel mitico settimo Cavalleggeri partecipando, dalla parte giusta, alla Guerra di Secessione meritandosi la medaglia d'onore del Congresso americano, la più alta onorificenza militare degli Stati Uniti, un po' come il Pallone d'oro per un calciatore. Conclusa la guerra diventò guida civile per la Pacific Railway, l'azienda che costruiva le strade ferrate, uccidendo oltre quattromila bisonti  (fate conto che siano gol), per garantire il cibo agli operai che sudavano sotto il sole per fissare i binari. Poi diventò Buffalo Bill. Trasformandosi nella caricatura di se stesso. Prima come attore teatrale, poi mettendo su un circo, il Buffalo Bill Wild Show che portò in giro per il mondo per quasi venti anni (Italia e Roma comprese), avendo tra i protagonisti pure Toro Seduto e Calamity Jane. Tutta roba, almeno per come la penso io, che mi ha fatto rimpiangere William Frederik Cody che quando è diventato Buffalo Bill non ha avuto più rispetto per se stesso.

Il pensiero da cane di cui sopra, è che non vorrei mai che Francesco Totti si trasformasse in un novello Buffalo Bill. E mi spiego pure qui. In questi ultimi mesi, ho letto, visto e ascoltato cose che mi hanno fatto pensare a un Francesco Totti Wild Show. Nessuna mi è piaciuta e il campo non c'entra niente. E' il tottismo del suo entourage che mi convince poco e non dovrebbe piacere neppure al nostro capitano. Prima l'intervista di Ilary di cui almeno io avrei volentieri fatto a meno. Poi l'apertura di una pagina ufficiale Facebook. Poi una festa dei quaranta anni che, per lo più, mi è sembrata più una sfilata di tronisti senza senso. Poi una partecipazione al Grande Fratello che sarà pure condotto dalla signora Totti ma che, pur non avendola vista in diretta, mi ha dato un fastidio epidermico che sento ancora addosso, tra battute da avanspettacolo di terza serie e allusioni che solo Signorini e company potevano partorire. No, Francesco, tu questo non sei, la tua forza è sempre stata quello di rimanere il ragazzo di Porta Metronia che nonostante fama, soldi, popolarità planetaria arrivava al cuore della gente senza bisogno di nessuna finzione. Sei Totti, il più grande, che bisogno hai di tutto questo, di confonderti con ballerini di terza fila che non potranno mai aspirare alla prima?

Ho provato a trovare una risposta plausibile a questo interrogativo. E, magari parziale, l'ho trovata. I soliti bene informati, mi raccontano che il tuo entourage, caro Francesco, in questi ultimissimi tempi si è un po' trasformato. Per oltre venti anni il tuo entourage, famiglia a parte, si riduceva a un solo nome, Vito Scala. Che, certo, ha avuto il suo tornaconto, ma ha fatto il suo lavoro spinto da autentica amicizia nei tuoi confronti. Probabilmente per questo il suo lavoro lo ha fatto bene. Ora, sempre per quello che mi raccontano i bene informati, il lavoro di Vito Scala al tuo fianco si sarebbe ridotto soltanto alle questioni di campo, per tutto il resto ci sono altri, mi dicono un paio di avvocati molto vicini alla famiglia di Ilary. Non ne metto in dubbio le loro capacità professionali, pure volendo non avrei gli elementi per farlo, ma sono sicuro che non potranno mai fare questo lavoro con la stessa amicizia di Vito Scala. E bada bene Francesco che per me l'amicizia è un sentimento che metto al secondo posto solo nei confronti dell'amore verso un figlio. Mi sbaglierò, ma se al tuo fianco ci fosse ancora soltanto Vito, il mio pensiero da cane non sarebbe mai nato. Perché Vito non avrebbe mai permesso che rischiassi di trasformarti in Buffalo Bill.

Ps: non sento Vito Scala da circa due anni.

Fonte: A cura di Piero Torri

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Marco 01/11/2016 - Ore 13:56

Condivido tutto. Parola per parola. Bravo Piero!

Cristian As Roma 01/11/2016 - Ore 13:58

Complimenti Piero. Temo, ahimè, che il tuo "pensiero da cane" sia il pensiero di tanti... o forse di quanti amano ed hanno amato per davvero Francesco Totti.

Tony luna 01/11/2016 - Ore 14:03

grande pezzo Piero,spero veramente che si trasformi in quello che serve alla Roma e non ne la parodia di se stesso...sempre forza roma

Alessandro 01/11/2016 - Ore 14:26

Grande Piero Torri, non lo capiranno...

cristiano 01/11/2016 - Ore 14:37

grazie piero per questo articolo,illuminante

Gianluca 01/11/2016 - Ore 14:41

Piero ti AMO !!! Analisi lucidissima la tua

Francesco 02/11/2016 - Ore 11:04

Articolo ben scritto con un'analisi lucida e condivisibile, che molti non capiranno.... Però, premesso che la penso allo stesso modo, azzardo un'ipotesi di lettura agli ultimi episodi citati: non è per caso che qualcuno a lui vicino, lui compreso, stia preparando un ingresso nel mondo dello spettacolo sfruttandone le sue doti naturali e la sua immagine, lasciando e distaccandosi per sempre dal mondo del pallone? Che poi non è altro che diventare un Buffalo Bill - "Francesco Totti Wild Show"......? Spero che il suo appello e di quelli che gli vogliono bene come calciatore ed uomo venga ascoltato......

Gianluca 04/11/2016 - Ore 19:17

cosa buona e giusta!

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