Dietro la lavagna

Roma-Fiorentina 4-0: le pagelle di Piero Torri

condividi su facebook condividi su twitter 08-02-2017

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Roma-Fiorentina 4-0: le pagelle di Piero Torri
Szczeny sv
Pare che a fine partita non si sia neppure fatto la doccia. E' rientrato immacolato. Giusto un po' consumati gli scarpini che ha usato parecchio di più delle mani, una parata inginocchiandosi su uno straccio bagnato di Babacar, un'uscita con i pugni dopo un calcio d'angolo viola. Per il resto, spettatore non pagante, garantito da quei tre marcantoni che gli si piazzano davanti. Meglio così.
 
Manolas 7,2
E' tornato il greco. Dopo la tanta discussa panchina di Marassi e gli sfarfalleggiamenti in coppa Italia contro il Cesena, è ricomparso quello vero. Quello che non lascia niente agli avversari. Quello che se la mettono sul fisico, peggio per loro. Quello che ha gli occhi della tigre. E quello, perfino, capace di uscire dalla sua metà campo palla al piede con eleganza ed efficacia. Visto addirittura, con il pallone in suo controllo, vicino alla bandierina del calcio d'angolo, a ottanta metri, o giù di lì, dalla sua zona di competenza. Con il suo recupero, guai a chi li tocca quei tre là dietro.
 
Fazio 7,3
Mancava un gol dei difensori? E chi se non lui poteva e doveva colmare questa lacuna? Capocciata di testa da dominatore, pallone che va a sbattere sul palo interno e, dopo un attimo d'angoscia, supera la linea bianca. E poi il solito ruolo di diga contro tutti, dominante nel gioco aereo, preoccupante, per gli avversari, da un punto di vista fisico, pensante ogni volta che deve intervenire per interdire o costruire. Volete scommettere che presto, molto presto, sarà convocato dall'Argentina?
 
Rudiger 7,2
Bello di casa. Uno così lo vorrei sempre nella mia squadra. E pensare che, quando sbarcò da queste parti, in parecchi puntarono il dito contro la scelta sabatiniana. Walter avrà pure commesso qualche errore, ma in fatto di difensori centrali ha fatto il fenomeno qual è. Il tedescone, oltre a quel fisico che io e lui insieme meniamo a tutti, ha poi la qualità dello spirito con cui gioca, sempre al cento per cento, sempre concentrato, sempre prepotente.
 
Bruno Peres 6,4
Il fatto è che quando sbaglia come quel gol facile facile nel primo tempo, roba che uno si domanda cosa possa essergli passato dentro capoccia, l'errore è talmente grossolano che poi ti rimane negli occhi e nella testa, andando a inficiare tutto il resto. E il resto, contro la Fiorentina, è stato parecchio, condito dalla costanza nelle proiezioni offensive e da una migliore diligenza nella fase difensiva.
 
De Rossi 7,7
Qualcuno che non vuole bene a Daniele, ci spiegherà che la sua prestazione ai limiti della perfezione, sia stata determinata dal fatto che in tribuna ci fosse il ct Ventura, visto che uno dei cavalli (fantasma) con cui spesso è stato messo sul banco degli imputati, è stato proprio quello che gioca bene solo in azzurro. E allora beccatevi questa: lancio tottiano per il primo gol di Dzeko, verticalizzazione straordinaria per Strootman in occasione della splendida ripartenza conclusa con il terzo gol che ha chiuso gioco, partita, incontro. E poi tanto, tanto altro, nonostante un cartellino giallo che è ai confini della realtà.
 
Strootman 7,6
Per le prossime partite, mi permetto un consiglio: guardatelo quando il pallone è tra i piedi degli avversari. E' in quelle occasioni che, almeno a me, dà quasi sempre l'impressione di dominare la partita. Ricordo un solo errore (un pallone perso a centrocampo). Se la salute lo assiste, può essere l'uomo in più per questa seconda parte della stagione. Quel pallone consegnato a Nainggolan per il terzo gol, è la firma di un campione. Pure per lui un cartellino giallo ai confini della realtà.
 
Emerson Palmieri 8,1
E meno male che era scarso. Stradominante sulla sua preferita corsia sinistra dove ha saltato qualsiasi avversario provasse a ostacolarlo, una volta c'è riuscito Sanchez ma deve ringraziare l'arbitro se non si è visto sventolare sotto il naso un cartellino rosso piuttosto che quello giallo. Una corsa elegante, un sinistro brasiliano, scelte quasi sempre indovinate, una continuità di gioco impressionante, una gamba che non si ferma mai. Complimenti.
 
Nainggolan 7,6
Con il passare dei minuti gli altri si stancano, lui comincia a scaldarsi. All'inizio sembra quasi che guardi quello che sta succedendo, poi piano piano comincia a fare sul serio, avanti e indietro per il campo, la gamba non la toglie mai neppure sotto tortura, un doppio lavoro che pare scivolargli addosso, gli occhi tottiani quando serve senza vedere un pallone fantastico a Bruno Peres con cui il brasiliano non gli rende giustizia. Solo così, peraltro, si può spiegare la corsa da quattrocentista con cui va a ricevere il pallone di Strootman che il belga trasforma nello splendido terzo gol con stop di grande qualità e destro di controbalzo. E' una forza della natura.
 
El Sharawy 6,5
Si vede che il Faraone non è tranquillo. Si vede dal fatto che ogni volta che entra in possesso del pallone ti dà l'impressione di volerti stupire con qualche effetto speciale. Fa un po' fatica a capire quello che sta succedendo in campo, ma poi cresce, è bravo in fase difensiva e in quella offensiva si fa vedere con un paio di accelerazioni che sono sempre state il suo marchio di fabbrica.
 
Dzeko 8,1
Doppietta alla Fiorentina. Ventiquattresimo gol stagionale. Diciassettesimo in campionato dove si è ripreso di prepotenza la testa della classifica dei cannonieri. Ammazza che pippone. Questo è avviato ai quaranta gol stagionali. Sta benissimo da un punto di vista fisico e mentale. C'è solo da augurarsi che continui a stare così, altrimenti il problema sarebbe notevole.
 
Totti sv
Entra a partita finita accompagnato dalla solita ovazione. Vedrete che ne sentiremo altre.
 
Paredes sv
Minuti finali, l'arbitro non gli ha dato neppure la soddisfazione di un po' di recupero.
 
Grenier sv
Va in campo giusto per vedere l'effetto che fa. Mi sa che gli è piaciuto.
 
Spalletti 8,1
Lucia' non ce lassà. Lucia' non ce lassà. Lucia' non ce lassà. Sì, canto, come gli indigeni africani (Titì non ce lassà) nel film (un capolavoro) quando chiedono allo Nino Manfredi di non tornare a casa sua. E il grande Nino si butta dalla nave per raggiungerli sulla spiaggia. Ecco io spero, presto, di poter vedere Spalletti buttarsi come Titì.

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