Il bostoniano

Caro Presidente Pallotta, grazie per la sua pazienza!

condividi su facebook condividi su twitter 11-11-2016

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Caro Presidente Pallotta, grazie per la sua pazienza!

GABRIELE NOBILE - “Penso che Trump farà molto meglio di quanto si creda”. Queste le parole del presidente della Roma, James Pallotta, rilasciate a Il Messaggero proprio il giorno della sorprendente vittoria del candidato repubblicano alle presidenziali Usa 2016. “Ho sempre preferito lui” è il virgolettato di mr. President, un vero e proprio endorsement, tipico nel linguaggio americano.  Impossibile da riproporre in Italia, dove la confusione regna sovrana e prendere posizione per questo o quel politico è impossibile e probabilmente inopportuno e sconveniente, visti gli scenari politici che cambiano così velocemente. Pallotta, dal suo arrivo a Roma nell’agosto 2011 (anche se in quella prima fase il presidente era Di Benedetto ma Jimmy era comunque il maggior azionista e uomo forte della cordata USA), ha trovato una giunta guidata da un sindaco di centro-destra, Alemanno, il premier era ancora Silvio Berlusconi con il suo IV governo, in carica fino al novembre sempre del 2011 per poi essere disarcionato dal 1° governo Monti, poi ancora dall’esecutivo guidato da Enrico Letta nell’aprile del 2013 e da Matteo Renzi divenuto primo ministro della Repubblica Italiana il 22 febbraio del 2014. Tornando al Campidoglio, subito dopo Alemanno, il buon Pallotta ebbe modo di salutare l’elezione a sindaco di Roma di Ignazio Marino. Siamo a giugno del 2013 e neanche due anni dopo, fare lo stesso gesto con l’attuale sindaca penta-stellata Virginia Raggi, salita al vertice di Palazzo Senatorio prima dell’estate del 2016. Tra Marino e la Raggi, Pallotta non si è fatto mancare anche una serie di strette di mano con il Dott. Francesco Paolo Tronca che nel novembre 2015 era stato nominato Commissario Straordinario per la provvisoria gestione di Roma Capitale. Nei rapporti istituzionali, Pallotta è andato leggermente meglio con i rappresentanti della Regione Lazio, al momento attuale solamente 2, la Polverini e l’attuale inquilino di via della Pisana, quel Nicola Zingaretti che sta curando la delicatissima fase della “conferenza dei servizi” per il nuovo Stadio della Roma. L’uomo venuto da Boston ha avuto modo anche di salutare 2 Papi, Joseph Ratzinger, divenuto papa Benedetto XVI, che il 28 febbraio del 2013 ha rinunciato alla sua missione “spirituale” divenendo il primo Papa emerito della storia ed il suo successore, Papa Bergoglio divenuto poi Papa Francesco.

Questa è un po’ la storia recente di tutti i rappresentanti delle istituzioni, che il presidente della Roma in qualche modo ha dovuto incontrare per presentare il suo progetto relativo allo “Stadio della Roma”, un'opera privata che porterà in dote alla città di Roma e capitale d’Italia, una cifra complessiva di oltre 1.500 milioni di euro. Grazie presidente per la sua pazienza! E pensare che dovrebbero essere proprio i rappresentanti delle istituzioni a cercarla tutti i giorni, solo per ringraziarla del pensiero di trasferire queste ingenti somme nel nostro Paese: certo parliamo di business e lei, caro presidente Pallotta, avrà un suo importante tornaconto economico, qualora quest’opera arriverà a compimento, su questo non ci sono dubbi.

Ricapitolando: 3 sindaci ed un commissario straordinario, 2 presidenti della regione Lazio, 4 Premier e 2 Papi ma forse il più tosto (ci perdonerà il gesuita Papa Francesco I) tra quelli non elencati è proprio l’attuale Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, quel Paolo Berdini che sta facendo di tutto per fermare il suo progetto (almeno a parole). In America non sarebbe mai successo, caro Presidente, lo sappiamo.. per questo ci scusiamo noi con lei, che in fondo siamo solo dei comuni cittadini

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