Il giardiniere nel pallone

C’era una volta

condividi su facebook condividi su twitter 09-12-2017

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C’era una volta

INSIDEROMA.COM - DIEGO FOIS - È accaduto davvero. Era il minuto ottantadue di Roma-Qarabag: ultima partita del gruppo C di Champions.

Un colpo di testa del centrocampista Miguel Marcos Madera, in arte Mìchel, che da solo in area ha consegnato il pallone tra le braccia di un premuroso Alisson. Quel pallone, il portierone giallorosso, l’ha cullato come fosse un figlio.

È accaduto davvero, stento ancora a crederci: la Roma si è qualificata agli ottavi da prima della classe.

In altri tempi, quel pallone si sarebbe insaccato all’incrocio dei pali e avrebbe donato i famigerati dieci minuti di follia all’intero popolo romanista.

Siamo della Roma, si sa. Non siamo abituati al lieto fine.

Spesso, fin troppo, gli incubi si son sostituiti alle favole.

In eterna ansia, fin da piccolini.

Per noi, i sette nani erano soltanto un gruppo di lavoratori in nero e sottopagati. Noncuranti dei controlli delle Asl competenti.

Quante notti insonni abbiam passato, maledetta Biancaneve.

Per non parlare di quella drogata di Alice che nel millenovecentocinquanta si faceva di Crack e parlava con gatti stregati e regine di cuori.

O di quel nano di Peter Pan, l’eterno bambino.

Sì, come no. Se Campanellino potesse, son sicuro che ne denuncerebbe violenze e abusi.

Siamo della Roma, si sa. Non crederemmo allo Stadio di proprietà nemmeno se ci consegnassero le chiavi.

Eppure pare sia tutto fatto, deciso. Oltre i plastici e le Conferenze dei Servizi.

Resta da deciderne il nome. I romantici mi raccontano che lassù, il buon Dino Viola se lo stia giocando a carte con Franco Sensi e Agostino Di Bartolomei.

Comunque credetemi, è tutto vero. Lasciate perdere le favole.

Lo so, non siamo abituati a così tante belle notizie tutte assieme. Abbiam bisogno di assimilarle, le novità, con calma.

La nostra digestione è lenta. Colpa delle incazzature degli ultimi anni, all’incirca novanta.

Ma qualcosa sta cambiando.

Forse.

Archiviato lo schiaffo di capitan De Rossi, ci aspetta una domenica in chiave-Chievo (ore dodici e trenta, Stadio Bentegodi).

Per la solita ansia insita nel nostro DNA, sappiamo già che le undici figurine schierate (eufemismo) in campo contro l’Inter, lo scorso turno, saranno più agguerrite che mai.

Ma siamo pronti. Lo scontro diretto tra i nerazzuri e la Juventus potrebbe consentirci di agguantare (in previsione del recupero di Campionato con la Samp) la prima posizione.

O-mio-Dio.

Andiamoci piano, potremmo restarci male. E ve lo dice uno che ha deciso di fare il giardiniere per conoscere la bella addormentata nel bosco.

‘tacci mia…

Ma forse qualcosa sta davvero cambiando.

Di sicuro il canale del laziale dopo che Diego Perotti ci ha permesso di sfidare l’Europa con la voce grossa.

Tranquilli, aquilotti, a Gennaio riparte C’è posta per te

 

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