Il giardiniere nel pallone

E se Pallotta fosse della Roma?

condividi su facebook condividi su twitter 12-04-2018

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E se Pallotta fosse della Roma?

Cazzo quanti siete, quanti siamo. Davvero tanti, troppi. Tutti col pollice all'insù per far arrestare il carro e salirci sopra dopo avergli tirato addosso di tutto.

Insulti, improperi e sputi. Ora fa comodo essere della Roma e ricordarlo un po' a tutti. Parlare ora di Eusebio Di Francesco sarebbe scontato, banale. Argomento insulso dopo il capolavoro firmato nella notte più bella di sempre

D'altronde le opere d'arte vanno ammirate, assorbite: contemplate. Ci va fatto l'amore in silenzio con buona pace di Sgarbi e dei suoi simili.

Nella notte più bella di sempre, in quella dove gli indiani hanno sconfitto i cowboy, dove il temuto Lionel Messi altro non era che un nano da giardino sul prato dell'Olimpico, be', proprio in quella notte scelgo di parlare di James Pallotta

E, ahimè, senza prendere un euro.

L'american straccions, così come lo chiamavate prima di salire sul carro, ha sofferto, fremuto e gioito come uno di voi, uno di noi.

Triplo carpiato al momento del triplice fischio dell'arbitro con Tempestilli pronto a raccoglierne i pezzi da terra. Ma il tocco del genio, folle, Pallotta l'ha mostrato col bagno nella Fontana dei Leoni di Piazza del Popolo.

“Come here! Hurry up!” pare abbia detto. Roba da far arrossire pure la Ekberg.

Forse era proprio ciò che mancava. Un gesto vero, autentico, da romanista. Eppure gli investimenti, ingenti, ci son stati e continuano ad esserci; col sogno Stadio che pare possa avverarsi da un momento all'altro. Ma non sono bastati. 

I tifosi della Roma hanno sempre rimproverato al numero uno giallorosso un eccessivo distacco dalla squadra e dalla città eterna. Qualcuno era convinto che la prima opera che il buon James avrebbe mostrato a Sir Alex Ferguson nel suo soggiorno romano sarebbe stato il McDonald's di Piazza di Spagna.

E se ci fossimo sbagliati? Se vi foste lasciati andare a fin troppo facili conclusioni? In fondo, finalmente, anche i numeri sono a suo favore. La Roma americana ha realizzato l'impresa più ardua di sempre. Ha zittito i vari speculatori radiofonici e i tifosi occasionali. Ha fatto rosicare chi aveva gioito quando l'urna di Nyon aveva scelto il Barcellona. Gli stessi che ora lo osannano al grido di c'è solo un Presidente! 

Ma se adesso Pallotta decidesse di fare il tifoso, oltre che l'imprenditore? Se cominciasse a sorridere e piangere come me, come voi?

Se concludesse le sue interviste a Premium con un Daje!, come la prendereste? E soprattutto, quale lavoro andrete a fare se non ci saranno più facce da riempire di sputi?

Il carro ha ancora qualche posto vuoto, ma vi avverto che comincia a scricchiolare...

Fonte: A cura di Diego Fois

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