Il giardiniere nel pallone

Eusebio di Bergerac

condividi su facebook condividi su twitter 13-10-2017

| | Commenti →
Eusebio di Bergerac

Io non perdono e tocco…

Toccava Cyrano e batteva tutti. Toccava le ingiustizie, i soprusi e gli inabili sognatori.

Un eroe d’altri tempi, Cyrano.

Tanto abile con la spada quanto brutto. Un nasone-poeta in eterna lotta con quel mostro chiamato amore.

Permettetemi di scrivere questo editoriale a naso, appunto.

Solitamente il fiuto non mi tradisce. Nemmeno quella volta quando mi consegnarono un tosasiepi in mano provando a convincermi che fosse un fioretto.

“Vai e combatti” mi dissero.

A naso mi parve da subito una gran cazzata.

Di cazzate, sempre a naso, ne ho sentite abbastanza.

Lui, Eusebio di Bergerac, naso e quindi fiuto importante, già l’aveva capito da tempo.

Il carro è partito, da Milano, lento e con le ruote scalfite. Da Milano si è cominciato a salire, ad osannare, a sventolare bandiere coi vessilli di conquista.

Ma lui, Eusebio, sapeva già tutto.

Sapeva bene che la vita è piena di irriconoscenza e ignoranza. Sa che quel carro tornerà a svuotarsi alla prima difficoltà.

Io non perdono e tocco…

Lui, Eusebio, troppo educato per non perdonare. Anche i dotti pensieri di chi fino a ieri gli sputava in faccia e ora fa comunicati stampa ricchi di orpelli e inutili scuse.

Lui, Eusebio, non dimentica le nottate trascorse a letto coi tormenti.

“Non sarà mai all’altezza della Roma” gli dicevano.

Lui però l’amava da impazzire. Un amore impossibile fino a qualche mese fa. Quella stessa Roma trattata da puttana, sedotta e abbandonata.

Quella stessa Roma bisognosa solo di attenzioni e passione.

Lui ci ha fatto l’amore.

E non vuole smettere di farlo.

Eusebio di Bergerac sogna, ma sa che basta poco per tornare a lottare coi tormenti.

Lui, poeta del bel gioco, solitario, ma mai solista.

Voce primeggiante di un coro di vento e sofferenza.

Lui, uomo di campo, diretto e mai banale. Figlio putativo di Zeman, mai riconosciuto.

Lui, Eusebio, sta portando avanti una battaglia a suon di stoccate.

Io non perdono e tocco…

Perdonerà ancora, Eusebio, statene certi.

Perdonerà i nani e le mezze calze che non aspettano altro che un errore per tornare a sputargli in faccia.

Ma lui, figlio di un rossaniano amore, tanto folle quanto maledetto, continuerà imperterrito a scrivere versi e a sognare in grande.

E, sempre a naso, son convinto che ci riuscirà…

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

INSIDEROMA è una testata giornalistica on line di carattere sportivo/informativo/quotidiano con Autorizzazione del Tribunale di TIVOLI n. 182/13 del 05/02/2013
Insideroma.com - ©copyright 2016 | P.I. 1077625100 | Informativa sui Cookie | powered by Damicom S.r.l.
chiudi popup Damicom