Il giardiniere nel pallone

God save the King

condividi su facebook condividi su twitter 06-05-2017

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God save the King

È morta la regina!
Anzi, no.
Il Ciambellano di Buckhingham Palace era stato chiaro: “Riunione d'emergenza!
Tutto lo staff convocato d'urgenza.
The London Bridge is down...
In Inghilterra, preparano l'infausto evento da anni. Frasi in codice, abiti neri da tempo in naftalina e regole ferree per il rito funebre.
L'indizio del Ciambellano era fin troppo chiaro.
Allora è morta o no, la regina?
Macché.
Elizabeth Alexandra Mary, al secolo Elisabetta II, non ne vuole nemmeno sentir parlare.
E ci mancherebbe altro.
L'annuncio ha riguardato la decisione del consorte, Filippo di Edimburgo, di ritirarsi a vita privata alla veneranda età di novantasei anni.
Le malelingue son pronte a giurare che in realtà la regina fosse morta, in un primo momento, ma poi avrebbe deciso di ritrattare.
Si è passati da God save the Queen a chi salverà Dio da Elisabetta?
Sarà, ma su certi argomenti non si scherza. A Roma ne sanno qualcosa.
Ramon Rodriguez Verdejo, al secolo Monchi, il Ciambellano di Trigoria, ha annunciato l'addio di Francesco Totti al termine della stagione.
Il messaggio è arrivato durante la conferenza di presentazione del nuovo DS, in modo forte e chiaro.
Fin troppo.
Lo spagnolo ha tenuto però a precisare l'importanza che il numero dieci avrà anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo.
Se imparerò anche solo l'uno percento di quello che lui conosce della Roma, mi potrò ritenere fortunato”.
Il silenzio del diretto interessato, intanto, ha scatenato l'inferno mediatico nell'intero panorama calcistico europeo.
Dagli attestati di stima di squadre ed ex-calciatori, ai consigli di ex-presidenti (ogni riferimento alla famiglia Sensi è puramente casuale) e conduttori TV.
Maurizio Costanzo continua a perorare la sua causa contro Luciano Spalletti e lo scarso minutaggio concesso in questa stagione al fantasista giallorosso; lasciando aperto a Totti più di uno spiraglio per un futuro tra riflettori e paillettes.
God save the King.
Mi auguro davvero che qualcuno intervenga e spazzi via i tendoni del circo che da qui al 28 Maggio (data dell'ultima partita di Totti?) partoriranno portatori sani di cazzate. Mi auguro che qualcuno, finalmente, conceda al calciatore più forte della storia della Roma (e non solo) un degno finale di carriera.
Se è questo che lui vuole.
Ne ho le scatole piene di intenditori o presunti tali, di tifosi improvvisati che sul “marchio Totti” ci hanno lucrato e riempito le pance, proprie e quelle di amici e parenti.
Attenti, però, a non scendere nel ridicolo poiché non lo merita Totti e non lo meritano nemmeno i tifosi della Roma.
Perché se è vero (ed è vero) che la maglia viene prima di tutto, è altrettanto vero che una società seria come la Roma, non può permettersi cadute di stile così evidenti ed imbarazzanti.
Mi permetto allora di rilanciare la provocazione del mio editore, Gabriele Nobile (scritta nel suo pezzo "Totti 4 President"), e chiedo a James Pallotta di valutare attentamente la possibilità di nominare Francesco Totti come nuovo Presidente dell'A.S. Roma.
Lui come la prenderebbe?
Be', son sicuro che ci riderebbe su, pensando solo ed esclusivamente a dove mettere la prossima palla, possibilmente di prima e senza guardare.
Si sa, le emozioni non girano in giacca e cravatta, ma al massimo con un dieci sulla schiena...

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