Il giardiniere nel pallone

Il lato oscuro del pallone

condividi su facebook condividi su twitter 24-06-2017

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Il lato oscuro del pallone

Rassegnatevi, tutti hanno un lato oscuro, tetro. Celato.

Pure mio nonno.

Mi ha convinto, nel tempo, che quella del giardiniere sarebbe stata la professione più bella del mondo.

Che spogliare una margherita dei suoi petali sarebbe stato meglio che spogliare una donna.

O che il dolce canto dell'Upupa sarebbe stato il suono più dolce che potessi mai udire in natura.

Così come il soave danzare delle foglie al vento.

O il ronzio di zanzare e tafani nelle calde-caldissime-afose-insopportabili giornate di Luglio. Come la segatura rimossa, a fine giornata, da ogni pertugio possibile che neanche Mastro Ciliegia...

Cazzo, nonno, se me l'avessi detta tutta...

Ma si sa, tutti hanno un lato oscuro. I politici, i preti e perfino Gesù.

Oh, Gesù!

Non me ne vogliano gli assidui frequentatori della Chiesa, ma voci di corridoio mi confermano un suo passato non proprio da figlio di Dio.

D'altronde chi, avendo la facoltà di compier miracoli, non ne approfitterebbe?

Basti guardare Berlusconi.

O Mino Raiola, ad esempio: il Dio delle procure.

È stato capace di far litigare Gigio Donnarumma con mezzo mondo per la storia del rinnovo. Capace di rifiutare venticinque milioni di euro, netti, in cinque anni.

Cazzo volete che ne sappia un ragazzino di diciotto anni di quanti siano venticinque milioni. A lui basta un profilo social, una macchina sportiva, un abito di Armani e caramelle, caramelle a volontà.

“Ma cosa mi dici mai?” avrebbe detto l'altro Gigio, il topo.

È indubbio che così ci perdon tutti. Lui, la faccia (ammettetelo, anche voi vi siete sentiti milanisti nel vederlo baciare la maglia allo Juventus Stadium) e noi l'unico vero erede di Buffon (oh, Gigio, niente scommesse, eh!).

Staremo a vedere.

Vogliamo invece parlare di Borja Valero? Andrà all'Inter per un milione e spicci in più rispetto all'attuale accordo che lo lega alla Fiorentina.

Sì, proprio lui. Lo stesso che una manciata di mesi fa si è fatto tatuare le coordinare geografiche di Firenze sul braccio (con tanto di foto e Ponte Vecchio sullo sfondo), gridando amore eterno ai quattro venti.

Cazzo, Borja, e ora che farai?

Suggerisco una causa a Google Maps per l'imperizia avuta nel trascrivere le stesse coordinate sia per Milano che per Firenze. O no?

Si parla di lati oscuri e come esimermi dal citare quelli neri della vecchia signora?

Si sta parlando (poco, ma non è una novità) dell'inchiesta sul trasferimento di Pogba al Manchester United, del caso di Leo spaccatutto Bonucci, dei presunti rapporti Agnelli-Mafia e ora dell'ultima trovata bianconera: (ri)assumere Riccardo Agricola come responsabile sanitario.

Per chi non lo ricordasse, Riccardo cuor di nandrolone... ehm... volevo dire leone, fu condannato nel duemiladue con la seguente accusa: “...somministrazione di EPO e medicinali per qualità diverse da quelle dichiarate...” nel processo doping-Juventus.

Dopo l'assoluzione in appello, il tutto si è prescritto nel duemilasette.

Che vi devo dire, sarà che non esistono più le favole di una volta, tantomeno i lieto fine. Stiamo lentamente (eufemismo) accettando il cambiamento; le nuove rivelazioni ci narrano di una bella addormentata che in realtà era in stato di coma etilico. Che quella di Aladino non era una lampada, ma un narghilè e non ci stupiremmo di certo nel trovare la Sirenetta in una confezione di tonno Rio Mare, ma pescato a canna.

Fortuna Totti.

No, non si tratta del lancio del toto-nome della sua quartogenita. Fortuna lui che ci riconcilia col bello del calcio e della vita. Con l'amore verso un'unica squadra, riconosciuto e apprezzato perfino dai rivali di sempre.

Se solo Alfonso Signorini la smettesse di fare illazioni sul suo futuro americano, schiaffando in prima pagina il culo della signora Blasi dalle varie spiagge del mondo.

C'è poco da fare, ve l'ho detto. Tutti hanno un lato oscuro col quale fare i conti.

Pure mio nonno, quarant'anni con la stessa donna, comincia a farmi paura nei suoi silenzi ogni qualvolta gli chieda lumi sulla possibilità che l'abbia tradita.

Cazzo, nonno, di te mi fidavo...

Fonte: a cura di Diego Fois - credito fotografico Diego Fois

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