Il giardiniere nel pallone

L'Avvelenata

condividi su facebook condividi su twitter 01-05-2017

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L'Avvelenata

Ma se io avessi previsto tutto questo...

Guccini aveva ragione ad essere incazzato, eccome se l'aveva.

La vita è questa.

Fatta di gioie e dolori. Incazzature e medie soddisfazioni. Specie per un romanista.

D'accordo, lo ammetto, il risveglio dopo un derby, da sconfitti, è sportivamente drammatico.

Si comincia col tam tam delle radio e dei giornali. Coi giri d'accusa a questo e quello.

Da Spalletti non è in grado di gestire emotivamente il gruppo a Totti vorrebbe rinnovare, ma la società no.

Anch'io sono incazzato, ammetto pure questo.

Ma lo sono da una vita e non sempre, ahimè, per colpa della Roma.

Certe volte mi incazzo sotto il sole di Luglio con una vanga in mano, intento a seppellire i sogni in disavanzo.

Altre volte mi incazzo sopra la neve di Febbraio, nella folle ricerca di quello che un tempo era un grande prato verde... dove nascono speranze. Le stesse che seppellirò in estate assieme ai sogni di cui sopra.

Spesso mi incazzo e basta.

D'altronde nessuno è perfetto e in ogni casa son celati, più o meno bene, segreti e discutibili vezzi.

Anche in quella del Mulino Bianco; ah, se le galline di Banderas potessero parlare...

Chissà cosa dirà invece Luciano Spalletti a quelle del Cioni, stavolta.

Non so dirvelo, ma certamente lo scopriremo a breve.

A questo punto, dopo la prova di debolezza di ieri, non mi sento di promuovere o bocciare nessuno. Vorrei solo, lo ribadisco, che si facesse chiarezza e che ognuno si assumesse le proprie responsabilità.

Lo so, è dura.

È dura alzarsi alle cinque di mattina e non sapere quando sarà il ritorno a casa. È dura trovare un accordo con tafani, zecche e vipere, in una sorta di tregua almeno durante l'orario di lavoro.

È dura quando il sole ti bacia le chiappe, irriverente, e il sudore della fronte ti ricorda benissimo a quale Santo rivolgerti.

Cosa? Mi state dicendo che i calciatori della Roma fanno i calciatori per professione?

E allora basta parlare degli eroi di tutti i giorni come ha detto De Rossi.

Non serve ricordarlo continuamente.

Be', forse ha ragione.

Parliamo allora degli eroi della domenica, di quegli stessi eroi che due domeniche fa son giunti, puntuali, in quel di Pescara e, puntualmente, son scesi dall'autobus ufficiale come se avessero davvero intenzioni serie.

Manolas, Fazio, Lobont, Perotti, Rudiger, Szczesny, Dzeko, Gerson, Emerson, Grenier, Vermaelen, Peres, Allison, Juan Jesus, Mario Rui e Luciano Spalletti.

È stato esattamente questo l'ordine in cui si son mostrati ai tifosi (alcuni, bambini), al di là delle transenne, intenti a chiedere autografi.

Un maledetto autografo.

Il tutto si è concluso in un nulla di fatto. In atteggiamenti di indifferenza e menefreghismo.

Soltanto Salah, Strootman, Paredes, Nainggolan, De Rossi ed El Shaarawy hanno avuto l'accortezza di prestare sguardi e sorrisi.

Una soddisfazione però l'ho avuta: al passaggio, irriverente e spocchioso, del fantasma Gerson, son stati i bambini stessi a fregarsene (onore a loro!).

Allora, signori miei, come disse Al Pacino in Ogni maledetta domenica, be', non so cosa dirvi davvero.

Ma un consiglio mi permetto di darvelo: siate umili.

Abbiate l'accortezza di comprendere davvero la fortuna che vi è capitata (perché chi asserisce che basta il talento e che nella vita “volere è potere” mente sapendo di mentire), di capire che a volte non basta dare tutto (eufemismo), specie se quel tutto non è abbastanza.

Perché, signori miei, dopo l'ennesima sconfitta in un matchdeterminante, essere incazzati è davvero il minimo.

Credo sia giunto il momento che cominciate a considerare i tifosi come l'ingranaggio essenziale dell'intero sistema mediatico, e non solo, che vi gira attorno.

Mica i tafani!

Quelli lasciateli a me.

Ma se io avessi previsto tutto questo... forse farei lo stesso...

Ebbene sì, continuerei a lottare e a sotterrare i sogni in estate, continuerei ad amare quella maledetta maglia che tanto mi fa incazzare.

Forse anche voi, dinanzi alla scelta tra una vanga e un pallone, dinanzi alla possibilità d'essere ricchi e famosi, di farvi baciare le chiappe esclusivamente dal sole di Dubai e a costo di qualche critica soltanto, be', forse anche voi se aveste previsto tutto questo, fareste lo stesso.

Ed è proprio ciò che mi preoccupa...

Fonte: a cura di Diego Fois

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