Il giardiniere nel pallone

Noi eroi di tutti i giorni

condividi su facebook condividi su twitter 03-11-2017

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Noi eroi di tutti i giorni

“Che hai da ridere?”

“Son felice…”

 “E perché?”

“Ho aiutato la Roma ad annientare il Chelsea l’altra sera…”

“Ah, sei un calciatore?”

“No, un giardiniere…”

 

Sì, avete ragione.

La straripante Roma di Champions, quella capace di strapazzare il Chelsea di Antonio Conte e conquistare la vetta del girone, ha senz’altro vinto grazie ad una prova superlativa dei suoi interpreti sul terreno di gioco.

Se Stephan El Shaarawy non avesse segnato dopo trentanove secondi, la partita non sarebbe stata la stessa.

Se lo stesso faraone non avesse realizzato il raddoppio, con un tocco morbido sorprendendo alle spalle Antonio Rudiger e se Diego Perotti non avesse deciso di essere decisivo anche nelle conclusioni, be’, staremmo a parlare di un altro incontro.

E poi gli interventi di Allison a donar certezza all’intero reparto difensivo, i recuperi di Daniele De Rossi e le galoppate di Kolarov e Florenzi sugli esterni.

Giusto, ma non è tutto.

Se la Roma ha vinto è stato grazie a Mario. Lui, muratore da oltre trent’anni, presente martedì in Curva Sud nonostante un mutuo che ogni mese gli stringe la gola.

La Roma ha vinto grazie a Luca, marito di una troia che prima l’ha tradito e ora campa sulle sue fatiche.

La Roma, martedì sera, ha umiliato il Chelsea grazie a Chiara, studentessa universitaria col sogno di appendere quel maledetto pezzo di carta nonostante un lavoro sottopagato.

La Roma ha vinto grazie a Lucia che lotta da mesi contro un mostro che le sta divorando l’esistenza, ma non la voglia di tifare la Roma alla domenica.

La Roma ha vinto grazie a Francesco, capitano di due splendidi bambini che sognano l’arrivo del Natale, ma che difficilmente lo vivranno come desiderano.

La Roma ha vinto grazie a Marta, ospite di un centro di accoglienza dopo che un bastardo le ha portato via la dignità.

La Roma ha vinto grazie a Sergio che lotta, per il sogno di una vita, contro una burocrazia pronta a tarpargli le ali.

Non me ne vogliano i calciatori scesi in campo nell’impresa di martedì, ma se la Roma ha vinto, be’, il merito è stato degli eroi di tutti i giorni.

Di chi combatte questa merda di vita per oltre novanta minuti. E che, nonostante tutto, ha ancora il desiderio di lottare e sorridere.

La Roma di Champions è stata la minima ricompensa per chi è nato eroe senza l’ambizione di volare.

Il degno contributo agli uomini e alle donne che hanno fatto del silenzio la propria espressione.

Allo stadio, con una bandiera in mano o sul divano sognando una casa da condividere.

Certe emozioni conciliano col mondo, con questo schifo di mondo. Terribilmente assurdo, ma maledettamente bello.

E adesso tutti pronti a sostener la Roma in un’altra temibile battaglia contro la viola (domenica, ore quindici, stadio Artemio Franchi di Firenze).

Da umile giardiniere, il mio pensiero va agli strenui eroi di tutti i giorni che, son sicuro, da martedì avranno un motivo in più per combattere.

E una voglia matta di abbracciare chiunque, anche il dipendente Equitalia che sta salendo le scale per notificargli qualcosa… be’, forse sto esagerando…

Fonte: a cura di Diego Fois

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