Il giardiniere nel pallone

Non prendeteci per il culo

condividi su facebook condividi su twitter 24-03-2017

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Non prendeteci per il culo

“Il mister non può concederle un'intervista. La saluta e le invierà una foto con dedica...”

E pensare che c'è chi considera obsoleti gli SMS.

Be', nel momento storico in cui gli uccellini, oltre che bere l'acqua Uliveto, twittano contro gli intrepidi tradizionalisti che si rifiutano di postare e condividere, la repulsione verso i cosiddetti messaggini appare alquanto giustificabile.

Eppure c'è chi, come me, ancora ne fa uso (per non parlare di carta e penna).

Proprio un SMS ha rischiato di far saltare (eufemismo, spero) la nuova avventura, giallorossa, firmata Spalletti.

“Spalletti is dangerous” si mormora contenesse l'incauto messaggio inviato al presidente Pallotta.

Chi l'ha inviato?

Questo non ci è dato sapere, nonostante note testate sportive abbiano dedicato intere pagine all'accaduto (a proposito, vi piacciono i Thriller?).

Ma torniamo a noi, o meglio, al mio SMS.

Pare che le notizie le porti la cicogna, o no? Be', qualcuno a volte le inventa o si traveste da cicogna per renderle quanto più verosimili possibili. Avrei potuto fare lo stesso anch'io, ricamando un po' sull'accaduto.

Invece vi giuro che ce l'ho messa tutta per avere una notizia-incontro con Luciano Spalletti.

Il diniego non mi ha sorpreso, sarei rimasto colpito del contrario. D'altronde, specie dopo le ultime vicissitudini, come avrebbe potuto il tecnico della Roma rispondere ad un giardiniere?

Ma andiamo con ordine.

Sia chiaro, io sto con Spalletti. Lo stimo a tal punto d'aver atteso il suo ritorno dal giorno successivo al suo addio (circa otto anni fa), talmente tanto da mettermi in viaggio lo scorso martedì, dopo una giornata passata a cercare gnomi tra i boschi, per Certaldo con la speranza di intercettarlo (ogni riferimento al Presidente della Juventus e ai suoi presunti rapporti con la malavita organizzata sulla questione biglietti è puramente casuale, sia chiaro).

Niente da fare, di Spalletti neanche l'ombra, nemmeno quella citata dal Corriere dello Sport.

Non mi sono abbattuto, gli obbiettivi vanno raggiunti per guadagnarsi la giornata; sono un giardiniere, io, mica un calciatore.

Così sono giunto nei pressi della Tenuta del mister, a Montaione, pochi chilometri ad ovest della sua città natale.

Siepi di cipresso, ben curate, costeggiavano l'intero viale che conduceva all'ingresso principale.

Poco distante, un SUV preso a noleggio con un distinto uomo all'interno che discuteva al telefono.

Ho immaginato sia stato lo stesso dell'SMS a Pallotta, intento questa volta a consigliargli di non rinnovare il contratto all'allenatore.

“Spalletti is very dangerous...”

Ho compiuto allora la mia mossa e ricevuto, nello spazio di pochi minuti, conferma di buon esito dal mio interlocutore segreto.

Sono sincero, non me l'aspettavo.

Poi via a percorrere i quasi duecento chilometri che mi separavano da casa.

Questa mattina l'SMS maledetto: “Il mister non può concederle un'intervista. La saluta e le invierà una foto con dedica...”

Peccato, se mi avesse conosciuto, be', avrebbe certamente cambiato idea.

Tutto il resto è oramai storia nota.

Con la cena promossa da Pallotta e co., presente anche Spalletti, in una pizzeria di Roma per decidere e pianificare le mosse future del club (in una pizzeria?).

Al termine tutti aggrappati, entusiasti, ad un abbraccio tra il Presidente della Roma e il tecnico toscano. Ricordo che la stessa enfasi si era avuta anche per un bacio dato da un certo Iscariota che sfociò in un esito tutt'altro che positivo. Ma questa è un'altra storia.

Una cosa in merito a tutto ciò la voglio però dire: non prendeteci per il culo.

Siamo stanchi delle manfrine alla Mancini (il brasiliano) sul firma-non firma-firmerà-ha firmato, ma per l'Inter.

Siamo stanchi di attendere tempi migliori per decidere.

È sicuramente giusto adottare delle strategie e tenersele per sé, ma non raccontateci cazzate. Sono giunte anche a me le voci di uno Spalletti futuro allenatore della Juventus (a proposito, ve l'ho già detto di Agnelli?), ma non voglio crederci.

Va bene lo stadio (ho perorato con ardore la causa, ma so che ci vorranno ancora anni per raggiungere fatturati da top club), nella trepidante attesa di posare questa benedetta prima pietra, ma qualcuno si preoccupi anche dei contratti di Manolas, Nainggolan, Strootman e De Rossi, ad esempio (a proposito, smettetela di affibbiarli ogni giorno ad una squadra diversa).

James Pallotta è volato via quest'oggi, direzione Londra.

Certezze, poche.

Dubbi, non parliamone.

Almeno per noi tifosi, ma è sempre così. Comincio a convincermi che la visita a Roma dell'americano sia stata fatta per il timore della tempesta di neve in quel di Boston.

“Ma la questione barriere l'ha risolta!”

La voce sull'eliminazione delle barriere all'Olimpico c'è da tempo. L'oramai ci siamo non basta più. Pare si parli di una Curva liberadal primo Aprile, ma sarà il solito scherzo?

Ora basta con le domande, abbiamo bisogno di risposte.

Prima fra tutte quella di Luciano Spalletti. L'unico capace di far raggiungere alla Roma traguardi importanti. Nonostante certa stampa e gli spalatori di merda citati da Giancarlo Dotto.

Una notizia però ce l'hanno data e non l'ha portata la cicogna: un satollo Mauro Baldissoni, dopo la cena di ieri, ha dichiarato che la pizza era buona.

Grazie a Dio, ora sì che possiamo dormire sereni.

 

P.S. Prometto che vi aggiornerò non appena mi giungerà la foto con dedica dell'allenatore. Se indosserà la maglia giallorossa, be', sarà un segnale inequivocabile della sua permanenza a Roma. Così si fa giornalismo, o no?  

Fonte: a cura di Diego Fois

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