Il giardiniere nel pallone

Nun ce provà

condividi su facebook condividi su twitter 16-09-2017

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Nun ce provà

Nun ce prova'!

È stato ciò che ho detto all'ostetrica appena uscito dall'utero.

“Che bel giardiniere che sarai!” asserì la strega.

Nun ce prova'!

Non so per quale folle disegno divino, ma lasciate perdere il fato o cazzate simili, il futuro di ognuno di noi lo decide soltanto lei: l'ostetrica.

Per me, come già detto, scelse la strada della natura, delle api che si posano sui fiori, dei calabroni che ti pungono il culo e della puzza di segatura intrisa d'olio sintetico.

Tacci sua...

Se da quel buco nero mi avesse tirato fuori Margherita Hack, be', ora me ne starei senz'altro a contare le stelle.

E invece no.

Me ne sto qui a leccarmi le ferite. Un po' come Di Francesco.

Ma almeno la sua ostetrica l'ha fatto diventare l'allenatore della Roma. O no?

Perché a leggervi o sentirvi, pare piuttosto lo scemo del villaggio.

In fondo, come cantava De André, dietro ogni scemo c'è un villaggio. E il vostro villaggio di carta straccia stampata e frequenze distorte, si muove all'unisono, ma senza meta precisa.

Anzi, forse un obiettivo ce l'avete: calpestare i coglioni di chi cerca soltanto di fare il proprio lavoro.

Eusebio Di Francesco ha dimostrato di avere le palle per sedere sulla panchina della Roma, a differenza di ciò che gli si dice.

Forse troppo educato e perbene in un mondo, quello pallonaro, fatto di interessi e irriconoscenza.

Questa sera (ore venti e quarantacinque, Stadio Olimpico), salvo maltempo, la Roma affronterà il Verona nella partita che dovrà restituire, a detta dei più, un po' di tranquillità all'ambiente.

Pertanto, come dissi all'ostetrica una trentina d'anni fa, nun ce provate!

Non provate a sferrare attacchi gratuiti e tendenziosi.

Non provate a dimenticare che la stagione è cominciata soltanto da duecentosettanta minuti.

Non provate a far fare la voce grossa a politicanti disposti a tutto pur di ritappezzare la propria poltrona.

Non provate a disseminare inchiostro per accaparrarvi il consenso di tifosi più laziali che romanisti.

E, appello rivolto ai calciatori, non provate a cavalcare l'onda degli alibi.

Nun fate i piagnoni che non vi riesce nemmeno bene.

L'eremita Dzeko avverte la mancanza di Salah. Gli ho già risposto con una vignetta e mi auguro che quel sinistro sparato in Curva contro l'Atletico Madrid, la prossima volta centri almeno la porta.

Meno chiacchiere e più fatti, signori miei. 

Perché poi a rimetterci sarà sempre e soltanto la Roma. E i suoi veri tifosi...      

Fonte: a cura di Diego Fois

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