Il giardiniere nel pallone

Si può fare

condividi su facebook condividi su twitter 12-03-2017

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Si può fare

Io, proprio io, sono divenuto capace di rianimare nuovamente la materia inanimata!

Il Dottor Frederick Frankenstein ne era convinto.

Si... può... fare!

Ma andiamo con ordine.

La settimana appena trascorsa era iniziata con un pino abbattutosi in quel di Trigoria a causa delle forti raffiche di vento.

Si... può... fare pare abbia detto Spalletti armandosi di motosega e buona volontà per aiutare gli inservienti accorsi sul posto.

Mi raccontano di calciatori in visibilio dinanzi a olio, miscela e catene. Roba mai vista per chi è abituato a tacchetti a spillo, tatuaggi e auto di lusso.

Diversi colleghi mi hanno contattato per sollecitare la nomina dell'allenatore a presidente dell'assogiardinieri.

Nei prossimi giorni valuterò attentamente la candidatura.

Si sa, i calciatori son come i bambini, imparano osservando ciò che li circonda tentando di imitarlo.

Nel secondo tempo della partita col Lione hanno interpretato alla grande il ruolo dell'albero abbattuto. Talmente bene che a Hollywood han tremato all'idea di ritrattare sul premio come miglior attore dopo la gaffe su quello del miglior film dell'anno.

Si è passati da La-la land a Moonlight.

Da La-la land a Li-Li Lione.

Quattro gol e tutti a casa.

È doveroso però essere onesti.

La Roma, almeno per un tempo, sembrava esser tornata quella capace di strapazzare l'Inter a Milano (tra l'altro non più di due settimane fa).

Abile nel rimontare lo svantaggio iniziale e a comandare il gioco.

Poi il calo.

Lento, ma neanche tanto e inesorabile.

“La Roma è morta!” ha sentenziato qualcuno.

No, non voglio crederci.

Per quanto mi abbiano fatto incazzare (Paredes su tutti), voglio pensare che la squadra sia forse stanca, ma non trapassata. E comunque capace, ne son convinto, di uscirne fuori.

Pronta a riemergere dal fango nel quale si è impantanata per dirla alla Spalletti.

Tra poche ore ci sarà il Palermo in campionato (ore venti e quarantacinque, stadio Renzo Barbera).

Spero passi via al più presto. L'attesa è tutta per giovedì, è quella la data segnata in giallorosso sul calendario.

Non me ne voglia il presidente Pallotta, ma del secondo posto, ad oggi, non me ne frega un fico secco.

A proposito, consiglio al buon James di assumere un traduttore all'altezza o di assumersi (perdonate la ripetizione) la responsabilità di ciò che dice, ma questa è un'altra storia.

Io voglio vincere, a prescindere dagli introiti che la qualificazione diretta alla Champions porterà nelle casse della Roma. È fuor di dubbio che la partita di questa sera sia da vincere per rimanere in scia di una Juventus forte e fortunata (eufemismo).

Ma è altrettanto indubbio il fatto che un altro passo falso, specie se contro una squadra morta da tempo e sul cui cadavere ora stanno danzando le iene (ogni riferimento al nuovo presidente rosanero è puramente casuale), sarebbe inaccettabile. Pertanto (mi pentirò amaramente di ciò che sto scrivendo, lo so) tre punti stasera e avanti tutta, con fiducia, verso Roma-Lione di Coppa.

Sarà quella maledetta speranza che da sempre accompagna il tifoso romanista, sarà la Primavera, sarà quel che vi pare, ma io credo nella rimonta.

Si... può... fare!

Rianimare nuovamente la materia inanimata...

Il Dottor Spallettinstein sa benissimo come fare. E noi con lui.

Ah, ho da poco parlato col pino di Trigoria. È un po' abbattuto per le ultime vicissitudini, ma sta benone. I colleghi giardinieri si stanno adoperando affinché trovi un nuovo spazio verde dove affondare le radici.

Sarà dura, ma si può fare.

Pure lui ne è convinto...

Fonte: a cura di Diego Fois

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