Il giardiniere nel pallone

Vengo anch'io

condividi su facebook condividi su twitter 20-05-2017

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Vengo anch'io

Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale... cantava l'irriverente Jannacci.

E se lo zoo, per una notte, fosse lo Stadio Olimpico di Roma?

Sì, pare che tutti vogliano presenziare all'ultima partita della stagione, quel Roma-Genoa che tanto stuzzica quanto spaventa.

Ma andiamo con ordine.

Be', facile comprendere l'entusiasmo riaccesosi intorno ad una squadra, la Roma, capace di portarsi a sole quattro lunghezze dalla Juventus (dopo averla strapazzata nello scontro diretto di domenica scorsa); cancellando ogni velleità di festeggiamento anticipato dei bianconeri.

E domenica, allo Juventus Stadium, giungerà un Crotone che ancora crede in una leggendaria salvezza.

A questo punto, l'ultima giornata di campionato potrebbe vedere le due squadre di testa contendersi il successo finale a due (magari meno) punti di distanza.

Sia chiaro, sto giocando.

La Juventus vincerà serenamente il proprio Campionato anche per la gioia dell'inquieto Chiellini de Bergerac che sognava una festa davanti ai romanisti.

Caspita, Giorgio, quanta fantasia!

Incroci pericolosi. A Verona, sponda gialloblù, i tifosi dell'Hellas profetizzavano un ingresso in Serie A dei rivali del Chievo (prossimo avversario della Roma in Campionato) in concomitanza con la nascita di asini volanti.

Quando il Chievo in Serie A c'è salito davvero, i suoi sostenitori hanno riempito la propria curva (in occasione del primo derby) di simpatici asinelli farciti d'elio.

Spettacolo.

Forse non basterebbe nemmeno un asino volante per indurre un romanista a credere in un finale di stagione differente da quello previsto. La storia poi ci insegna tutt'altro, consegnandoci più che altro rimpianti.

Comunque torniamo a noi.

Una Roma col fiato sul collo della Juventus non poteva bastare. Non sarà questo l'unico motivo di questo intenso accentramento di anime e corpi all'Olimpico.

E quale altro allora?

Si potrebbe andare tutti quanti a vedere Totti che muore... sportivamente, eh!

“Vengo anch'io!” ha detto Pallotta.

“No, tu no!”

No, Presidente, si risparmi le ore di volo per questo ennesimo teatrino. Il suo applauso, così maledettamente americano, be', non mi interessa.

“Vengo anch'io!” ha detto Virginia Raggi.

“No, tu no!”

Virginia, oh, Virginia! Sconsiglio vivamente alla Sindaca di Roma una partita del genere, rischierebbe il collasso dopo averlo sfiorato nell'estenuante trattativa per il nuovo impianto che sorgerà (a proposito, sorgerà?) in quel di Tor di Valle.

Take me home cantava John Denver. Appunto, ri-portatela a casa.

“Vengo anch'io!” pare abbia tuonato Vittorio Sgarbi in una sorta di tregua con Francesco Totti; a patto che rinunci alla Blasi per la Venere di Botticelli.

C'è intanto chi, come Franco Gabrielli, fa outing e dichiara d'essere della Juve.

“Sarei venuto anch'io – pare abbia detto il prefetto – ma senza le barriere non se ne fa nulla!”

Be', noi, per la sua assenza, ce ne faremo sicuramente una ragione.

“Io non ci volevo venire” pare abbia dichiarato Luciano Spalletti mentre non mancheranno di certo VIP, politici, soubrette, dirigenti e chi più ne ha più ne metta. Tutti a rendere omaggio alla memoria del capitano giallorosso.

Che mi auguro salti fuori dalla bara che gli hanno costruito e corra via verso nuove emozioni, magari in sella ad un asino volante...

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Ari 22/05/2017 - Ore 07:02

Spalletti via via

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