In punta di penna

Belli fracichi

condividi su facebook condividi su twitter 11-04-2018

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Belli fracichi

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma è in semifinale di Champions League. E’ tutto vero, i ragazzi di Di Francesco hanno vinto 3-0 contro il Barcellona di Messi e ribaltato il risultato dell’andata passando il turno della massima competizione europea. Da quando ha cambiato il nome e si è passati da un torneo con soli scontri diretti ad un inizio con una fase a gironi e scontri diretti dagli ottavi, i giallorossi non erano mai arrivati così avanti ma ha ottenuto questo risultato grazie ad una squadra che in campionato è terza, anche se con troppi alti e bassi, mentre invece in Champions sta sbalordendo ogni volta che gioca. Ha vinto nel girone più difficile possibile superando Chelsea, Atletico Madrid e Qarabag, ha eliminato lo Shakhtar Donetsk nel turno precedente ed ora una delle formazioni più forti d’Europa con in testa "la pulce" Leo Messi ma che può annoverare campioni del calibro di Iniesta, Piquè, Jordi Alba, Suarez, Ter Stegen, Busquets, Rakitic e tanti altri. I blaugrana avevano concesso solo 3 reti in tutta la competizione (1 della squadra giallorossa al Camp Nou), aveva perso una sola gara su 48 sino a quel momento disputate, numeri da capogiro ma che non hanno impressionato Dzeko e compagni. Questa volta, la Roma ha giocato la partita perfetta: difesa a 3 con Juan Jesus in aggiunta a Manolas e Fazio, esterni di centrocampo Florenzi e Kolarov, De Rossi e Strootman a fare da filtro e Nainggolan dietro la coppia Dzeko-Schick. Doveva esser un’amichevole di lusso, una preparazione al derby di domenica sera ed invece è stata una delle notti più belle per i tifosi giallorossi. Dopo 5’, Edin Dzeko ha stoppato un pallone in maniera perfetta su un preciso lancio di De Rossi e col fisico ha tenuto sul recupero di Umtiti ma è riuscito a tenere botta e tirare con Ter Stegen rimasto incollato tra i pali. Sembrava un fuoco di paglia ed invece ha fomentato il pubblico e caricato anche i compagni, che hanno cominciato a lottare su ogni pallone, pressare alti senza soluzione di continuità, giocando in modo eccellente ed annullando la coppia offensiva tanto temuta. Il Barcellona è stato annichilito da un gruppo che solo 3 giorni prima sembrava allo sbando nel match con la Fiorentina ed invece l’adrenalina della Champions League li ha fatti superare ogni ostacolo. Una Roma così bella erano anni che non si vedeva. Serate come quella del 10 aprile 2018 verranno ricordate negli annali. I giallorossi avevano già giocato in questa data, 11 anni fa, ma in quella circostanza fu una totale debacle: 7-1 dal Manchester United. Questa volta, invece, è stata un’altra storia. Una favola da raccontare ai propri figli, una serata finalmente positiva per i tifosi romanisti dopo tante delusioni. Se il primo tempo è stato bello, la ripresa ha assunto dei contorni poetici. L’arbitro francese Turpin, certamente, non è stato pro-Roma e tanti episodi dubbi avevano preso la direzione di Barcellona. Nel primo tempo, era sembrato netto un fallo da rigore su Dzeko ma niente da fare. Stessa musica nella seconda frazione di gioco, quando lo stesso centravanti bosniaco aveva ricevuto un pallone calibrato in maniera eccelsa da Nainggolan, lo aveva stoppato, coperto perfettamente dal ritorno di Piquè, che vistosi superato, lo ha atterrato. Sulle prime, il direttore di gara aveva fatto proseguire ma poi l’assistente di porta gli ha giustamente detto di assegnare il penalty. Sul dischetto si è presentato capitan De Rossi con il supporto morale di Dzeko, che gli ha dato un bacio sulla guancia di incoraggiamento. Il numero 16 giallorosso aveva segnato il terzo rigore nella finale di coppa del mondo del 2006 e non è proprio un novellino, ma con la maglia della Roma indosso era sicuramente l’appuntamento più complicato. Ha dimostrato che i gradi ereditati da Totti sono meritati. Pressione altissima e coraggio da leone: trasformazione dal dischetto e 2-0. Mancava ancora mezz’ora e c’era tutto il tempo per completare la Grande Impresa. I giallorossi hanno continuato il pressing e mister Di Francesco ha tentato la carta Under, ancora non al meglio, al posto di uno sfortunato ma generoso Schick. Poco dopo, è uscito anche Nainggolan, pure lui non in perfette condizioni, per El Shaarawy. La doppia mossa si è rivelata decisiva: il primo è autore del cross da calcio d’angolo per la testa di Manolas, bravissimo ad arrivare per primo sul pallone, colpirlo di testa ed indirizzarlo alla destra di ter Stegen, rimasto immobile a guardare. E’ una gioia infinita per tutto il popolo giallorosso, non ci credeva nemmeno il greco che sembrava Aldo Baglio, del trio con Giovanni e Giacomo, che pareva dire: “Non ci posso credere”. Ed invece, è tutto vero, Kostas… Tutto meravigliosamente vero. Mancano ancora 8 minuti più i 4 di recupero ed il Barcellona inserisce Dembelè per Iniesta e Paco Alcacer per Busquets più Piquè avanzato nel ruolo di torre per le punte. Forte la pressione dei blaugrana nei finale, qualche incursione personale di Messi ma più fumo che arrosto. Ottima e caparbia la retroguardia romanista, compatta e decisa a non subire neanche un tiro in porta. Bravi anche Under ed El Shaarawy a sacrificarsi in fase di non possesso, a cercare di tenere la palla più lontana possibile dalla propria area e grazie all’esperienza di Kolarov, la squadra giallorossa passa gli ultimi minuti quasi sempre col pallone tra i piedi o comunque a distanza dai pericoli. Finisce una gara leggendaria, che non regalerà trofei, non farà alzare la coppa dalle grandi orecchie ma che dà una dimensione del valore di questa squadra che forse neanche lei stessa conosce. La Roma è tra le prime 4, sì sì 4, d’Europa. Un sogno diventato realtà. Dopo tante critiche, un plauso va alla dirigenza tutta, alla squadra, ma anche ad Eusebio Di Francesco, giovane condottiero di questa banda di splendidi “matti”, che hanno riportato la società di Trigoria dove era stata solo una volta nella sua storia: ben 34 anni fa. Bravi tutti, anzi… Belli fracichi.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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