In punta di penna

Ci pensa Edin e la Roma conquista 3 punti importanti faticando troppo

condividi su facebook condividi su twitter 24-02-2019

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Ci pensa Edin e la Roma conquista 3 punti importanti faticando troppo

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma vince 3-2 a Frosinone all’ultima azione con una rete di bacino di Edin Dzeko su assist di El Shaarawy. Dopo tanti punti buttati negli ultimi minuti (Milan, Napoli, Cagliari, solo per citarne alcuni), finalmente i giallorossi riescono a portare a casa l’intera posta in un match veramente sofferto proprio nel finale.

La partita si era subito messa in salita quando Nzonzi ha sbagliato il passaggio per De Rossi e Ciano ne ha approfittato tirando in porta e trovando Olsen impreparato e che si è buttato il pallone all’interno della propria porta. Dopo una splendida gara giocata contro il Bologna, lo svedese ha commesso una grave ingenuità ma saprà farsi perdonare nel corso del match con almeno 2-3 interventi salva-risultato.

Inizio choc per gli uomini di Di Francesco, che si sono fatti innervosire sia dall’ambiente ostile sia dall’arbitraggio di Manganiello decisamente scadente e poco lucido sia anche dagli avversari che entravano duri con la compiacenza del direttore di gara.

Uno dei più avvelenati era Edin Dzeko, che aveva un conto in sospeso con il fischietto di Bolzano, che lo aveva espulso contro la Fiorentina nella sciagurata sconfitta per 7-1 in coppa Italia. Il bosniaco si è prima rivolto con un gesto di sfida verso i tifosi ciociari e poi ha messo tutto se stesso per raddrizzare l’incontro e lo ha fatto per ben 2 volte. La prima volta ha trovato la rete del pari approfittando di una dormita della difesa frusinate e tirando in stile biliardo alla destra di Sportiello e mettendo la palla in rete baciando il palo, poi giocando una partita di cuore, grinta e carattere come poche volte gli abbiamo visto fare e soprattutto nel finale spingendo la palla in rete su assist meraviglioso di El Shaarawy. L’ex City ha confessato pochi giorni fa di amare le sfide in serale e sono quelle che lo caricano di più e si sta anche preparando sia al derby ma soprattutto al return-match di Champions contro il Porto e lì dovrà nuovamente trascinarsi la squadra sulle spalle per sperare nel passaggio del turno.

Una Roma molto brutta si era già vista contro gli uomini di Mihajlovic ma la perseveranza nel ripetere prestazioni di questo genere preoccupano tanto mister, giocatori e tutto l’ambiente giallorosso, chiamato ora a 2 incontri decisivi per il proseguo della stagione.

Il lato positivo ce lo regalano i numeri: la formazione di Di Francesco ha perso una sola delle ultime 10 gare e contro la Juventus all’Allianz Stadium, con ben 7 vittorie e 2 pareggi a completare il quadro ed andando a segno 3 volte in 5 incontri. Da questo punto di vista, il ruolino giallorosso è certamente molto buono, meno le prestazioni e la fatica con cui sono arrivate parecchie di queste vittorie. C’è da dire che gli infortuni di Karsdorp, Under e lo stesso Schick non stanno permettendo di fare molti esperimenti soprattutto in avanti dove è appena rientrato Perotti e Zaniolo ha bisogno di un pò di riposo, visto che anche contro il Frosinone ha giocato pur partendo dalla panchina.

A proposito di infortunati, bisognerà valutare le condizioni di Kostas Manolas, uscito anzitempo dal match col Frosinone a causa di un pestone ricevuto da Molinaro e che gli ha preso la caviglia, che si è gonfiata. Sarà valutato nelle prossime ore e si spera di poterlo recuperare per il derby o quantomeno per la sfida del Do Dragao del 6 marzo.  

Molti hanno paragonato Di Francesco a Zeman perché il modulo preferito dal tecnico abruzzese è il 4-3-3 e per l’amicizia che lega i 2 ma sono veramente pochi i punti di contatto tra i 2 allenatori, se non che in questa stagione la Roma segna molto ed incassa molte reti ma con un sistema di gioco ed un atteggiamento di squadra lontani da quelli del mister boemo.

Stranamente, il reparto che è meno cambiato rispetto allo scorso campionato è quello arretrato con gli innesti di Marcano e Santon al posto di Moreno per metà stagione e Capradossi l’altra metà ma sono gli uomini a non aver confermato le prestazioni ed il livello di gioco eccezion fatta per Manolas e Kolarov (il secondo soprattutto in fase offensiva).

Il problema reale è la rivoluzione fatta a centrocampo: i sostituti di Nainggolan e Strootman non sono minimamente all’altezza dei loro predecessori, nonostante le cifre spese per acquistarli. Se Cristante è giovane e ha ampi margini di crescita e ha già fatto vedere buone cose alternate ad altre meno, Nzonzi è l’anello debole del reparto nevralgico del gioco. Anche contro il Frosinone, la squadra è andata meglio dopo la sua uscita perché appare troppo compassato per il campionato italiano e manca di concentrazione e forse anche di mezzi tecnici di livello per certi ritmi di gioco.

Zaniolo è una gemma ancora grezza che va custodita con cautela e facendola maturare con cura e lontana dalle tentazioni di tutti i tipi che una grande città come Roma sa offrire come fece Mazzone con Totti.

Davanti, ci si affida ai giocatori di Sabatini più Under perché Kluivert continua a deludere ogni volta che viene mandato in campo, sia per la giovane età e sia perché appare svogliato il più delle volte.

In un modo o in un altro, quando in campo ci sono contemporaneamente Manolas, Kolarov, De Rossi, Dzeko ed El Shaarawy si viene a capo del risultato o comunque c’è più attenzione ma quando ne manca anche solo uno, il castello di carta rischia di cadere al primo soffio di vento. Se con Bologna e Frosinone bastano le giocate dei singoli, contro squadre di caratura superiore sarà necessario molto di più ed il tecnico dovrà farlo capire il prima possibile ai suoi uomini.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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