In punta di penna

La Roma finisce terza ed è un buon punto di partenza

condividi su facebook condividi su twitter 21-05-2018

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La Roma finisce terza ed è un buon punto di partenza

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma vince a Reggio Emilia contro il Sassuolo per 1-0 grazie all’autorete di Pegolo e sale sul gradino più basso del podio della serie A. Forse, ad inizio stagione, obiettivi ed ambizioni per il campionato erano un pò più alti, quantomeno si voleva finire ad una distanza inferiore dei 18 punti dalla prima e 14 dalla seconda ma tra il bel cammino in Champions League, che porta via energie fisiche e mentali importanti ed il blackout avuto tra dicembre e gennaio, il risultato è stato questo. Da notare come gli uomini di Di Francesco si siano comportati in maniera totalmente diversa tra la serie A e la massima competizione europea. Nel nostro torneo, i giallorossi non hanno mai vinto in casa contro le squadre di medio ed alto livello, compresa la Fiorentina posizionatasi all’ottavo posto racimolando un solo punto contro i campioni d’Italia della Juventus a scudetto praticamente acquisito mentre in trasferta abbiano perso solo contro i bianconeri in una gara che poteva finire anche pari senza l’errore sotto porta di Schick. Per il resto, lontani dall’Olimpico, la Roma ha pareggiato 6 volte e vincendo in 12 occasioni. Numeri importantissimi che però fanno da contraltare al cammino casalingo che ha visto la Roma perdere in 6 circostanze e pareggiare 2 volte. E’ lì che si è formato il distacco abissale dalle prime 2 e che non ha permesso alla squadra giallorossa almeno di qualificarsi con largo anticipo alla prossima edizione della Champions League, come rosa e valore dei singoli avrebbe fatto pensare. Diametralmente opposto il percorso degli uomini di Di Francesco in Champions: l’Olimpico è stato un fortino invalicabile per chiunque. Fino alla semifinale, la Roma non aveva mai preso gol tra le mura amiche ed aveva sempre vinto tranne all’esordio contro l’Atletico Madrid, quando era riuscita a pareggiare 0-0 soprattutto grazie ad uno splendido Alisson, che quel giorno venne esaltato da critica e gran parte dei tifosi che fino ad allora ancora rimpiangevano Szczesny, passato in estate alla Juventus. Le imprese della formazione di Di Francesco sono arrivate tutte in casa, in rimonta dopo aver perso contro Shakhtar, Barcellona e lo stesso Liverpool. Solo contro i Reds il 4-2 casalingo non è bastato ma lì ci sono stati errori arbitrali piuttosto gravi nel doppio confronto che hanno condizionato il risultato finale ed il passaggio del turno degli uomini di Klopp. Secondo molti, questa doveva esser una “stagione di transizione”, come ce ne sono state tante altre nella storia romanista, ma si è trasformata in un trampolino di lancio meraviglioso per guardare con maggiore convinzione a possibili traguardi futuri. Quest’annata ha insegnato alla società, alla squadra, all’allenatore ed ai tifosi che tutto è possibile se ci si crede e non si molla. Quelle che questa volta sono state ritenute imprese, devono diventare una possibilità concreta, forse non una consuetudine perché quando affronti Barcellona, Liverpool, Chelsea, Atletico Madrid e magari il prossimo anno Real e Bayern Monaco il rischio di sconfitta ed eliminazione è dietro l’angolo ma la consapevolezza di non esser inferiori a nessuno e di vender cara la pelle sempre, questo sì. Di Francesco si è dimostrato il mister giusto sia per tenere a freno gli entusiasmi e gli elogi e sia un allenatore in grado di sopportare le critiche, a volte pesanti ed eccessive, quando le cose non andavano nel verso giusto. Chiaramente, al primo anno in una grande squadra ed alla prima esperienza in Champions League, qualche sbaglio lo ha commesso, qualcosa poteva esser fatto meglio ma sostanzialmente, fattori imponderabili o torti subiti a parte, è da lui che la Roma dovrà ripartire il prossimo anno per puntare ad obiettivi importanti. Il percorso di crescita, comunque, va fatto di pari passo con la società. La dirigenza di impronta americana è da anni stabilmente tra le prime 3 del calcio italiano ma è arrivato il momento di vincere, dopo un decennio di magra. Monchi è considerato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo e se il primo mercato da direttore sportivo giallorosso era più che altro “conoscitivo”, questo dovrà esser oculato ed intelligente, cercando di mettere a disposizione del tecnico non solo una rosa completa ma qualitativamente più forte di questa e che possa competere sia in campionato che in Champions per traguardi importanti e se si tornasse a vincere anche la Coppa Italia, potrebbe già esser un punto di partenza. La tifoseria si è riavvicinata in maniera passionale ed in massa alla squadra grazie a questa bella annata, è importante che questo amore non venga smorzato e che la fiammella divampi sempre di più nei cuori dei supporter perché è tempo di tornare ad alzare un trofeo e far sognare il popolo giallorosso. Questo dovrà esser l’unico obiettivo della prossima stagione.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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