In punta di penna

La strategia di Monchi

condividi su facebook condividi su twitter 28-08-2018

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La strategia di Monchi

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - Incomprensibile. La cessione di Kevin Strootman a mercato in entrata chiuso non ha nessuna logica né economico-finanziaria né tecnico-tattica. La prova lampante è stata la gara pareggiata contro l’Atalanta. Mister Di Francesco ha lavorato per un mese e mezzo sul 4-3-3 con l’olandese pilastro del progetto di metà campo ed infatti a Torino contro i granata era stato l’unico in grado di pressare ogni calciatore di Mazzarri in tutte le zone del campo, creando pressione e mettendo in seria difficoltà i padroni di casa. Contro gli uomini di Gasperini (e si fa fatica a parlare di titolari, visto che rispetto alla formazione-tipo i bergamaschi hanno iniziato la gara all’Olimpico con ben 7 riserve), la Roma è scesa in campo con il solito modulo di Di Francesco ma con 2 interni di centrocampo che certo non fanno della copertura e dell’interdizione il loro punto di forza come Cristante e Pellegrini.  La scorsa stagione, l’allenatore giallorosso aveva chiesto giocatori di qualità tecniche superiori per risolvere le partite quando gli avversari si chiudevano e né Strootman né Nainggolan avevano la fantasia adatta per trovare il colpo vincente. Ecco perché l’acquisto di Pastore era stato accolto con gioia dal tecnico così come quello di Cristante, centrocampista bravo negli inserimenti ed a liberarsi negli spazi per esser pericoloso in fase offensiva. Si era, però, anche aggiunto che insieme l’ex Atalanta e l’ex PSG a centrocampo avrebbero faticato a giocare, poiché in quel modo si lasciava il solo De Rossi o Nzonzi a lottare contro tutti nella parte nevralgica del campo. Non molto diverse erano le condizioni con l’ex Sassuolo nel centrocampo a 3 con Cristante ed il numero 16. L’aiuto di un giocatore come Strootman (ceduto Nainggolan) era indispensabile proprio per non mandare in debito di ossigeno il capitano della Roma, che ha anche 35 anni ed è comunque stato autore di una partita generosa ed a tratti commovente. Alcuni dicevano che Strootman non era più tornato il giocatore di prima dell’infortunio e che quindi una sua cessione non sarebbe stata la fine del mondo. Ammesso e non concesso che questo fosse vero (ed a mio modesto avviso siamo lontani dalla verità), era determinante sostituirlo con un calciatore dalle medesime caratteristiche ed almeno di pari valore. Certo questo giocatore non può esser il neo arrivato centrocampista francese, molto più simile a De Rossi che all’olandese e nessun altro in rosa ha quelle caratteristiche. La cessione a mercato chiuso e per di più per una cifra neanche particolarmente proibitiva come 25 milioni più 3 bonus non cambia moltissimo neanche da un punto di vista economico o finanziario. Se la Roma non dovesse quantomeno entrare nelle prime 4 (rischio che aumenta di parecchio in questo modo), quei soldi non andrebbero nemmeno a coprire la perdita economica né di immagine che ne avrebbe la società. Da un punto di vista finanziario, il club giallorosso era già nettamente con un saldo positivo con le plusvalenze di Alisson e Nainggolan e non c’era proprio motivo per farne una terza. Secondo qualche ben informato, la Roma potrebbe acquistare un altro centrocampista a gennaio (ipotesi smentita dal presidente Pallotta) ma anche fosse vero, se ad inizio mercato di riparazione la Roma fosse già lontana dall’obiettivo minimo stagionale? Anche Monchi ha risposto a chi gli chiedeva notizie in merito alla cessione di Strootman spiegando che nessuno lo ha costretto a partire. Difficile, però, rimanere dove i tuoi datori di lavoro non ti stimano più o comunque non credono più in te. Il direttore sportivo della Roma si è preso tutte le responsabilità del caso ed ovviamente, se a fine stagione i giallorossi avranno alzato un trofeo (eh sì, dopo 10 anni e l’arrivo di uno che di Europa League ne ha portate a casa 5 più diverse Supercoppe spagnole, europee e coppe di Lega, è il caso di regalarlo anche ai tifosi romanisti un titolo), sarà acclamato e molti dovranno chiedere scusa per non aver avallato ed appoggiato la sua campagna acquisti-cessioni (compreso chi scrive qui), se invece non sarà così e non arriverà neanche un piazzamento che consenta di rimanere in Champions l’anno dopo, magari sarà il caso di capire se è ancora necessario andare avanti insieme. Monchi ha fatto all-in al secondo anno o la va o la spacca. Buona fortuna!

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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