In punta di penna

La vittoria non placa la contestazione

condividi su facebook condividi su twitter 17-12-2018

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La vittoria non placa la contestazione

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma torna alla vittoria in casa e lo fa in maniera rocambolesca in un match tutt’altro che agevole. Gli uomini di Di Francesco cominciano l’incontro con un inedito 3-4-3 e con la Curva Sud lasciata mezza vuota ed in silenzio per i primi 10’ in segno di protesta nei confronti di presidenza, dirigenza e squadra. Il clima, quindi, non è dei migliori e la serata uggiosa certo non aiuta.

I giallorossi entrano in campo subito timorosi ed in balìa di un Genoa che vuole fare bene col nuovo allenatore. In questa stagione piena di ombre, una buona notizia era la costante crescita di Robin Olsen, portiere arrivato a Trigoria tra lo scetticismo generale e con la consapevolezza di dover sostituire probabilmente il miglior numero 1 al mondo e sinora lo aveva fatto più che dignitosamente, nonostante qualche limite sul quale il preparatore Savorani stava lavorando e bene. Contro gli uomini di Prandelli, però, è incappato nella classica serata no. Un tiro non irresistibile dalla distanza di Hiljemark gli è passato sotto le gambe e Piatek è stato lesto a gettarsi sul pallone ed a segnare la rete del vantaggio per gli ospiti.

La situazione è diventata da difficile a paradossale: i tifosi erano sempre più sbigottiti ed arrabbiati nei confronti di calciatori svogliati e distratti. Il lato destro difensivo era quasi sempre scoperto e Lazovic imperversava a suo piacimento con Fazio sempre in estrema difficoltà e con Florenzi in ritardo costante. Il mister romanista, dal canto suo, non ha mai posto rimedio a questo problema, se non ad un quarto d’ora dalla fine quando è entrato Santon e ha spostato il numero 24 romanista centrale di centrocampo ma con l’argentino dietro che continuava a  commettere svarioni. L’unico lampo del Comandante è stato il gol del pareggio al 31’ sugli sviluppi di un corner, quando è stato bravo a tirare di destro sul primo palo alla sinistra di Radu. Una rete importante per il morale ma che ha testimoniato come l’ex Tottenham in questo momento sia più utile in avanti che in difesa. Da attaccante aggiunto, magari, può esser utile almeno sino al rientro di Dzeko ma schierarlo da centrale di destra in una difesa a 3 permette agli avversari di avere facilità nelle ripartenze.

In più, la Roma continua a subire sempre lo stesso gol: calcio d’angolo sul primo palo, tocco di un giocatore avversario (Sandro nella circostanza) che manda il pallone sul secondo palo e tap-in vincente (stavolta Hiljemark si mette in proprio). A Cagliari come contro il Genoa e non cambiano neanche i colori di maglia, ma stavolta con l’aggravante che la rete arriva un minuto dopo quella dell’1-1. Rabbia e contestazione sugli spalti montano forti ed in campo, solo quei 2-3 giocatori di personalità si prendono la squadra sulle spalle cercando l'aiuto di quei 3 ragazzini là davanti per cambiare le sorti della partita.

Zaniolo ci mette il solito impegno, la grinta e la classe che permettono alla Roma di creare superiorità numerica ma gioca in un ruolo inedito e non sempre è al posto giusto al momento giusto a differenza di Kluivert ed Under che ci sono sempre e si dannano l'anima per cercare di rimediare allo svantaggio.

Proprio grazie alla personalità di Kolarov ed alla freschezza dell’olandese, quasi al fischio di fine primo tempo, arriva la rete del pari. Bella combinazione a centrocampo con assist smarcante per Justin Kluivert, che si invola verso la porta avversaria con Zukanovic che prova ad inseguirlo inutilmente e con l’ex Ajax che tira ad incrociare sul secondo palo e pareggia alla destra dell'estremo difensore avversario. Un bagliore nel buio e l’unica bella azione dei giallorossi in una prima frazione di gioco desolante.

La ripresa, se possibile, è ancora peggiore. Appena iniziato il secondo tempo, i giallorossi costruiscono una palla-gol importante: Fazio si improvvisa ala destra e mette in mezzo un pallone che Radu respinge sui piedi di Under, che da pochi metri dalla porta spedisce alto.

I genoani, però, passano subito dopo in vantaggio per la terza volta in 50’, grazie ad un diagonale del solito Lazovic, sì proprio il giocatore che tanto ha fatto impazzire la retroguardia romanista ed a cui né i giocatori né il tecnico hanno posto un freno. Certo, il tiro era tutt’altro che irresistibile ed anche in questa circostanza Olsen ha commesso una “papera”, fatto sta l’esterno rossoblu è rimasto sempre libero di correre sulla sua fascia sinistra senza contrasto. La sorte, però, stavolta ha deciso di aiutare la Roma e di assumere le sembianze del VAR. La terza rete degli ospiti è stata annullata per un fuorigioco millimetrico ma influente al momento del tiro del genoano e così il risultato è rimasto di 2-2.

L’inerzia era nelle mani degli uomini di Prandelli con il tecnico Di Francesco indeciso sul da farsi in attesa che accadesse qualcosa e qualcosa è accaduto: una bella combinazione tra Cristante e Kluivert al limite dell'area di rigore che ha portato al gol del 3-2 ed è valso i 3 punti. L’ex Atalanta ha scaricato tutta la forza in quel tiro, forte ma centrale, che il portiere del Genoa non è riuscito a respingere.

A quel punto, bisognava dare sicurezza alla squadra, togliere chi era totalmente nel pallone e difendere tutti insieme cercando ripartenze rapide per impensierire una retroguardia macchinosa ed invece niente di tutto questo è accaduto. Nessun cambio per altri 20’ dopo la rete del vantaggio e la prima sostituzione ha visto entrare Santon al posto di Under e 4 minuti dopo Schick per Kluivert, mandando in panchina gli unici 2 in grado di portare panico nella difesa genoana con i loro strappi.

Di Francesco ha preferito passare al 3-5-2 con un centrocampo più folto ed un attacco più alto per cercare di tenere palla ma non ha fatto i conti con l’attaccante ceco, entrato solo per abbattere avversari ma non toccando praticamente mai il pallone e non rendendosi mai utile alla causa, se non in qualche ripiegamento difensivo e colpo di testa nella propria area.

Alla fine, è arrivata la vittoria e questo è già un passo avanti ma sembra più un brodino caldo che la svolta in una stagione difficile. La speranza è che tornino il prima possibile De Rossi, Dzeko, Lorenzo Pellegrini ed El Shaarawy, che i compagni hanno necessità di leader e calciatori di valore per provare a salvare il salvabile.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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