In punta di penna

Roma, buona difesa ma alla fine è 1-1 a Napoli

condividi su facebook condividi su twitter 29-10-2018

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Roma, buona difesa ma alla fine è 1-1 a Napoli

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma pareggia 1-1 al San Paolo contro il Napoli. Se sulla carta e per la mole di gioco degli uomini di Ancelotti il risultato è ottimo, per come si era messo l’incontro potrebbe sembrare una piccola beffa.

I giallorossi sono stati attenti in fase difensiva per quasi tutta la gara e dopo il vantaggio arrivato su una sporadica azione di contropiede grazie al gol di El Shaarawy al 14’, la manovra è stata quasi sempre dei padroni di casa.

Eppure, i ragazzi di Di Francesco hanno di che lamentarsi. Se nel primo tempo il contatto Santon-Fabian Ruiz era sembrato sospetto, ancora di più lo è quello accaduto nella ripresa, quando Dzeko era a tu per tu con Ospina ed è stato spinto da Albiol ed è caduto a terra.

Il centravanti della Roma aveva avuto un’occasione simile anche nella prima frazione di gioco ma l’estremo difensore partenopeo era riuscito ad intercettare il dribbling in un primo momento e sul tiro successivo del 9 bosniaco era stato Albiol a negargli la gioia del gol salvando sulla linea. Per il resto, si è trattato quasi di un monologo azzurro. Il Napoli ha pressato alto per tutto il match e ha creato diverse occasioni da gol e messo a referto ben 18 calci d’angolo ma avendo solo 3 saltatori e contro la contraerea giallorossa, ha avuto vita dura.

Il tecnico napoletano ha giocato una gara simile a quelle dell’era Sarri ma con maggior raziocinio e lasciando più libertà di manovra ad Insigne, che agiva libero di svariare sul centrosinistra in supporto all’unica punta Milik e con Callejon e Ruiz esterni di fascia in un 4-4-2 che pendeva più verso destra e con il solo Mario Rui pronto al cross dall’altro lato e l'ex Betis Siviglia più abile nel palleggio.

Proprio lo spagnolo è stato protagonista dell’azione più pericolosa del primo tempo per i suoi, quando ha dribblato 4 giocatori della Roma come fossero birilli e poi ha ceduto il pallone ad Insigne che si è visto deviare la conclusione in angolo dalla scivolata di Manolas.

A proposito del greco, possiamo dire che c’è stata una Roma prima e dopo di lui, come prima e dopo De Rossi. Con loro 2 in campo, la squadra è apparsa più sicura in fase difensiva e nonostante la grande mole sviluppata dai partenopei, pochi sono stati i reali pericoli corsi da Olsen se non l’azione descritta in precedenza e qualche tiro dalla distanza ben parati dal portiere svedese. Purtroppo, il capitano giallorosso a pochi minuti dalla fine del primo tempo ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema al ginocchio che si porta avanti da un pò di tempo ed al suo posto è entrato Cristante e la differenza è stata subito evidente.

L’ex Atalanta in giallorosso non ha mai saputo dare qualcosa di importante ed anzi ha spesso perso palloni sanguinosi in zone del campo in cui non si possono cedere all’avversario. Nonostante Di Francesco nel post-gara abbia detto di esser tornato al 4-3-3 per far sentire più a loro agio lo stesso Cristante e Lorenzo Pellegrini, nei fatti il numero 7 romanista è calato ed il suo compagno non è proprio entrato in partita.

La svolta in favore del Napoli è arrivata sì con l’ingresso di Mertens al posto di un voglioso ma mai pericoloso Milik ma soprattutto col cambio Fazio-Manolas per un problema muscolare dell’ex Olympiakos. La rete del pari ne è l’emblema: l’argentino ha marcato a distanza Callejon, che ha avuto il tempo di girare verso la porta un tiro piuttosto debole ma ben indirizzato verso Mertens, che partito da posizione regolare, più che beffare Olsen, ha sorpreso un Kolarov spesso distratto in questo tipo di azioni (vedi primo gol incassato col Milan in questa stagione).

Alla fine, pareggio giusto ma che lascia l’amaro in bocca per come è arrivato ma non per il livello di gioco e di valore tecnico delle 2 squadre, fino allo scorso anno vicinissime ed ora piuttosto distanti. Purtroppo, quando in 2 anni si passa da un centrocampo formato da Pjanic, Strootman e Nainggolan a Nzonzi, Cristante e Pellegrini le responsabilità del mister ci sono ma fino ad un certo punto.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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