In punta di penna

Roma già qualificata alla prossima Champions ma vuole anche il terzo posto

condividi su facebook condividi su twitter 14-05-2018

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Roma già qualificata alla prossima Champions ma vuole anche il terzo posto

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI -La Roma pareggia 0-0 contro la Juventus e vede i bianconeri festeggiare il settimo scudetto consecutivo ma non si sono lasciati andare come capitato più volte negli anni passati. Nel primo tempo, gli uomini di Di Francesco hanno imposto gioco e ritmo non riuscendo però a rendersi realmente pericolosi. La squadra ha dimostrato di voler puntare al terzo posto, nonostante sia matematicamente in Champions League, grazie alla sconfitta dell’Inter il giorno precedente. La ripresa è stata ben diversa soprattutto dopo l'esplusione di Nainggolan. A quel punto, la partita l'hanno fatta gli ospiti, che hanno addormentato il match per conservare lo 0-0 che voleva dire titolo in cassaforte. Ora servirà fare almeno un punto a Reggio Emilia contro il Sassuolo per ottenere il gradino più basso del podio. Non è solo una questione di prestigio e di rivalità cittadina, la terza posizione garantirebbe un introito immediato di circa 5 milioni e sarebbe importante anche per il market pool della prossima stagione. Nell’era del fair play finanziario, conta anche questo. La Roma ha dovuto fare a meno di diversi giocatori importanti come Manolas e Perotti per tutta la gara, poiché ancora alle prese con guai fisici e Strootman è entrato nel finale ma pure lui non era al 100%, mentre di fronte i bianconeri avevano schierato tutta l’artiglieria pesante fatta eccezione per Douglas Costa, entrato comunque a metà ripresa. La prima frazione di gioco è stata gradevole per il gioco espresso con i giallorossi a fare il match e gli uomini di Allegri pronti a colpire in contropiede. Poche le conclusioni a rete ma buon ritmo per 2 squadre che avevano la testa libera. La Roma dovrà ripartire dai suoi punti cardine senza farsi indurre in tentazione dalle vie del mercato, in quanto le basi sono state messe ed ora serve solo puntellare nelle zone di campo in cui mancano alternative di spessore ai titolari. Per competere con la Juventus, il Napoli e qualche sorpresa che ogni anno la serie A regala questa rosa va rinforzata come detto dallo stesso tecnico romanista e da Daniele De Rossi, sempre molto sincero nelle sue interviste. Si è parlato molto di una possibile cessione “eccellente” per fare mercato ma se si vuole puntare a grandi traguardi è proprio quello che non si deve fare. Il tesoretto che serve può esser racimolato con cessioni "minori" come quelle di Skoruspki, Bruno Peres, Gonalons, Gerson (magari mandato in prestito a giocare), Defrel, tutti giocatori che hanno reso decisamente meno di quanto ci si aspettasse. Forse, l’unico giocatore di primo piano che potrebbe esser sacrificato, in caso non si trovasse a breve una soluzione contrattuale, potrebbe esser Alessandro Florenzi. Il jolly giallorosso ha il contratto in scadenza a giugno del 2019 ed il rinnovo tarda ad arrivare. I giornali hanno più volte accostato il nome del numero 24 della Roma ad Inter e Juventus. Nel primo caso, sarebbe stato espressamente richiesto dal suo ex tecnico Spalletti, che potrebbe impiegarlo nel ruolo che attualmente ricopre Candreva ma anche alla Juventus potrebbe esser utile come dopo-Lichsteiner nel ruolo di terzino destro, ruolo che svolge con continuità da 2-3 anni. Se invece il sacrificato fosse Manolas, giocatore fondamentale nel reparto difensivo, sarebbe come tornare al passato in stile Sabatini, che ogni anno cedeva il difensore più forte. Anche la cessione di un centrocampista tra Strootman, Nainggolan e Pellegrini garantirebbe forse liquidità ma non farebbe fare quel salto di qualità che serve per imporsi almeno in Italia. Davanti, nonostante l’annata negativa, si potrebbe dare una prova d’appello a Patrick Schick, sia per la spesa effettuata e la difficoltà nel riuscire a venderlo facendoci una buon plusvalenza e sia perché con un’adeguata preparazione e con le doti fisiche e tecniche innegabili, può diventare un giocatore importante. Defrel a parte, gli altri uomini d’attacco vanno tenuti, compresi El Shaarawy e Perotti, che vengono considerati da alcuni buoni ma non ottimi per poter vincere. E’ vero, il primo non è sempre continuo nei 90’ e nel corso della stagione ma ha “strappi” durante le gare che pochi hanno nel nostro campionato e l’argentino è uno dei pochi a superare l’uomo ed a saper far gioco dal centrocampo in su. Perotti è anche cresciuto molto tatticamente grazie a Di Francesco, che non lo fa giocare solo sulla linea del fallo laterale ma lo rende protagonista nel corso dell’incontro. A questi, andrebbero aggiunti un portiere di riserva esperto, un terzino destro in grado di giocare anche a sinistra (stile Darmian), un terzino sinistro che possa far rifiatare Kolarov e faccia crescere senza pressioni Luca Pellegrini ed un centrale difensivo che completi il reparto mandando Capradossi a giocare in serie A. A centrocampo, servirebbero un regista alla Badelj ed un incursore alla Fellaini, mentre la spesa maggiore andrebbe fatta per un giocatore di spessore internazionale che possa alternarsi con Under sulla fascia destra. Poche cessioni, pochi acquisti ma in grado di rendere la Roma competitiva non solo numericamente ma anche qualitativamente ed avere anche maggiore esperienza internazionale quando si va a giocare sfide decisive con squadre come Chelsea, Liverpool, Barcellona, ma anche Real Madrid, Bayern Monaco e le altre grandi d’Europa. Senza pensare che il passaggio del turno con una di queste sia un miracolo ma solo il risultato di un buon lavoro svolto da società e staff tecnico. Prima di tutto questo, però, bisogna far punti a Reggio Emilia, perché il terzo posto ha un grande valore ma dev’esser un punto di partenza per preparare una grande annata.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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