In punta di penna

Roma, quanta fatica per battere un Genoa rabberciato

condividi su facebook condividi su twitter 19-04-2018

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Roma, quanta fatica per battere un Genoa rabberciato

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma vince 2-1 in casa col Genoa ma faticando più del necessario. I giallorossi scendono in campo con una formazione inedita non nel modulo quanto negli uomini messi in campo. Di Francesco opta per un turnover massiccio a centrocampo cambiando tutti e 3 i titolari con Gerson, Gonalons e Pellegrini al posto di Strootman, De Rossi e Nainggolan. Si rivede Under dal primo minuto e con il sempre presente Dzeko, c’è El Shaarawy al posto dell’infortunato Perotti. Dietro, turno di riposo per Manolas, uscito affaticato dal derby e Florenzi titolare al posto di Bruno Peres e capitano di giornata, che lo aveva sostituito contro la Lazio. Le scorie di Barcellona e del match coi biancocelesti si fanno ancora sentire, soprattutto durante la gara ma la formazione giallorossa parte bene e ha alcune opportunità per passare in vantaggio ma i tentativi non trovano mai la porta difesa da Perin. Poi, arriva la svolta: punizione da sinistra di Kolarov che attraversa tutta l’area ed Under piazzato sul secondo palo, si getta con convinzione sul pallone e lo indirizza bene alto sul palo alla sinistra dell’estremo difensore genoano. Il match sembra essersi messo in discesa, con i rossoblu che non appaiono col fuoco sacro delle grandi occasioni ed i romanisti appaiono in pieno controllo dell’incontro. Ad inizio ripresa, Zukanovic segna di testa ma nella sua porta sugli sviluppi di un corner battuto dal solito Kolarov e così la pratica pare archiviata. Un pasticcio nella gestione del pallone tra Gonalons e Gerson (che si fa rubar palla da Rigoni), fa sì che il pallone finisca tra i piedi di Pandev, bravo a lanciare nello spazio Lapadula, che tira dal limite dell’area con Alisson che non può far nulla per impedire la rete del 2-1. Ballardini sente aria di pareggio e fa tutti e 3 i cambi nei primi 18’ del secondo tempo. Il neoentrato Pepito Rossi ha l’occasione del pari ma il portiere brasiliano riesce a respingere il pallone in calcio d’angolo. I giallorossi soffrono tanto, forse troppo, pur giocando con diversi non titolarissimi ma lo stesso si può dire degli ospiti che lasciano 90 minuti in panchina Laxalt, Veloso ed il solo Cofie entra a gara in corso. L’ultima parte di gara vede i Grifoni cercare il pari con più convinzione di quanto la Roma non tenti di chiuderla ed il mister giallorosso prova le contromosse Schick per uno stanco Under, Manolas per Gerson e Strootman per El Shaarawy per dare equilibrio e solidità a difesa e centrocampo. La Roma ha 2-3 azioni da gol che meritavano maggior fortuna: in una Dzeko si inventa un assist pregevolissimo in area di rigore per Florenzi, che solo davanti a Perin si fa deviare il pallone in angolo dall’avversario; sul secondo, lo stesso terzino romanista riceve un bel pallone nello spazio da Gonalons, entra in area ed invece di servire Dzeko completamente libero al centro dell’area, riprova a battere il capitano dei genoani ma anche stavolta perde il duello, con il numero 9 giallorosso che viene anticipato sul tap-in quando si sentiva sicuro di segnare. Il centravanti bosniaco non la prende per nulla bene e rimprovera il compagno di squadra in maniera dura sia in campo che al termine dell’incontro. Nei momenti decisivi di partite e campionati, gli egoismi non dovrebbero mai prevalere sul bene comune. Se un giocatore è posizionato meglio, va servito, in particolar modo se questo calciatore è il tuo centravanti che sicuramente ha un rapporto con il gol migliore di chiunque altro in squadra. Responsabilità, leadership, carisma sono tutti aspetti determinanti per indossare la fascia di capitano, che va onorata anche con atti di umiltà e non cercando la gioia personale. Per quanto riguarda la squadra in generale, come affermato dallo stesso tecnico nel post-partita, tutte le sfide devono esser considerate importanti e non vanno prese sotto gamba, altrimenti si continueranno a perdere punti decisivi. Se la Roma non ha già staccato il tagliando per la prossima Champions League, è proprio per questa prosopopea (a volte anche inconscia) del gruppo che si sente superiore e pensa che si vincano le gare solo scendendo in campo. L’Inter ha vinto comodamente in casa contro il Cagliari e resta ad una lunghezza di distanza, la Lazio ha dimostrato che non si dà mai per vinta e che ha sempre giocatori in grado di rimettere in piedi anche gli incontri più insperati come contro la Fiorentina ed è ancora a pari punti con i giallorossi. In Serie A e nell’ultima parte di campionato quando si è più stanchi, anche le formazioni di bassa classifica possono rivelarsi insidiose perché mettono il 200% delle proprie energie per cercare di non retrocedere. A tal proposito, sabato i giallorossi affronteranno la Spal, squadra quartultima che ha fatto penare il Napoli, la stessa Lazio che poi vinse largamente ma faticando all'inizio e soprattutto la Juventus, che non andò lo 0-0. Parola d’ordine: non sottovalutare nessuno e pensare che siano tutte come il Liverpool.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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