In punta di penna

Roma sconfitta più da se stessa che dal Barca

condividi su facebook condividi su twitter 05-04-2018

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Roma sconfitta più da se stessa che dal Barca

INSIDEROMA.COM -MASSIMO DE CARIDI - La Roma perde 4-1 al Camp Nou con il Barcellona. Alla vigilia, questo risultato sembrava poterci stare contro la corazzata blaugrana piena di fenomeni come quella di Messi e compagni ma il campo ha detto ben altro. Non è una sconfitta paragonabile a quella subita 2 stagioni fa, stavolta gli uomini di Di Francesco giocano un primo tempo alla pari con gli avversari, chiudono la prima parte di gara sotto di un gol che si segnano da soli ma possono recriminare per 2 calci di rigore (primo nettissimo su Dzeko quando si era ancora sullo 0-0 ed il secondo a pochi minuti dallo scadere della prima frazione ma viene concessa solo la punizione dal limite). L’arbitro è Makkelie, olandese come Van Der Ende, che molti ricorderanno per aver diretto un Roma-Atletico Madrid di coppa Uefa di qualche anno fa nel quale indirizzò l’incontro totalmente in favore dei colchoneros annullando gol regolari ai giallorossi che avrebbero cambiato le sorti del match e del passaggio del turno. Anche in questa circostanza, il peso delle società spagnole si è fatto sentire e soprattutto quello del Barcellona, club da sempre fortissimo sia in campo che nelle stanze che contano. Ci si aspettava una Roma che andasse in Catalogna come un agnello sacrificale ed invece, nonostante il punteggio, anche gli stessi calciatori blaugrana hanno ammesso il valore della formazione romanista. Peccato per le gravi assenze di Cengiz Under e Radja Nainggolan, che avrebbero dato maggiore concretezza sotto porta il primo e maggiore esperienza e dinamismo a metà campo il secondo. Ad eccezione di Florenzi e Gonalons, gli altri hanno giocato tutti almeno una gara sufficiente, con qualche picco verso l’alto come Dzeko ed in parte Perotti e verso il basso di De Rossi post-autorete e Pellegrini. Il centravanti della Roma continua a segnare nelle partite che contano, ad esser un fattore importante nel momento fondamentale della stagione ed è anche un trascinatore (non negli atteggiamenti ma per come si impegna), purtroppo ci sono troppe lacune tecniche in zone del campo decisive. Se De Rossi ha un raffreddore, il sostituto naturale è Maxime Gonalons, forse la maggiore delusione del calciomercato estivo. L’ex capitano del Lione ha un passo troppo lento per poter esser al pari dei compagni e giocare in competizioni così importanti, almeno con la maglia della Roma. Oltre al sanguinoso errore nel cercare di stoppare un tiro in porta di Jordi Alba che ha fatto da assist a Suarez per la rete del 4-1, col suo ingresso in campo, i blaugrana hanno avuto vita facile nelle ripartenze centrali e nell’arrivare senza difficoltà nei pressi della difesa giallorossa. Un pesce fuor d’acqua a cui sono state date tante prove d’appello fallite tutte. Un altro giocatore nettamente sotto la sufficienza anche in questa occasione è Alessandro Florenzi. Appare sul terreno di gioco con una ventina di minuti di ritardo rispetto ai compagni, a volte è nel posto giusto ma non fa mai la scelta giusta, non tira in porta quando dovrebbe, non passa il pallone al compagno smarcato, corre a vuoto e mette in difficoltà Bruno Peres in fase difensiva e non dà adeguata copertura nei raddoppi sugli esterni del Barca. Eppure, dopo tanto tempo, era tornato a giocare nella sua posizione ideale: quella di esterno alto a destra ma i risultati non sono minimamente paragonabili all’era Garcia. L’involuzione del numero 24 giallorosso è preoccupante ed il rinnovo di contratto che tarda ad arrivare non è certamente un buon segnale. Completamente opposta è la gara di Bruno Peres, preciso ed attento in chiusura ed utile in avanti senza mai strafare o cercare giocate che non sono nel suo repertorio. Forse la miglior partita da quando veste la maglia della Roma, anche in proporzione all’avversario che si aveva di fronte. Controlla Jordi Alba, che è un cliente difficilissimo, non si nasconde e riesce pure a vincere contrasti in parti del campo fondamentali. Altro giocatore molto criticato da quando è rientrato dal doppio infortunio che lo ha tenuto fuori per 2 anni è Kevin Strootman, al quale manca solo il suo tiro potente e la tenuta atletica ad altissimi livelli per tutti i 90’ per poter dire di esser tornato quello di un tempo. Nella prima frazione di gioco, regge il centrocampo praticamente da solo sia quando il pallone è in possesso di palla dei giallorossi, facendo ripartire l’azione con precisione ed attenzione, sia quando la sfera è nei piedi dei padroni di casa andando a chiamare il pressing alto anche sul portiere. E’ un altro di quelli che non ci sta a perdere mai, figuriamoci in un match importante come quello col Barcellona. Cala fisicamente alla distanza ma era ampiamente comprensibile. Luci ed ombre, invece, per quanto riguarda la prova di Pellegrini e De Rossi. Il giovane ex Sassuolo soffre un pò il Camp Nou e nei primi 20’ si fa fatica a capire dove sia, poi però prende coraggio e fiducia e la sua prestazione cresce andando a sradicare palle importanti alle punte del Barcellona e a rendersi pericoloso dalle parti di ter Stegen soprattutto quando viene atterrato da Umtiti a pochi minuti dall’intervallo. Bravo lui nella circostanza a farsi fare fallo, meno il direttore di gara a non assegnare il rigore, poiché il tocco del difensore blaugrana è sulla riga dell’area di rigore. Pellegrini, poi, strappa la punizione a Kolarov, che da lì avrebbe potuto far male ed invece vuole tirare lui ma colpisce la barriera. Ha sicuramente dimostrato personalità nel prendersi quella responsabilità, meno nel calciarla in quel modo. Nonostante le 4 reti incassate, i 2 autogol e l’assist di un romanista a Suarez, la fase difensiva della Roma ha ampiamente fatto il suo contro una macchina da guerra come quella del Barca non era facile. Impedire a Messi di segnare è già una notizia anche se per farlo, si sono commesse delle ingenuità non indifferenti. Anche in avanti si poteva fare di più e meglio ma le conclusioni a rete di ci sono state ma non il cinismo della grande squadra (vedi la zampata di Suarez per il 4-1). Ora la testa deve andare subito alla gara di sabato con la Fiorentina, perché sarà anche bello arrivare ai quarti di Champions League ma per sentire nuovamente la musichetta di questa competizione la prossima stagione, è determinante vincere contro i Viola. La Roma ha bisogno di esser una presenza costante nell’Europa che conta per crescere in immagine, autostima e prestigio e l’attenzione nelle sfide tra andata e ritorno con i blaugrana doveva, deve e dovrà esser massima per non ripetere match come quelli col Bologna e tenere a distanza le inseguitrici.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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