In punta di penna

Solo applausi per un gruppo di uomini veri

condividi su facebook condividi su twitter 03-05-2018

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Solo applausi per un gruppo di uomini veri

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma esce dalla Champions League vincendo 4-2 ma non basta per la seconda grande rimonta. I giallorossi partono subito col piglio giusto ma manca il gol nei primi minuti, come invece era accaduto contro il Barcellona.

Quando sembra che la rete possa comunque arrivare da un momento all’altro, Nainggolan commette un banale errore passando il pallone dall’esterno al centro e Firmino è bravo ad impossessarsene, a partire a testa bassa in contropiede ed a servire Manè in maniera perfetta, altrettanto bene fa l’esterno dei Reds, che trafigge Alisson. La partita si mette immediatamente in salita ed in quel momento sembrava una montagna da scalare poiché bisognava farne 4 per passare il turno. Poco dopo, però, un lampo: cross di Florenzi che appare lungo ma El Shaarawy salta molto in alto e riesce a rimettere in mezzo, Lovren rinvia addosso a Milner che devia nella sua porta. A quel punto, è 1-1 e mancano ancora tanti minuti, si ricomincia da quello che si doveva fare prima dell’inizio della gara.

Come se non fosse bastata la prima rete del Liverpool, gli uomini di Klopp vanno di nuovo in vantaggio, stavolta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. L'autore del 2-1 per gli ospiti è Wijnaldum, centrocampista olandese, che approfitta di una svista arbitrale per depositare il pallone alle spalle del portiere giallorosso. Pochi minuti prima, l’arbitro Skomina aveva concesso fallo alla difesa dei Reds per una lieve spinta di Schick su Van Dyck nell’area del Liverpool, stesso fallo commesso da un calciatore inglese nell’area romanista che ha fatto sì che Dzeko colpisse il pallone di testa verso la sua porta e lo stesso finisse dalle parti del numero 5 avversario bravo in ogni caso a beffare Alisson. Altra doccia gelata per la Roma, che ora ne deve fare sì 4 ma per andare ai supplementari. El Shaarawy si costruisce magnificamente l’occasione per il nuovo pareggio con nuova deviazione di Milner che poteva farsi il secondo autogol di giornata ma il palo (e sono 26 in stagione!) dice ancora no ai giallorossi. La squadra di Di Francesco ha giocato meglio dei Reds nella prima frazione di gioco ma ha rischiato troppo in fase difensiva, lasciando in parità numerica gli avversari quando questi ripartivano in contropiede.

Il solo Pellegrini correva per tutto il campo dandosi un gran da fare per riuscire a cucire la manovra ed a mantenere le distanze strette tra difesa ed attacco ma tra i due reparti parevano esserci diversi chilometri. La pausa tra i 2 tempi è servita molto con il tecnico romanista bravo a spronare i suoi ed a farli credere ancora nella possibilità di ribaltare le sorti della contesa. Pronti via, è di nuovo il direttore di gara, stavolta insieme ai suoi assistenti, ad esser protagonista in negativo. Edin Dzeko parte da posizione regolare e supera il portiere Karius in uscita, che lo stende. Sarebbe rigore netto e giallo ma il guardalinee segnala un inesistente fuorigioco e così si riparte con la punizione per gli uomini di Jurgen Klopp.

Più ne subisce e più la Roma non ci sta. E’ ancora il Faraone a suonare la carica con un tiro a giro che l’estremo difensore degli inglesi respinge sui piedi di Dzeko, bravo a controllare ed a girare sul secondo palo spiazzando portiere e difensori in arrivo. Si torna in parità e mancano ancora circa 35 minuti. I giallorossi ci credono tantissimo e su un bel cross di Florenzi, Dzeko devia il pallone di testa verso El Shaarawy che a botta sicura si vede respingere il pallone con le mani distanti dal corpo e quasi sulla linea di porta dal terzino destro Alexander-Arnold ma per l’arbitro è solo calcio d’angolo e sarebbe stato anche rosso diretto oltre che calcio di rigore. Terza decisione scandalosa che penalizza la Roma, che si sommano alle 2 reti irregolari segnate dai Reds all’andata. Certo, i rigori vanno segnati (e gli uomini di Di Francesco lo hanno fatto in entrambi gli incontri contro il Liverpool) ma sarebbe stato corretto assegnarli.

A fine gara, molti dirigenti tra cui il presidente Pallotta ed il ds Monchi hanno chiesto a gran voce l’introduzione del Var, come fatto dalle alte sfere della Juventus al termine del match di Madrid contro il Real ma poco conta a questo punto.

Quando tutto sembra esser finito, ecco che proprio chi aveva fatto la “frittata” ad inizio partita (Nainggolan) decide di salire in cattedra dopo 80’ veramente negativi. Il belga prima realizza la rete del 3-2 con un tiro dal limite a filo d’erba, che bacia il palo e si deposita in rete e poi trasforma il rigore del definitivo 4-2 nell’ultimo minuto di recupero. Ad esser onesti, dei 3 episodi da penalty, il meno evidente era proprio quello concesso per fallo di mano di Klavan su tiro ravvicinato del neoentrato Under con il braccio attaccato al corpo ed il pallone che tocca prima la coscia ma forse è stato dato per compensare i 2 netti non dati in precedenza e quando la contesa era virtualmente chiusa.

E’ vero, la Roma a Liverpool per almeno 60’ non sembrava esser in campo ed è stata in balìa totale dei Reds ma negli altri 120’ ha dimostrato di esser alla pari e per larghi tratti anche superiore ai prossimi avversari del Real Madrid a Kiev il 26 maggio ma se i 2 direttori di gara ed i loro assistenti avessero applicato il regolamento, a sfidare i blancos ci sarebbe la squadra che ha vinto il girone più difficile della Champions League di questa stagione avendo eliminato l’Atletico Madrid, che ha segnato 6 gol al Chelsea in 2 sfide e vincendo 3-0 all’Olimpico, che ha fatto fuori lo Shakthar Donetsk squadra campione d’Ucraina, ha mandato a casa il Barcellona in un’epica rimonta ai quarti vincendo 3-0 nel proprio stadio dopo aver perso 4-1 in Catalogna ed è sinora l’unica formazione ad aver sconfitto il Liverpool nella massima competizione europea.

Un ruolino di marcia in campo internazionale da leccarsi i baffi e che ha reso l'intero popolo giallorosso orgoglioso di questi ragazzi, che sembravano la cenerentola ed invece avrebbero meritato di sentire la “musichetta” della Champions League anche in Ucraina davanti ai 12 volte campioni d’Europa pensando addirittura di giocarsela alla pari.

Più di così non si poteva chiedere, ricordandosi poi che nel momento decisivo sono venuti a mancare Strootman e Perotti per infortunio, che certamente avrebbero portato maggiore esperienza e tecnica alla squadra. L’argentino avrebbe potuto mettere in difficoltà Robertson come El Shaarawy ha fatto con Alexander-Arnold e magari l’olandese avrebbe potuto dare più equilibrio alla mediana sia in fase di copertura che di impostazione e di pressing alto.

Non è andata così ma questo cammino fa capire che anche nell’Europa che conta si può fare strada pur non avendo Messi e CR7 ma con l’unione d’intenti, la determinazione e la voglia di crederci sino all’ultimo secondo. Tutti insegnamenti portati da un tecnico all’esordio in questa competizione e l'augurio è che l’anno prossimo ci si possa riprovare magari sbagliando qualcosa in meno in alcuni momenti di gare decisive per non tentare sempre l’impresa ma giocandosela in maniera meno difficoltosa pure nei return-match.

L’esperienza sarà fondamentale per un allenatore che prima dell’esordio in campionato qualcuno aveva bollato come “inadatto” ad una piazza come Roma e che invece è andato ad un passo dal compiere un’impresa riuscita solo al più grande trainer della storia giallorossa: Niels “Liddas” Liedholm. Solo complimenti per Di Francesco ed i suoi ragazzi e che l’anno venturo si possa fare quel passo in più per raggiungere obiettivi che sulla carta appaiono irraggiungibili e che invece così insormontabili non sono.

La società, la dirigenza tutta dovranno fare un ottimo lavoro sul mercato per rendere la rosa maggiormente competitiva per lottare in tutte le manifestazioni ma il percorso è quello giusto e siamo convinti che il duo Monchi-Di Francesco potrà e dovrà dare quei trofei che mancano da ormai 10 anni o anche qualcuno di nuovo e sinora solo sognato. Adesso, però, l’unica cosa che si può dire è grazie e che queste ultime 3 giornate di campionato permettano alla Roma di rivivere anche la prossima stagione le notti magiche come quella vissuta il 2 maggio 2018, magari finalmente con un risultato positivo.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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