In punta di penna

Terzo blackout consecutivo dopo la sosta. Giallorossi sconfitti ad Udine

condividi su facebook condividi su twitter 25-11-2018

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Terzo blackout consecutivo dopo la sosta. Giallorossi sconfitti ad Udine

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma perde 1-0 alla Dacia Arena contro l’Udinese in una gara dove i padroni di casa hanno giocato al gatto col topo. Sterile possesso palla degli uomini di Di Francesco (77% al primo tempo) e contropiedi pericolosi dei bianconeri.

I giallorossi avevano sì parecchie assenze ma la formazione schierata dal tecnico romanista era ampiamente in grado di portare a casa i 3 punti e non l’ennesima figuraccia dopo la sosta. Nuova battuta d’arresto al ritorno dalla pausa per le Nazionali, che segue il pareggio casalingo contro il Chievo e la sconfitta all’Olimpico contro la SPAL. La differenza con i club che la precedono è questa: la mancanza di concentrazione e cattiveria. Quando sono out contemporaneamente Manolas, De Rossi e Dzeko per motivi vari, ne risente tutta la squadra, la personalità che mettono loro in campo è un fattore determinante in una rosa così giovane ed inesperta.

L’Udinese aveva voglia di dimostrare di non meritare la posizione che occupa in classifica ed il nuovo allenatore Davide Nicola era lì pronto a dare la scossa ai suoi. Scelta coraggiosa quella di lasciare in panchina capitan Lasagna, che viene da un inizio di stagione non particolarmente positivo e di schierare Pussetto prima punta con alle spalle De Paul. Buona la prova dell’argentino, che era anche andato a segno nella ripresa se non fosse intervenuta la VAR per un evidente fallo di mano dopo lo stop di petto. Il numero 10 dei friulani, invece, sta confermando di esser in splendida forma e la rete messa a segno ne è la riprova. Driblla un paio di avversari ed all’ingresso in area di rigore fa un pallonetto pregevole a tu per tu con Mirante (sostituto di giornata dell'indispobinile Olsen).

Anche in questa circostanza la Roma ha perso 2 pezzi: il portiere svedese prima della sfida ha avuto un problema muscolare che lo mette in dubbio anche per l’incontro in Champions League contro il Real Madrid e Lorenzo Pellegrini è dovuto uscire a 10’ dalla fine anche lui per un guaio fisico.

Fatto sta che la sterilità sotto porta della squadra giallorossa è sempre più preoccupante. La Roma ha prodotto 23 tiri ma solo 4-5 nello specchio della porta difesa da Musso e nessuno realmente pericoloso, ha conquistato 12 corner, molti dei quali finiti sulla testa dei romanisti ma senza mai impensierire la retroguardia udinese.

Erano molto più cattivi gli uomini di Nicola quando ripartivano, con la retroguardia capitolina spaesata e poco aiutata dai centrocampisti. Nzonzi e Cristante si vedevano solo in fase di ripartenza e possesso palla, manca qualcuno che possa cucire il gioco e che sforni assist alle punte, la presenza di Schick là davanti è stata praticamente nulla e tenerlo 70’ in campo è stato un errore, tanto per smentire chi ne tira la volata come sostituto di Dzeko. Non molto meglio ha fatto Kluivert, che si è mosso tanto ma ha prodotto pochissimo ed al momento della sostituzione con Under si è anche risentito. Il meno peggio del reparto offensivo è stato senz’altro El Shaarawy, che ha provato a creare un pò di scompiglio nella difesa friulana ma le sue conclusioni erano lente o imprecise.

Come spesso si è detto, è una rosa costruita male e con parecchie lacune e quando mancano quei 3-4 elementi essenziali, ne risentono tutti. Non esente da colpe il tecnico, che a parte i giocatori messi in campo, sta mancando nel dare un’idea non solo di gioco ma soprattutto di carattere e di un’unità d’intenti, quella che aveva trovato la passata stagione, anche grazie a qualche leader carismatico che ora non c’è più o è infortunato.

Ci sarà molto da lavorare nel mercato di gennaio se si vuole rimettere a posto la situazione, nella speranza che non sia già troppo tardi, visto che Inter in particolare ma anche Lazio e Milan (infortuni a parte) non staranno certo lì ad aspettare. Non basterà prendere un ragazzino di belle speranze ma servirà quasi fare una campagna acquisti ex novo, che quella estiva ha dato ben poco, retrocedendo la gerarchia dei giallorossi da terzi a sesti, bene che vada… Se Monchi doveva far fare il salto di qualità mantenendo il metodo Sabatini, diciamo che non è stata intrapresa la strada migliore e possiamo anche aggiungere che Manolas a parte, giocatori di grande livello da poter rivendere per fare plusvalenza sono finiti (unica eccezione potrebbe esser Under, che ancora deve migliorare molto sotto tanti punti di vista) ed erano tutti calciatori acquistati dall’attuale ds della Sampdoria…

Se Salah, Strootman e Nainggolan (solo per citarne 3) vengono sostituiti da giocatori inadatti, lenti e troppo acerbi, questi sono i risultati e la responsabilità del mister è quella di aver avallato tutto questo.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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