In punta di penna

Una boccata d'ossigeno per la Roma

condividi su facebook condividi su twitter 27-09-2018

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Una boccata d'ossigeno per la Roma

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma torna alla vittoria in campionato dopo 4 partite con un rotondo 4-0. Già di per sé questa è una bella notizia arrivata davanti al proprio pubblico dopo 2 pareggi e contro un Frosinone che non era certamente l’avversario più ostico da affrontare ma, come i giallorossi sanno bene, qualunque gara giocata con sufficienza può creare delle insidie (vedi Chievo e Bologna). Il tecnico abruzzese schiera un 4-2-3-1 piuttosto razionale con Nzonzi e De Rossi a fare da schermo davanti alla difesa e con Pastore finalmente nel suo ruolo naturale di trequartista più Santon terzino destro e Schick centravanti. Il match si mette subito bene per gli uomini di Di Francesco che passano in vantaggio con un bel tiro dalla distanza del migliore in campo Under, che batte Sportiello non proprio esente da colpe. Da lì in avanti sarà quasi un monologo romanista con l'unica eccezione il palo nel finale di gara degli ospiti a risultato già acquisisto e con l’ex interista che non fa rimpiangere né Florenzi né Karsdorp ed è forse la più bella sorpresa della giornata. Suo anche l’assist per il 2-0, quando Pastore replica la rete segnata contro l’Atalanta e va in gol allo stesso modo, sempre di tacco e sempre sotto curva Nord. L’ex PSG è in crescita e si vede anche dal fatto che vuole esser sempre al centro del gioco e della manovra, chiede palla ed imposta a tutto campo non dando punti di riferimento ai ciociari, si inserisce tra le linee avversarie creando superiorità numerica e ricominciando anche lui dalle cose semplici pure se quel colpo di classe dimostra l’eleganza e la tecnica che questo ragazzo possiede e che può mettere a disposizione ma deve migliorare ancora un pò in condizione fisica e deve esser più convinto nei contrasti e nei tiri. La prima frazione di gioco va via in serenità per i padroni di casa ma le insidie potevano esser dietro l’angolo al primo calo di concentrazione ed invece la squadra ha mantenuto il controllo dell’incontro come non aveva fatto nel precedente match casalingo contro il Chievo ed il risultato è stato che è andata ancora in gol con El Shaarawy servito alla perfezione da Under, che gli consegna un pallone con scritto: "Spingere in porta” ed il Faraone esegue. Nella ripresa c’è spazio per 2 esordi in serie A: prima quello di Nicolò Zaniolo, che aveva debuttato da titolare in Champions League al Bernabeu contro il Real Madrid, mostrando delle buone qualità e poi per Luca Pellegrini al posto di De Rossi, arrivato invece alla 600esima presenza in maglia giallorossa. Il giovane ex primavera interista viene schierato da trequartista al posto di Pastore, applaudito finalmente dall’intero stadio, giocando una partita senza particolari guizzi ma dimostrando che è un prospetto interessante e sul quale credere e che può rientrare nelle rotazioni, soprattutto se schierato dietro la prima punta e libero da compiti difensivi. Discorso a parte per il difensore cresciuto nel vivaio della Roma sotto l’ala protettiva di Alberto De Rossi. Luca Pellegrini è un talento che probabilmente avrebbe meritato di esordire già prima ma il suo infortunio al crociato ne ha compromesso la passata stagione ed in questa vuole farsi spazio e giocarsi le chance nel miglior modo possibile. La progressione che fa dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo, il contrasto spalla a spalla col difensore ospite e l’assist per il gol del 4-0 firmato da Kolarov (spostato da centrale di centrocampo per l’occasione) sono la dimostrazione di quanto detto. Certo, va rivisto in un contesto differente e con avversarie più probanti ma quando il serbo è stanco o non in forma come in questo inizio di stagione, invece di inventarsi soluzioni improvvisate come Marcano terzino sinistro, si potrebbe e dovrebbe dare fiducia a questo ragazzo, che se pur molto giovane, è altrettanto capace. Lo stesso spagnolo è entrato ad inizio ripresa al posto dell'affaticato Manolas e da centrale difensivo rimane una risorsa importante soprattutto in una difesa a 4 logica ed attenta come lo è stata quella vista contro i giocatori di mister Longo. Questa partita è servita a dare qualche buona indicazione come ad esempio Santon, che può far comodo e che magari a Roma può fare quel salto di qualità che non è riuscito a fare nell’ambiente Inter, difficile come quello giallorosso e che perdona poco soprattutto i propri giovani, come capita da queste parti. Questa gara ha detto che Zaniolo e Luca Pellegrini andrebbe utilizzati di più, visti i tanti impegni, che il 4-2-3-1 deve diventare il modulo-base di questa squadra, che Nzonzi e De Rossi possono ed anzi devono giocare insieme ma senza che uno dei 2 abbia compiti da mezzala, che Pastore riportato nel suo ruolo è un fattore importante, che Under ed El Shaarawy in questo momento sono gli esterni offensivi più affidabili, che forse il terzino destro può farlo Santon, se non commette errori di distrazione (vedi Inter-Juventus dello scorso campionato) e che l’unica nota stonata resta Patrick Schick. Il ceco rimane completamente avulso del resto della squadra, è piantato in area di rigore e non fa movimento, scompare dal gioco e si rende poco utie, fa una sola bella giocata (miracolo di Sportiello che manda il pallone sulla traversa) che poteva cambiargli la partita e forse la stagione in maglia giallorossa ma invece ci si trova di fronte all’ennesima prova incolore del centravanti di scorta, schierato per tutto il match per far riposare Dzeko in vista del derby di sabato. Mancano 2 giorni alla stracittadina e questa boccata d’ossigeno serviva veramente all’ambiente romanista, che stava sprofondando in una depressione ed in uno scoramento enorme. Vincere per ripartire, “come se il campionato fosse iniziato dal Frosinone”, citando il trainer della Roma. Questo deve essere e si vedrà se veramente così è già nella sfida contro la Lazio.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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