In punta di penna

Una squadra da ricostruire da cima a fondo

condividi su facebook condividi su twitter 17-03-2019

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Una squadra da ricostruire da cima a fondo

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma perde a Ferrara contro la SPAL per 2-1. I giallorossi non venivano sconfitti nella doppia sfida dagli emiliani da ben 53 anni e c’era ancora Fabio Capello in campo nelle fila dei biancocelesti. Già solo questo dato dovrebbe far capire quanto male si sia fatto in questa gara, specchio della stagione.

Appena arrivato a Roma, Claudio Ranieri è stato considerato il salvatore della patria, poiché in molti hanno dato le maggiori responsabilità di questa situazione al tecnico precedente, Eusebio Di Francesco. E’ vero, mancavano 7 giocatori di cui 6 titolari o quasi ma spesso era capitato anche al mister abruzzese di giocare in totale emergenza anche match più importanti di quello disputato contro gli uomini di Semplici.

La verità è che questa rosa è stata costruita male da chi ha svolto il compito di direttore sportivo per quasi 2 anni depauperando il patrimonio che aveva trovato al suo arrivo. Cessioni a prezzi abbastanza contenuti per arrivare ad acquisti decisamente troppo costosi e poco redditizi. L’emblema di tutto questo è Steven Nzonzi ma anche Javier Pastore. Per questi 2 calciatori, Monchi ha fatto spendere alla società una cifra vicina ai 60 milioni di euro (ingaggi onerosi esclusi) per cedere Strootman e Nainggolan a cifre ed ingaggi simili se non inferiori.

Un conto è fare le plusvalenze come fatto da Walter Sabatini, che potevano piacere o meno ma quello era il diktat societario, un altro è cedere grandi giocatori per acquisirne altri di livello inferiore o sul viale del tramonto. Il ds perugino aveva magari ceduto calciatori di spessore o che lo sarebbero diventati come Marquinhos sostituito con Benatia e quando ha ceduto il marocchino, lo ha rimpiazzato con Manolas. La difesa non ha fatto un salto di qualità vendendo un giocatore importante e prendendone un altro ma certamente non si è mai indebolita.

Se pensiamo che lo spagnolo al suo arrivo poteva contare su calciatori del calibro di Rudiger, Digne, Nainggolan, Strootman, Pjanic, Salah ed Alisson e li ha venduti non a cifre iperboliche (eccezion fatta per il portiere brasiliano, che ha comunque dimostrato di valerli tutti) in cambio di Moreno prima e Marcano poi, Kolarov (unico valore aggiunto pur se avanti con l’età), Olsen, Santon, Cristante, Nzonzi, Coric, Schick, Zaniolo ed Under (gli ultimi 2 ottimi prospetti ma non paragonabili all’asso egiziano che è esploso definitivamente a Liverpool).

L’unica operazione che a conti fatti ha fatto guadagnare la Roma è stata quella Zaniolo e Santon in cambio di Nainggolan e 25 milioni anche grazie alla fiducia data all’ex Primavera dell’Inter da parte di Di Francesco, che ama responsabilizzare i giovani e dar loro delle chance importanti, cosa che non tutti i tecnici amano fare.

La formazione schierata da Ranieri contro la SPAL è una squadra a malapena un gradino sopra la lotta per la salvezza e se non è ancora più scarsa, è grazie ai calciatori comprati da Sabatini, con Fazio come unica eccezione visto il pessimo rendimento stagionale.

Non si può dire che la proprietà non abbia speso tanti soldi nel mercato estivo ma è la qualità degli acquisti e delle cessioni a non esser stata adeguata. Peggio ancora si è fatta a gennaio, quando l’unica operazione è stata quella di cedere in prestito Luca Pellegrini al Cagliari per farlo giocare con continuità ma chiedendo così a Kolarov un superlavoro, che ha pagato a livello fisico e di prestazioni e contro la SPAL la sua assenza ha pesato tantissimo e non è la prima volta.

Era già successo contro gli stessi spallini all’andata ed a Bologna, dove si decise di schierare Luca Pellegrini in casa e nel capoluogo emiliano Marcano, scelte rivelatesi deleterie.

A questa squadra manca un costruttore di gioco, delle riserve adeguate sulle fasce difensive ed un titolare di primo piano accanto a Manolas, una valida alternativa a Dzeko ed un sostituto con le caratteristiche di Under ma con maggiore esperienza.

Si era parlato di Herrera a centrocampo e di Ziyech in avanti quest’estate e sarebbero stati 2 giocatori che avrebbero fatto fare il salto di qualità alla squadra al posto di Nzonzi e Pastore, errori imperdonabili che probabilmente hanno compromesso anche la stima della società nei confronti del lavoro del ds spagnolo vicino al ritorno al Siviglia, dove tanto bene ha fatto.

Se la società pensa che si possa continuare a fare “trading”, si allontanerà sempre di più dalle zone che contano ed il rischio che quest’anno non si entri in Champions League è molto alto. Sbagliare non si può più, a cominciare dalle scelte della presidenza rispetto al modo di fare mercato, al futuro tecnico ed al prossimo ds. Per vincere serve mantenere i pezzi migliori e migliorare la rosa con persone preparate all’interno del club, altrimenti si proseguirà a vivacchiare in attesa degli eventi.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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