In punta di penna

Una vittoria rigenerante

condividi su facebook condividi su twitter 30-09-2018

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Una vittoria rigenerante

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma conquista meritatamente la vittoria per 3-1 nel derby contro la Lazio. Non erano in molti, anche tra i sostenitori giallorossi, quelli che credevano che gli uomini di Di Francesco potessero portare a casa l’intera posta contro una formazione come quella allenata da Simone Inzaghi che veniva da 5 vittorie consecutive tra campionato ed Europa League. La formazione del tecnico abruzzese, invece, era reduce dai 3 punti conquistati facilmente contro il Frosinone dopo 4 partite senza vincere ma proprio quell’avversario non faceva tremare i polsi e non appariva come un test particolarmente probante. Un’indicazione importante, però, era stata data: ripartire dal 4-2-3-1 ed affidarsi alla coppia De Rossi-Nzonzi a centrocampo ed a Santon come terzino destro. Di Francesco ha ripetuto questo tipo di scelte che avevano convinto contro i ciociari ed i risultati sono stati altrettanto positivi. Era necessario anche dare continuità a Pastore nel ruolo di trequartista perché è lì che può fa le cose migliori, peccato che l’argentino sia costretto ad uscire poco dopo la mezz’ora per un problema al polpaccio ed al suo posto l’ex mister del Sassuolo preferisce inserire Lorenzo Pellegrini nel ruolo del Flaco anziché Cristante e la decisione (azzardata sulla carta) si rivela determinante per le sorti dell’incontro. Dopo 20’ di Lazio, scende in campo anche la  Roma che ha 3 buone occasioni prima di andare in vantaggio. La prima con Dzeko che trova uno Strakosha attento a respingergli la conclusione, nella seconda Pastore tira debolmente di sinistro addosso al portiere albanese e nella terza è bravo Luis Felipe ad anticipare Florenzi quando sembrava che il numero 24 fosse ormai a tu per tu con l’estremo difensore laziale. Al quarto tentativo, arrivato quasi allo scadere della prima frazione di gioco, i padroni di casa si portano sull’1-0. Dzeko è bravo a fare la sponda di testa con El Shaarawy che anticipa Strakosha, la palla arriva sui piedi di Pellegrini, che è di spalle e l’unica cosa che può fare è tirare di tacco a porta vuota. Caceres e Luis Felipe non sono in traiettoria e la sfera finisce in rete. La Roma c’ha preso gusto a segnare in questa maniera con il suo trequartista  e dopo le 2 volte di Pastore, ora è il ragazzo del vivaio a poter festeggiare la prima rete stagionale in maglia giallorossa e lo fa contro la rivale di sempre. Il gol lo trasforma ed il secondo tempo è pregevole fattura come non aveva ancora fatto da quando è iniziata la stagione. Molti i palloni recuperati e grande abnegazione oltre a subire anche il fallo per la punizione di Kolarov. Ad inizio ripresa e prima di quella punizione, i giallorossi si distraggono ed è Fazio a combinarla veramente grossa: invece di allontanare il pallone, si addormenta e regala l’opportunità ad Immobile di involarsi verso l’area di rigore. Il napoletano, a circa 9 metri dalla porta, lascia partire un tiro ad incrociare e batte un incolpevole Olsen. Pareggio poco preventivabile visto l’andamento della gara ma i biancocelesti hanno elementi di qualità e se si fanno questi regali, si paga dazio. Il match pare mettersi dalla parte degli ospiti ed Inzaghi tenta la carta del doppio cambio con Badelj e Correa al posto di Parolo e Luis Alberto e così passano al 4-2-3-1 anche loro. Pellegrini è bravo a smarcarsi tra le linee e proprio il croato neoentrato commette fallo al limite dell’area ed è la posizione perfetta per Aleksander Kolarov. Lo stesso Lorenzo Pellegrini ed El Shaarawy si avvicinano sia per non far capire chi calcerà e sia perché la sfera è proprio in posizione centrale rispetto alla porta e potrebbe esser tirata sia da un destro che da un mancino. Il portiere laziale mette 7 dei suoi uomini in barriera con il pallone a 17 metri dalla porta. Scelta coraggiosa e soprattutto non si aspetta che i compagni si lascino spostare dai romanisti che si mettono in barriera a far confusione. Il tiro è basso, potente e preciso dell’ex di turno e si infila alla sinistra dell’estremo difensore biancoceleste tentando una parata che non gli riesce. Come la scorsa stagione, un gol chiama un altro per il serbo e dopo aver segnato al Frosinone, si è ripetuto a 3 giorni di distanza. Stavolta, la rete è più pesante sia perché l’avversario è di caratura superiore sia perché è il gol del 2-1 e non del 4-0 e sia perché essendo un ex viene fischiato ed insultato dai tifosi laziali ogni qual volta entra in possesso di palla. Ah, da segnalare anche il minuto della marcatura del numero 11 giallorosso: 71. Un minuto molto caro ai supporters laziali ma che in questa giornata si è rivelato nefasto. Kolarov segna sotto la Sud, esulta e poi si gira verso la Tribuna Tevere per sentire le urla sempre più forti dei tifosi della Roma che ne chiamano a gran voce il nome. Servirebbe un’altra rete per mettere al sicuro la gara perché la Lazio può sempre prendere coraggio e nei minuti finali cercare l’arrembaggio e ci sarebbe un giocatore giallorosso che ha qualcosa da farsi perdonare: Federico Fazio. L’occasione arriva a circa 10’ dalla fine con una bella punizione tagliata di Pellegrini dalla trequarti, svetta il colosso argentino ed insacca di testa. Rimediare ad un errore con una rete non mai cosa semplice e se è comunque importante per portare a casa la vittoria, l’onta precedente viene smacchiata con maggiore facilità. Questa gara, però, ha lasciato anche un paio di strascichi: Pastore e De Rossi molto probabilmente salteranno la sfida di Champions League e soprattutto l’assenza del numero 16 appare molto pesante in quanto anche in questa partita ha dato anima e cuore giocando un match molto al di sopra della sufficienza. L’argentino aveva mostrato alcuni colpi da campione ma non era stato molto concreto e l’unica medicina per trovare ritmo e condizione è quello di giocare ma se gli infortuni continuano a tormentarlo diventa dura e stanno arrivando le sfide chiave per la stagione della Roma e c’è bisogno di lui come di tutti gli altri. Niente di trascendentale è stato fatto, perché dopo le brutte prestazioni ed i risultati ancora peggiori con Atalanta, Milan, Chievo e Bologna, non bastano 2 vittorie (pur se la seconda di prestigio) per esser usciti dalla crisi anche perché è la stessa classifica a dire che il bilancio è tuttora deficitario. Testa bassa con Viktoria Plzen ed Empoli e si spera poi di recuperare gli infortunati e marciare poi spediti dopo la sosta per le Nazionali.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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