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INSIDE LIGA - Barca ok. Poker Real. E Simeone non arresta la sua corsa

condividi su facebook condividi su twitter 28-01-2019

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INSIDE LIGA - Barca ok. Poker Real. E Simeone non arresta la sua corsa

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Il Barcellona è costretto a rispondere all’Atletico Madrid, vincente in casa contro il Getafe, per ripristinare le 5 lunghezze di differenza in classifica. Per il derby catalano Valverde opta per il classico 4-3-3 che vede in avanti il trio Messi, Luis Suarez e Coutinho e l’inizio è tutto a marca blaugrana. Al 9’ Semedo sblocca il match risolvendo in area avversaria un batti e ribatti che aveva coinvolto Luis Suarez e Vidal. Primo gol in Liga per il difensore portoghese. Il pallino di gioco è pienamente nelle mani dei campioni di Spagna. Messi si accende verso la metà del primo tempo: al 21’ sguscia tra quattro uomini ma Alcalà è bravissimo a fermarlo, due minuti dopo lascia partire un sinistro a giro dai 20 metri che sfiora l’incrocio dei pali. Piove copiosamente sull’Estadi Montilivi. Alla mezz’ora la Pulce ci prova ancora, questa volta su punizione, per un fallo dai lui stesso conquistato; il pallone termina sulla barriera. I giocatori del Barcellona chiedono un tocco di braccio di Pons, che però colpisce con la spalla. Il Girona nel finale alza la pressione e al 43’ sfiora il gol del pareggio: Ter Stegen si esalta sulla botta di Stuani, poi Piquè salva sulla linea il tap-in a botta sicura di Pons. I padroni di casa sembrano pienamente in partita, ma a inizio ripresa (51’) Espinosa si fa ammonire per la seconda volta per un fallo cattivo a metà campo su Suarez. Nonostante l’inferiorità numerica gli uomini di Sacristan non mollano un centimetro e Stuani va vicino alla rete di testa sul cross di Valeri Fernandez. Palla a lato. Il Girona sfrutta in continuazione la velocità di Portu che mette al centro diversi palloni invitanti per Stuani. Ma al 68’ la qualità del Barcellona emerge platealmente: Jordi Alba, partito sul filo del fuorigioco, mette al centro per Messi che, solo davanti a Bono, trafigge il portiere con un delizioso tocco sotto che chiude i conti. Diciannovesimo gol del campione argentino, sempre più capocannoniere solitario della Liga. Decima rete consecutiva messa a segno dal fuoriclasse nelle ultime 10 gare. Settimo assist in campionato invece per Jordi Alba, che raggiunge Griezmann in questa speciale classifica. Messi potrebbe anche insaccare la doppietta al 77’, ma Bono gli respinge il tiro da due passi. Il Barcellona consolida così il suo primato in classifica con 49 punti e ritorna a +5 sull’Atletico Madrid.

All’Estadio Cornellà-El Prat di Barcellona il Real Madrid prova a non distanziarsi ulteriormente dalle prime due in classifica. Santiago Solari propone il 4-1-2-3 con il trio di attacco, formato da Vazquez, Benzema e Vinicius, che tenta di scardinare la difesa degli avversari che sono in cerca di punti importanti per allontanarsi dalla zona retrocessione. L’impatto dei campioni d’Europa è subito preponderante e al 4’ minuto si trovano già in vantaggio: Modric calcia in porta, Lopez respinge sui piedi di Benzema che è ben piazzato all’interno dell’area e trova la rete dell’1-0. I Blancos non si fermano e al 15’ raddoppiano: Sergio Ramos prende bene il tempo sul calcio d’angolo battuto da Modric e colpisce di testa alla perfezione sul palo di destra. L’Espanyol non ci sta e al 24’ Courtois si impegna per respingere in tuffo un tiro di Baptistao. Sugli sviluppi del calcio d’angolo successivo, però, lo stesso attaccante brasiliano riesce a ribadire in rete sotto la traversa un pallone che gli era rimbalzato sui suoi piedi e dimezza le distanze. Il Real Madrid resta comunque solido e al 45’ torna a condurre il match con due reti di distacco grazie ancora a Benzema, il quale conclude di prima intenzione senza lasciare scampo al portiere. Nella ripresa gli ospiti sembrano gestire senza troppo patemi il doppio vantaggio. Al 57’ un Modric in grande forma controlla palla e scaglia un gran tiro sul quale si distende bene Diego Lopez, ex di turno, che devia in calcio d’angolo. Solari inserisce forze fresche: Nacho prende il posto di Sergio Ramos, Bale subentra a Vinicius. Ed è proprio l’attaccante gallese al 67’ a chiudere definitivamente la sfida, piombando su un pallone vagante e battendo Lopez con un sinistro indirizzato nell’angolino basso. Nonostante il punteggio di 4-1, Varane commette un fallo sconsiderato e l’arbitro non può fare altro che espellerlo direttamente. All’81’ Rosales segna la rete della bandiera, ma la sostanza non cambia. Il Real vince e si porta a quota 39 in classifica. Consolida il terzo posto e non perde contatto con Barcellona e Atletico Madrid.

Vittoria in rimonta del Valladolid che batte in casa 2-1 il Celta Vigo al termine di un match molto equilibrato. Gli ospiti passano in vantaggio al 16’ con un gran gol di Pione Sisto dopo un errore in disimpegno del portiere avversario. Nella ripresa, però, subiscono la furia del Valladolid che prima pareggia al 55’ con Plano, servito da un colpo di tacco di Antonito, e poi al 69’ effettua il sorpasso con un diagonale preciso di Keko nell’angolino basso.

Pareggio a reti bianche all’Estadio Municipal de Anoeta di San Sebastian tra il Real Sociedad e Huesca. Nonostante il dominio territoriale, i padroni di casa non riescono a sfondare il muro avversario. Gli ospiti, ultimi in classifica della Liga, si rendono pericolosissimi con un palo colpito da Yangel Herrera. Con questo risultato la squadra allenata da Alguacil non approfitta dello stop del Getafe e rimane distante dalla zona Europa League.

All’Athletic Bilbao basta la rete messa a segno al 21’ del primo tempo da Muniain che, spalle alla porta, si gira di prima intenzione e trafigge con un chirurgico diagonale di sinistro il portiere avversario. Assist perfetto da parte di De Marcos. I padroni di casa devono però giocare il finale di partita in inferiorità numerica per via dell’espulsione proprio di De Marcos all’84’, sanzionato dall’arbitro con un rosso diretto per un fallo duro su Sidnei.

Quando di fronte si trovano la prima e la seconda miglior difesa della Liga, ci sta vedere una partita dalle poche emozioni. Soprattutto se in panchina si sfidano il “Cholo” Diego Simeone e il “cholista” José Bordalás. I primi 20 minuti di Atletico-Getafe confermano queste sensazioni: partita bloccata e zero tiri in porta. L'Atletico tenta di imporre il gioco, il Getafe si chiude bene e non lascia varchi. Simeone deve puntare più sulle motivazioni che sui cambi, perché, tra infortuni e squalifiche, ha a disposizione solo 13 giocatori della prima squadra e deve benedire i recuperi di Diego Godin, Saul Niguez e Lucas Hernandez. Aspettando l'acquisto di Alvaro Morata, il cui arrivo non è accolto positivamente dalla curva dell'Atletico: “Menos Morata y mas Borja Garcés” cantano gli ultras, non gradendo forse il passato in maglia Real di Morata, al punto da preferirgli un canterano. L'Atletico non riesce a pungere, e allora, come sempre accade nei momenti di difficoltà, ci si affida a chi è abituato a risolverle: basta un pallone ad Antoine Griezmann per cambiare il volto di una partita. Azione insistita di Thomas, suggerimento per “Le petit diable” che al 27' da fuori area fredda Soria e abbatte il muro del Getafe. Partita in discesa per i Colchoneros, che trovano il raddoppio dieci minuti dopo. Hernandez crossa al volo su apertura di Thomas, Kalinic si smarca bene ma tira addosso a Soria, sulla respinta si avventa Saul che trova il primo gol in questa Liga. Due azioni, due reti: la bilancia tra due squadre ottimamente organizzate pende spesso verso chi possiede i campioni. Si va all'intervallo con il risultato di 2-0: nell'Atletico fuori Godin e dentro Juanfran. Il secondo tempo è di gestione e governo: al 62' Kalinic esce tra gli applausi, nonostante una prestazione scialba e le voci di mercato che lo danno in partenza. Lo sostituisce il canterano Victor Mollejo, classe 2001 che si presenta al Wanda Metropolitano con un gran tiro dai 30 metri alto di un soffio. L'Atletico con il possesso palla manda fuori giri i timidi tentativi di pressing del Getafe. La squadra di Bordalás perde via via le certezze difensive e soprattutto la tranquillità: nel finale vengono espulsi Djené per un fallo inutile a centrocampo e l'ex Crotone Leandro Cabrera per un applauso ironico all'arbitro. Il Getafe perde la testa e si troverà con la difesa decimata per la trasferta contro il Levante. I due minuti di recupero sono una formalità: l'Atletico sale a 44 punti, temporaneamente a -2 dal Barcellona, impegnato domenica in trasferta nel derby catalano contro il Girona. Il Getafe frena le sue ambizioni e rimane al sesto posto con 31 punti, in attesa della partita del Betis (settimo) in casa dell'Athletic Bilbao.

Parte subito forte il Siviglia contro il Levante, con Ben Yedder che impegna con un siluro il portiere Oier dopo appena tre minuti. Poi per gli andalusi le cose si complicano: già prima del quarto d'ora arriva il primo ko per infortunio (Mercado deve sostituire Sergi Gomez) e gli ospiti prendono campo. Boateng con un colpo di testa su corner sfiora il vantaggio per il Levante, poi Bardhi spaventa la difesa dei rojiblancos con una poderosa accelerazione. André Silva chiede invano un rigore, quindi è Aleix Vidal a riprovarci per il Siviglia: ancora una volta è fondamentale Oier. E il finale di tempo è tutto di marca andalusa, con un tiro pericoloso di Wober che non centra lo specchio della porta e soprattutto il palo sul bolide dalla distanza di Roque Mesa. Quindi è un salvataggio sulla linea a strozzare in gola a André Silva l'urlo del gol.
Dopo tanti tentativi, la rete arriva però in apertura di ripresa. La segna il solito Ben Yedder al 48', intervenendo nel migliore dei modi sull'assist di Roque Mesa. Quindi il Siviglia deve rinunciare anche ad Aleix Vidal: infortunio anche per lui, entra Sanabria. Ma ormai la partita è indirizzata sui binari migliori per gli uomini di Machin: al 60' arriva infatti il raddoppio, al 70' addirittura il 3-0. Prima segna André Silva, che con il piattone sinistro deposita in rete un bel pallone crossato dalla fascia da Promes, quindi è Franco Vazquez a sfruttare nel migliore dei modi un pallone raccolto da Sarabia, con Ben Yedder in fuorigioco ma abile a fermarsi per non incidere sull'azione. Al 78', quindi, Promes si fa stendere in area dopo un sombrero su Jason: è rigore, che Sarabia trasforma all'80'. C'è il tempo anche di una traversa, colpita di testa da André Silva, poi a tempo scaduto arriva il 5-0. Cabaco spinge Mesa in area, è ancora rigore: sul dischetto Promes si fa respingere la conclusione da Oier, ma poi scaraventa il pallone in rete sulla ribattuta. E il Siviglia, in zona Champions, ha tutte le intenzioni di tornare a fare sul serio. 

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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