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INSIDE LIGA - Barca stop con il Valencia. Il Real torna sotto. Simeone, chance sprecata

condividi su facebook condividi su twitter 04-02-2019

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INSIDE LIGA - Barca stop con il Valencia. Il Real torna sotto. Simeone, chance sprecata

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Le Merengues puntano a tornare la seconda forza del campionato spagnolo e, complice il ko dell'Atletico Madrid, ci riescono in una delle più belle notti del giovane Real di Santiago Solari. I Blancos partono subito fortissimo, con un'iniziativa di Vinicius e poi un gran tiro di Ceballos, tutto nei primi tre minuti. Il Real continua a premere e al 9' Benzema fa urlare al gol con una conclusione dal limite che sfiora il palo. Lo stesso succede dopo il gran sinistro a incrociare di Reguilon al 18'. Il gol è nell'aria e arriva al 30': tutto parte da Vinicius, che serve Reguilon a sinistra e il cross rasoterra di quest'ultimo trova Benzema a centro area libero di insaccare. Tutto molto facile in apparenza, ma il primo passaggio arriva con un tunnel a Vigaray e l'assist passa in mezzo alle gambe dei due centrali: una rete bella e non banale. Nella ripresa è Bale a impegnare Pacheco con un gran tiro, poi dopo una punizione calciata sopra la traversa lascia il campo a Asensio, rimandando l'appuntamento con il gol numero 100 in blanco. L'Alaves inizia così a spingere: Burgui e Calleri falliscono due importanti occasioni e lo stesso fa Jony, che solissimo entra in area da sinistra ma tira addosso a Courtois. Ma le Merengues non crollano, e anzi nel finale ci riprovano con Asensio e Mariano Diaz. E' però Vinicius a trovare il gol del 2-0 all'80', con una corsa sulla sinistra, il cambio di gioco per Asensio e il preciso diagonale sul cross di quest'ultimo. Anche in questo caso è però evidente la complicità di Vigaray, che a centro area manca clamorosamente il pallone. Poi a tempo scaduto Odriozola trova il corridoio giusto in contropiede, la crossa in mezzo e Mariano Diaz trova il 3-0 con la gran torsione di testa. Difficile chiedere di più a questo Real.

Il Barcellona era stato costretto a un 2-2 casalingo e l'Atletico Madrid aveva da sfruttare una nuova freccia al proprio arco: Alvaro Morata. A Siviglia vince però un sornione Betis, nonostante le quattro punte schierate nel finale da Simeone (tra cui lo stesso ex Juve e Chelsea, in campo per tutti i 90 minuti). E ora non solo i blaugrana non sono avvicinati, ma c'è il rischio di un rientro del Real Madrid. I Colchoneros non riescono a incidere nel primo tempo, aperto dopo appena 3 minuti dalla paratissima di Oblak sull'incornata di Feddal: al 10' arriva la prima palla gol di Morata su assist di Griezmann, ma la sua conclusione di fatto è un appoggio a Pau Lopez. Prima dell'intervallo non ci sono poi altre occasioni degne di tal nome, con l'Atletico che fa possesso palla ma proprio non riesce a creare problemi alla difesa di casa. Qualcosa di più succede a inizio ripresa, quando si accende Griezmann: al 49' interviene su un assist di Juanfran, al 53' fa tutto da solo ma il pallone si limita a sfiorare il palo. A segnare è però il Betis: lo fa Canales al 65' su calcio di rigore, con Oblak che intuisce ma non ci arriva. Grave l'ingenuità di Filipe Luis, che aveva controllato con il braccio un cross dalla sinistra. L'Atleti reagisce con Griezmann, che centra il palo con un fantastico mancino a giro, ma poi rischia addirittura il 2-0 con un contropiede di Guardado. Simeone si gioca anche le carte Vitolo e Kalinic ma non cambia nulla e ai Rojiblancos non resta che mangiarsi le mani.

Importante vittoria per l'Eibar, che rimane attaccato al treno che porta all'Europa League battendo il Girona in una partita mai in discussione, se non al primissimo minuto: la prima emozione della partita è infatti di marca catalana, con Valery Fernandez che ci prova da lontano. Già al 5', però, la traversa centrata da Orellana fa intuire quale sarà il senso della partita. Al 38' arriva infatti il gol di Ruben Pena, che riceve palla da Orellana e trova il sette anche grazie al piazzamento non certo perfetto di Bono. Nel secondo tempo quindi i baschi mettono in cascina il risultato con due reti del brasiliano Charles: la doppietta arriva grazie a una bella palombella dal limite dell'area al 46' e poi un rigore trasformato al 57'.

Il periodo del Villarreal continua ad essere disastroso, con una vittoria che sfuma nel finale quando l'Espanyol recupera addirittura due gol nell'ultimo quarto d'ora. Padroni di casa volitivi e due volte pericolosissimi con Gerard Moreno, è però Iborra a segnare il gol del vantaggio al 37' sfruttando un rimbalzo. Nel secondo tempo arriva anche il palo di Alfonso, ma il 2-0 arriva al 65', grazie al rigore battuto dall'esperto Santi Cazorla. Sembra fatta, e invece il Villarreal vanifica tutto. Al 75' la partita viene riaperta da uno sfortunato autogol di Bonera, all'81' è quindi Rosales a siglare il clamoroso 2-2 con una botta che finisce nel sette. Il Villarreal resta penultimo e ancora una volta deve fare ben più di un'autocritica.

Il mese di fuoco che aspetta il Barcellona si apre come sempre: nel segno di Leo Messi. La Pulce, con un rigore e una magia accessibile a pochi eletti, recupera lo svantaggio firmato Gameiro e Parejo. Manna dal cielo per un Barcellona che nelle prossime otto partite affronterà tre volte il Real Madrid. Malgrado martedì ci sia il Clasico di andata di Coppa del Re, Valverde non fa turnover estremo. In difesa riposa solo Jordi Alba e in attacco giocano i titolari. A centrocampo qualche rotazione: dentro Vidal e Aleñà, Rakitic sostituisce Busquets come esterno basso. Il primo squillo è degli ospiti: ter Stegen compie un miracolo su Parejo, sulla respinta Cheryshev centra il palo. Il Valencia di Marcelino è in fiducia e non lo nasconde: se difendersi al Camp Nou è obbligo, non rischiare di affondare è meno facile e sintomo di grande compattezza difensiva. Soprattutto se a ciò si abbina una pericolosità costante in contropiede: mortifera, nel caso dell'1-0 firmato dall'asse Rodrigo-Gameiro. Il primo spacca in accelerazione la difesa blaugrana e per il francese, tenuto in gioco da Piqué, è un gioco da ragazzi battere ter Stegen al 24'. Ci si aspetta la reazione del Barcellona, e invece al 32' arriva il 2-0: Sergi Roberto spinge Wass in area, dal dischetto il “Madridista” Parejo incrocia in maniera chirurgica. Uno choc in salsa blaugrana. Un colpo duro come la zuccata fortuita tra Piqué e Gameiro, che obbliga l'attaccante al forfait. Ci vuole un episodio che cambi la partita: Toni Lato dà una mano al Barcellona atterrando Semedo in area. Messi stavolta non regala rigori e al 39' spiazza Neto. La Pulce è l'unico del tridente a salvarsi. Coutinho e, soprattutto, Suarez sono desaparecidos e mal riforniti da un centrocampo con meno geometrie del solito: la mancanza di Busquets e Arthur si sente, eccome. Valverde corre ai ripari inserendo all'intervallo Jordi Alba per Semedo. È tempo di attaccare e rintuzzare un potenziale avvicinamento dell'Atletico, e i frutti si vedono: Neto si deve superare su Messi e Aleñà. Il Valencia è costretto ad abbassare il baricentro e deve ringraziare il palo che ferma per due volte Sergi Roberto. Rodrigo in contropiede grazia ter Stegen, brutta idea se di fronte si ha Leo Messi. In un groviglio di maglie bianche, l'argentino trova uno spazio impensabile e con un sinistro a giro da fuori area fulmina Neto, immobile di fronte all'ennesima manifestazione di grandezza. È il 63' e ci sarebbe tutto il tempo di recuperare. Ma il Barcellona si adagia, quasi come se accettasse questo pari acciuffato grazie al magico sinistro del numero 10. Il Valencia controlla e traballa solo verso la fine, quando un'apertura di Messi manda in porta Jordi Alba, che tuttavia sbaglia il controllo e si fa fermare da Piccini. Il Barcellona sale a 50 punti ma perde l'occasione per rinforzare il primato: il vantaggio sull'Atletico Madrid, impegnato domenica a Siviglia contro il Betis, rischia di scendere a tre lunghezze. Il Valencia raggiunge la Real Sociedad al settimo posto, con 30 punti.

Finisce a reti bianche una partita che il Levante avrebbe potuto vincere. Partita sonnacchiosa e nervosa, le prime emozioni arrivano solo al 40', ma Morales non riesce a preoccupare il portiere degli ospiti Soria, che ha molto lavoro da fare nella ripresa, dovendo sventare le minacce arrivategli da Jason e Roger. Il Getafe, anche con una difesa decimata per le squalifiche, riesce a tenere la porta inviolata per la decima volta in stagione: gli Azulones sono momentaneamente quinti con 32 punti, il Levante è decimo con 27.

Importante vittoria della Real Sociedad, che conferma il buon periodo di forma: tre successi e due pareggi nelle ultime cinque gare di Liga. A San Sebastián il match si decide già nel primo tempo, perché al 16' Oyarzabal sfrutta una clamorosa ingenuità della difesa basca, elude l'uscita di Herrerin e ha gioco facile nel segnare l'1-0. Il raddoppio arriva in chiusura della prima frazione, con una grande botta di Willian José. Inutile il gol della bandiera di Raúl García, su ribattuta dopo il calcio di rigore sbagliato dall'ex Atletico Madrid. In classifica, l'Athletic è dodicesimo con 26 punti.

Gli andalusi devono dimenticare il 6-1 del Camp Nou in Coppa del Re, e al Balaídos sfidano un Celta Vigo che viene da cinque sconfitte consecutive in campionato. Il primo tempo si chiude 0-0, tra uno sbadiglio e un altro. Il Siviglia non sfrutta la superiorità tecnica, il Celta non rischia niente. La ripresa è più frizzante. Al 57' Blanco salva su Ben Yedder. Il francese dieci minuti dopo ha sui piedi la grande occasione per il vantaggio, ma a tu per tu con il portiere colpisce il palo. Grave peccato, perché al 73' Okay Yokuslu sfrutta una palla sporca da corner e a porta vuota batte Vaclik. Il prevedibile assalto finale del Siviglia non è né ragionato né produttivo: gli andalusi si fanno prendere dal nervosismo, Banega rischia il rosso per una reazione. La squadra di Machin perde per la quinta trasferta consecutiva tra Liga e Coppa, e fallisce l'aggancio al Real, rimanendo quarto a 36 punti. Il Celta ne ha 24, muove finalmente la classifica e sale al quattordicesimo posto.

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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