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INSIDE LIGA - Rakitic regala il 'Clasico' ai blaugrana, Liga chiusa? Morata-gol e Simeone resta a -7 dalla vetta

condividi su facebook condividi su twitter 04-03-2019

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INSIDE LIGA - Rakitic regala il 'Clasico' ai blaugrana, Liga chiusa? Morata-gol e Simeone resta a -7 dalla vetta

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Il 26.esimo turno di Liga propone il match più atteso dell'anno: il Clasico. Al Santiago Bernabeu il Barcellona vince 1-0 grazie a un gol di Ivan Rakitic al 26'. Il croato batte Courtois con un cucchiaio e dà un pezzo di campionato al Barcellona, sempre più in testa in classifica, con +12 sul Real Madrid e +7 sull'Atletico.

I ritmi sono alti sin da subito, anche perché Valverde sceglie chi è abituato a giocare sfide di gala, confermando 10/11 della squadra di mercoledì (unica eccezione il rientrante Arthur al posto di Semedo, con Sergi Roberto che scala sulla fascia destra). Lenglet al posto di Umtiti, tornato non bene dall'infortunio. Dembélé è preferito ancora una volta a Coutinho. Nel Real Madrid ci si affida sempre meno all'usato sicuro. Anche perché di sicuro c'è sempre meno nella Casa Blanca: Marcelo, Isco e Asensio vanno in panchina, ma non è una novità. Giocano Reguilon, Vinicius e Bale. Il Barcellona dà subito l'impressione di stare meglio in partita. È un atteggiamento anche figlio della sicurezza che dà la classifica (+7 sull'Atletico, +9 sul Real). Messi dispensa calcio, una sua apertura per Dembélé è un'opera d'arte, peccato che il francese sbagli il cross per Suarez. Il Real Madrid nella prima mezz'ora è tutto in una punizione alta di Bale, anche questa volta un corpo estraneo, e in una botta da fuori di Kroos, ben controllata da ter Stegen. Ci prova anche Reguilon, la cui conclusione dalla distanza termina fuori non di molto. Non una manovra, per un Real che sembra sfiduciato dopo lo 0-3 di Coppa. Appoggiarsi sulle spalle di Vinicius non può dare sempre risultati, anche perché Rakitic aiuta Sergi Roberto in copertura sul brasiliano. È proprio da quest'asse che nasce il triangolo dell'1-0: il croato appoggia al terzino e si butta nello spazio. La palla ritorna al numero 4 che si presenta davanti a Courtois in posizione defilata e batte il belga con uno scavetto angolato. Già dieci minuti prima un triangolo Messi-Suarez-Messi aveva penetrato la difesa delle Merengues, ma il tocco sotto della Pulce era finito largo. Modric tenta di scuotere i suoi, ma il suo colpo di testa (non la specialità della casa) su sponda di Carvajal è alto. Il Real Madrid, sotto sul piano del gioco, tenta di metterla sui nervi: un attimo prima dell'intervallo ci sono scaramucce tra Messi e Sergio Ramos per una manata di quest'ultimo. I due abbaiano ma non mordono, e la prima frazione finisce tranquillamente. 

Il secondo tempo è equilibrato: il Real ci prova con le solite folate di Vinicius, autore di uno stop celestiale su lancio lungo 60 metri e di un tiro a giro che però è troppo centrale per impensierire ter Stegen (a visionarlo c'è anche il ct tedesco Löw). L'impressione è che il Real possa pungere solo su giocate estemporanee o su errori del Barcellona: succede quando Rakitic perde un pallone sanguinoso in area di rigore, ma Lenglet si immola sul tiro di Vinicius e salva il risultato. Esce Bale, fischiato ancora, ed entra Asensio. Solari mette poi da parte l'orgoglio e si gioca la carta Isco, ma il forcing finale produce solo un tiro da fuori di Benzema, ben controllato da ter Stegen. Il resto sono nervi e Vinicius, tanto bravo quanto inconcludente nei match che lo hanno contrapposto ai blaugrana. È il Barcellona ad andare vicino al raddoppio nel finale, prima con Coutinho e poi con un sinistro a giro di Messi uscito per questione di centimetri. Si mette le mani nei capelli la Pulce: sarebbe stato un gol da applausi a scena aperta. Si chiude tra gli olé irridenti del tifo ospite. Così come in quel 2-6 del 2009, che aprì la striscia nera nei Clasicos al Bernabeu per il Real Madrid: da allora per il Real Madrid sono arrivate solo quattro vittorie, a fronte di tre pareggi e 11 sconfitte. Un paradosso per una squadra quattro volte campione d'Europa nell'ultimo quinquennio.

L'Alaves si porta al quarto posto e inguaia il Villarreal, terz'ultimo a 23 punti. Il sottomarino giallo è battuto in casa per 2-1: un rigore di Santi Cazorla al 61' pareggia il vantaggio iniziale di Maripan arrivato sette minuti prima. La squadra di Abelardo va nuovamente avanti con Inui, che al 77' beffa Asenjo con un tocco morbido. L'Alaves sale a 40 punti, scavalca momentaneamente il Getafe e va a +3 sul Siviglia, che perde in casa dell'Huesca fanalino di coda: rossoblu in vantaggio dopo 7' con Juanpi, lasciato liberissimo in area, pareggio andaluso al 79' con un rigore di Ben Yedder, gol decisivo al 98' di Avila, che sorprende Vaclik sul suo palo con una staffilata che fa esplodere l'"El Alcoraz". Nel match delle 13, Espanyol-Valladolid 3-1. I catalani segnano il gol più veloce della stagione: Borja Iglesias realizza dopo 18" l'1-0 con un morbido pallonetto. Alcaraz pareggia al 17' con un interno destro dal limite. Il Valladolid ha addirittura su calcio di rigore la chance per il 2-1, ma Guardiola si fa ipnotizzare dall'ex Milan Diego Lopez. Al 55' Hermoso sfrutta una dormita della difesa ospite e fulmina Masip. Dieci minuti più tardi, Wu Lei chiude i giochi scattando sul filo del fuorigioco: è il primo calciatore cinese a segnare in Liga.

C’è una Liga da mantenere viva per l’Atletico Madrid. Il Real è praticamente fuori dai giochi per il titolo, lontano 12 punti dal Barcellona capolista dopo il Clasico, la squadra di Simeone è l’unica che può mantenere una distanza dalla squadra di Valverde che può essere sinonimo di speranza. All’Anoeta, contro una Real Sociedad vogliosa d’Europa, dopo i primi 15 minuti l’Atletico Madrid ha tentato solo 49 passaggi e ne ha completati appena 25. La squadra di Simeone, però, non è seconda nella Liga per caso ed è micidiale quando si tratta di sfruttare le palle inattive a proprio favore. La Juve insegna qualcosa da questo punto di vista, la Real Sociedad ripassa la lezione nel giro di tre minuti. Al 30’, sulla sponda di Godin da calcio d’angolo, Morata in tuffo mette alle spalle di Rulli per il suo secondo gol consecutivo, con l’ex attaccante, tra le altre proprio dei bianconeri, che al 33’ trova la prima doppietta in maglia Atletico, ancora di testa, sulla punizione calciata da Koke. La Real Sociedad continua a muovere il pallone, anche con qualità, ma la fase difensiva di Simeone non concede nulla. Ripresa in cui l’Atletico Madrid sembra poter controllare la situazione e invece al 62’ Koke prende il secondo giallo e lascia la squadra in 10 uomini per l’ultima porzione di partita. La Real Sociedad ci crede nella possibilità di accorciare nel punteggio, Simeone allora toglie Morata, inserisce Correa e si mette 4-4-1-1 con Griezmann riferimento offensivo. I baschi però non hanno più niente da proteggere e si riversano in avanti, con Merino che al 75’ vede il suo colpo di testa tolto dalla porta da un intervento da campione di Oblak. Real Sociedad che si lascia troppo tentare dal pallone alto in area, dove Gimenez e Godin ringraziano e respingono ogni possibile minaccia. L’ultima occasione è messa sul fondo da Sandro, l’Atletico vince e non lascia fuggire il Barcellona verso l’ennesimo titolo.

Alle spalle delle prime tre ecco il Getafe che vince 2-1 in casa del Betis e balza al quarto posto in classifica davanti all’altra sorpresa della stagione, l’Alaves. Vantaggio ospite al 20’ con il colpo di testa di Cabrera che da calcio d’angolo appoggia il pallone in porta dopo un tocco sul palo interno. Subito prima dell’intervallo arriva anche la rete del raddoppio, con Mata che riceve in profondità evitando il fuorigioco al 44’ e mette alle spalle di Pau Lopez. Nella ripresa il Betis si sbilancia, Lo Celso non è cattivo a sufficienza vicino alla porta, al 75’ ci deve pensare Joaquin con un destro incrociato sul palo lontano a riaprire la gara. Non basta però, il Getafe vince e sogna in grande. Nell’altra gara di giornata l’Eibar piega il Celta Vigo 1-0 con la rete di Enrich all’87’ e puntella la sua tranquilla posizione di centro classifica. Il quadro si chiude con la vittoria nel posticipo del Valencia, che stende 2-0 l'Athletic Bilbao e sale al settimo posto in classifica. Dopo un primo tempo senza reti, il Valencia è riuscito a rompere gli equilibri nel secondo. La prima rete è arrivata al 49' realizzata da Moreno su assist di Santi Mina, mentre il 2-0 è di Gameiro al minuto 89 grazie al passaggio decisivo di Soler.

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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