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INSIDE LIGA - Barcellona vittorioso, ma che brividi! Simeone di misura nel segno di Saùl. Solari saluta con una quaterna

condividi su facebook condividi su twitter 11-03-2019

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INSIDE LIGA - Barcellona vittorioso, ma che brividi! Simeone di misura nel segno di Saùl. Solari saluta con una quaterna

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Il Barcellona consolida la sua leadership nella Liga spagnola e conserva i 7 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid. Messi ci prova al 10’ su punizione ma il suo mancino viene respinto coi pugni da Dimitrievski. Il portiere del Rayo Vallecano si ripete altre due volte, prima deviando in corner al 18’ il destro a giro di Suarez e poi parando uno stacco di testa ravvicinato della Pulce cinque minuti più tardi. La legge del gol sbagliato gol subìto trova la sua piena applicazione al 24’: sul lancio dalle retrovie di Garcia, infatti, Raul De Tomas si libera di Piqué e Semedo e, dal limite, estrae dal cilindro un destro a giro che va a morire nell’angolino più lontano. Ospiti in vantaggio grazie al canterano del Real Madrid. Il Barcellona comunque non smette di premere e al 38’ Pique riequilibra il match con un colpo di testa solitario di Pique sulla punizione battuta da Messi sulla destra; Dimitrievski tenta l’uscita disperata sul difensore ma non riesce a impedire il pareggio catalano. Allo scadere Messi dribbla mezza difesa del Rayo e viene fermato in area con una spallata da Imbula; l’arbitro non assegna il rigore e la sua decisione viene confermata anche dal Var. Rigore che invece viene concesso ai padroni di casa a inizio ripresa quando Amat stende in area Semedo; Messi dagli 11 metri spiazza il portiere e ribalta la situazione. I blaugrana giocano sul velluto e cercano di chiudere la partita ancora con Messi su punizione diretta sotto l’incrocio dei pali ma Alex Morano salva di testa sulla linea di porta. Suarez sbaglia una colossale occasione in contropiede ma all’82 non fallisce una spettacolare azione corale: Dembélé dalla destra mette al centro per l’uruguagio, triangolazione col neoentrato Rakitic e tocco a porta vuota per il definitivo 3-1, che ristabilisce le distanze con i Colchoneros. 

In vista della delicata sfida dell’Allianz Stadium, il Cholo Simeone sceglie di applicare un robusto turnover, lasciando in panchina Alvaro Morata, sostituito in attacco dell'ex milanista Kalinic, mentre dal primo minuto ci sono il giovane colombiano Solano, all'esordio in Liga, e Vitolo. Dall'altra parte, la coperta è corta per Mauricio Pellegrino, alle prese con un'infermeria piena, ma che può fare affidamento su due attaccanti caldissimi come Braithwaite ed En-Nesyri, autore di 6 gol nelle ultime cinque partite di campionato. In un Wanda Metropolitano completamente sold-out, il primo squillo arriva al 6', quando Griezmann, l'uomo che accende e spegne la luce per l'Atletico, lascia partire un diagonale potente e preciso, che si spegne di poco alto sopra la traversa. L'Atletico è padrone del campo, meritandosi gli applausi convinti del suo allenatore: i Colchoneros pressano altissimo e, con buona pace dei tanti detrattori del Cholismo, regalano anche sprazzi di bel gioco, con scambi rapidi e palleggi nello stretto, che fanno saltare gli schemi del Flaco Pellegrino. I padroni di casa faticano però a sfondare, con Lunin che si oppone come può al solito Griezmann alla mezzora. Poco dopo è il Leganes a farsi vedere dalle parti di Oblak, ma la botta da fuori di Braithwaite viene neutralizzata senza difficoltà dal portierone sloveno, finito nel mirino del Psg. Gli applausi di Simeone si tramutano presto in rimbrotti, con l'Atletico che, lentamente, si spegne senza regalare altre emozioni come la prima frazione di gioco. Per provare a sbloccare la sfida, ma con uno sguardo sempre rivolto agli ottavi di Champions, Diego Simeone mischia le carte, inserendo Saul Niguez al posto di Solano e Lemar per Griezmann. Bastano pochi minuti e la scelta del Cholo paga i dividendi: Omeruo sgambetta ingenuamente in area Correa e per Mateu Lahoz è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta proprio Saul che, prima si fa parare la conclusione di Lunin, poi, sulla ribattuta, insacca in rete a porta sguarnita: 1-0 Atletico al 48'. Il gol scioglie finalmente i Colchoneros che, due minuti più tardi, vanno vicino al raddoppio con la botta da fuori di Thomas che si stampa contro la traversa. Da un legno all'altro: al 61' la punizione di Lemar si infrange contro il montante dopo un super intervento dell'ex portiere del Real Madrid, Andriy Lunin, bravissimo a togliere la sfera dal sette. Il Leganes accusa il colpo e arretra il proprio baricentro, cercando di non scoprire il fianco alle ripartenze dell'Atletico, senza badare troppo alla fase offensiva. Nemmeno Simeone, però, intende correre rischi e il suo Atletico diventa ancora più 'barricadero' con l'ingresso di Juanfran, che prende il posto di uno spento Kalinic. L’atteggiamento ultra difensivista dell’Atletico dà nuova linfa agli ospiti, che si riversano in attacco alla disperata ricerca del gol del pareggio. La Linea Maginot eretta dal Cholo resiste fino al triplice fischio, che arriva tra le proteste dei giocatori del Leganes per un contatto sospetto in area di rigore tra Rodri e Ruben Perez. Una vittoria preziosissima per l’Atletico Madrid, che lancia un messaggio bellicoso alla Juventus di Cristiano Ronaldo.

Il lunch match domenicale della Liga finisce con la vittoria del Betis Siviglia in casa del Celta Vigo per 1-0. Partita senza grosse emozioni fino all'80 quando Tello impegna severamente Blanco che rimette la palla al centro. Sul pallone si avventa l'ex galacticos Jese che segna e torna al gol dopo quasi 2 anni dall'ultima volta. 

È la classica vittoria scaccia-crisi, ottenuta con rabbia, figlia di una partita che in parte mostra i soliti campanelli d'allarme, dall'altra l'uscita dal tunnel. Il Siviglia, per un tempo la squadra scialba del 2019 (capace di conquistare solo 5 punti su 27 in Liga), si trasforma nella ripresa e travolge la Real Sociedad con una manita senza appello: 5-2. Gli andalusi nei primi 45' tengono palla in maniera troppo scolastica e vanno a sbattere contro la solidità di una squadra che nelle ultime cinque trasferte, tra campionato e Coppa, è riuscita a tenere la porta inviolata per quattro volte. O meglio, era. Perché al 25' Promes crossa per Sarabia, che si butta in tuffo sulla palla: 1-0. Il vantaggio dura solo tre minuti: Merino pesca tutto solo Oyarzabal, che dalla sinistra ha il tempo di prendere la mira e battere Soriano con un diagonale preciso. Tutto da rifare per i padroni di casa, che si rendono pericolosi solo con Promes, l'unico con un battito cardiaco diverso rispetto al piattume “sevillista” del primo tempo. Poi, la metamorfosi. Il Siviglia comincia la ripresa con tutt'altro piglio. Molto più corta e aggressiva la squadra di Machin, che deve aver urlato parecchio negli spogliatoi. La Real Sociedad si salva prima sulla linea su tentativo di Sarabia, poi Rulli devia in angolo un tiro di Mercado. Il gol è nell'aria, e arriva al 48': la Real tenta di palleggiare vicino alla sua area, ma viene soffocata dal pressing andaluso, e così Navas premia il taglio di Ben Yedder, che con il cucchiaio segna il 2-1. Per gli ospiti sono minuti di fuoco, in cui già arrivare alla metà campo è un miraggio: Rulli, che si vede arrivare palloni da ogni parte, predica calma e chiede ai suoi di usare la testa. È inutile, perché la pioggia è appena iniziata. Al 58' arriva il 3-1: colpo di testa di Munir che colpisce la traversa, la palla non varca la linea, Ben Yedder ribadisce in rete. Dopo quattro minuti viene servito il poker, perché Merino sbaglia un comodo appoggio al portiere, appostato fuori dai pali, e sulla traiettoria c'è ancora una volta il francese, che supera Rulli e a porta vuota trova il 15.esimo centro in campionato. Oyarzabal fissa il punteggio prima con un'autorete al 69', poi con il penalty del 5-2, concesso al 77' per fallo di mano di Mercado. In classifica, andalusi sesti con 40 punti, a una lunghezza dall'Alaves e davanti a Valencia e Betis. Real Sociedad nona a 35.

Tanto sofferta quanto importante la vittoria del Valencia sul campo del Girona. Ospiti in vantaggio dopo 14' con la prima rete stagionale di Gonçalo Guedes, ben imbeccato da Rodrigo. Il Girona pareggia al 22' con un colpo di testa di Ramalho su punizione di Granell. Parejo al 53' con un colpo da biliardo da fuori area porta ancora avanti il Valencia, i padroni di casa acciuffano di nuovo la partita con un rigore di Stuani al minuto 83, concesso dalla Var per mani di Diakhaby. La squadra di Marcelino, rimasta in 10 al 72' per l'espulsione di Roncaglia, non si perde d'animo: gioco semplice Ferrán Torres-Kondogbia, l'ex Inter lancia il canterano in contropiede, la difesa del Girona si fa prendere d'infilata e per il il classe 2000 è un gioco da ragazzi superare sullo slancio Bounou e realizzare il 3-2 a porta vuota. In classifica, Valencia settimo insieme al Betis, con 39 punti. Il Siviglia è a -1: la lotta per l'Europa League è sempre più avvincente. Girona a 31 punti.

È la classica vittoria scaccia-crisi, ottenuta con rabbia, figlia di una partita che in parte mostra i soliti campanelli d'allarme, dall'altra l'uscita dal tunnel. Il Siviglia, per un tempo la squadra scialba del 2019 (capace di conquistare solo 5 punti su 27 in Liga), si trasforma nella ripresa e travolge la Real Sociedad con una manita senza appello: 5-2. Gli andalusi nei primi 45' tengono palla in maniera troppo scolastica e vanno a sbattere contro la solidità di una squadra che nelle ultime cinque trasferte, tra campionato e Coppa, è riuscita a tenere la porta inviolata per quattro volte. O meglio, era. Perché al 25' Promes crossa per Sarabia, che si butta in tuffo sulla palla: 1-0. Il vantaggio dura solo tre minuti: Merino pesca tutto solo Oyarzabal, che dalla sinistra ha il tempo di prendere la mira e battere Soriano con un diagonale preciso. Tutto da rifare per i padroni di casa, che si rendono pericolosi solo con Promes, l'unico con un battito cardiaco diverso rispetto al piattume “sevillista” del primo tempo. Poi, la metamorfosi. Il Siviglia comincia la ripresa con tutt'altro piglio. Molto più corta e aggressiva la squadra di Machin, che deve aver urlato parecchio negli spogliatoi. La Real Sociedad si salva prima sulla linea su tentativo di Sarabia, poi Rulli devia in angolo un tiro di Mercado. Il gol è nell'aria, e arriva al 48': la Real tenta di palleggiare vicino alla sua area, ma viene soffocata dal pressing andaluso, e così Navas premia il taglio di Ben Yedder, che con il cucchiaio segna il 2-1. Per gli ospiti sono minuti di fuoco, in cui già arrivare alla metà campo è un miraggio: Rulli, che si vede arrivare palloni da ogni parte, predica calma e chiede ai suoi di usare la testa. È inutile, perché la pioggia è appena iniziata. Al 58' arriva il 3-1: colpo di testa di Munir che colpisce la traversa, la palla non varca la linea, Ben Yedder ribadisce in rete. Dopo quattro minuti viene servito il poker, perché Merino sbaglia un comodo appoggio al portiere, appostato fuori dai pali, e sulla traiettoria c'è ancora una volta il francese, che supera Rulli e a porta vuota trova il 15.esimo centro in campionato. Oyarzabal fissa il punteggio prima con un'autorete al 69', poi con il penalty del 5-2, concesso al 77' per fallo di mano di Mercado. In classifica, andalusi sesti con 40 punti, a una lunghezza dall'Alaves e davanti a Valencia e Betis. Real Sociedad nona a 35.

Vittoria importantissima del “sottomarino giallo” a Valencia contro il Levante. La Var annulla il vantaggio dei padroni di casa di Ruben Rochina, e così si arriva ai secondi finali con il risultato ancora in bilico. Chukwueze rompe gli equilibri: al 93' inizia l'azione del vantaggio, chiusa da un autogol di Rober, poi al 96' si mette in proprio e con un gran sinistro a giro dal limite dell'area trova il 2-0. Il Villarreal sale a 26 punti, a +1 sul Celta Vigo.

È sempre difficile lanciare un segnale di ripresa in una stagione compromessa e con un allenatore ormai prossimo all’esonero, ma al Josè Zorrilla il Real Madrid, seppur con una prestazione non proprio trascendentale (per usare un eufemismo) torna alla vittoria dopo tre pesanti sconfitte consecutive, battendo in trasferta 4-1 il Valladolid. L’avvio di gara è dir poco devastante per i Blancos. Dopo 11 minuti di gioco l’arbitro fischia un rigore a favore del Valladolid per una trattenuta di Odriozola; Alcaraz dal dischetto spara incredibilmente in curva. Il Real viene graziato, ma 60 secondi più tardi va nel buio più totale e subisce l’1-0 di Sergi Guardiola (come se, visto il cognome, il destino ci mettesse lo zampino) che segna il suo primo gol in Liga. Tutto però viene successivamente annullato giustamente dal Var per il fuorigioco di Keko, autore dell’assist. Real Madrid ancora perdonato, ma le azioni rappresentano comunque due campanelli d’allarme non da poco. O perlomeno dovrebbero. Anche perché il Valladolid non ha proprio un attacco prolifico. Fatto sta che viene nuovamente annullata una rete a Guardiola al 18’, ma questa volta l’intervento arriva subito da parte dell’assistente. C’è solo Valladolid in campo nei primi 20 minuti di gara. Il primo tiro degno di nota degli ospiti è di Benzema che si spegne alto sopra la traversa, ma la formazione di Solari è in completa confusione tattica e mentale, come se avesse già mollato tutto, specialmente il tecnico argentino. Sempre più un allenatore fantasma. Così, al quarto tentativo, il Valladolid sblocca alla mezz’ora (e questa volta è tutto regolare): traversone di Keko per la sponda di Guardiola che serve tutto solo Tuhami, perso completamente da Varane, che insacca facilmente. Vantaggio meritatissimo. Nel momento forse più complicato della sua storia recente, il Real Madrid mostra una piccola reazione d’orgoglio e trova il pareggio proprio con Varane, che risolve una mischia dopo l’uscita a vuoto di Masip su Nacho sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il Valladolid regala di fatto il gol, rimettendo in partita una squadra che, fino al 34’, sembrava calcisticamente morta. 
È la svolta del match. Poco prima dell’intervallo Casemiro lascia partire un siluro sul quale questa volta il portiere è attento e a inizio ripresa, dopo una buona occasione per Anuar, Oscar Plano interviene in netto ritardo su Odriozola; l’arbitro non può fare altro che assegnare il rigore. Dagli 11 metri Benzema spiazza Masip e ribalta il risultato al 51’. Il Valladolid è sotto per due gravi disattenzioni difensive, dopo avere dominato, e non riesce più a reagire al duro colpo. Così al 59’ arriva il tris ancora con Benzema che schiaccia di testa il corner battuto da Kroos. Tre gol da palla inattiva e doppio vantaggio assolutamente esagerato, per quello che si è visto in campo; anche perché e i padroni di casa sono sfortunati al 77’ quando il solito Guardiola colpisce in pieno il palo con un destro al volo. Casemiro riceve una seconda (discutibile) ammonizione per essersi messo volontariamente davanti alla punizione che stava per essere battuta da Plano. Nonostante l’inferiorità numerica, però, Modric chiude definitivamente i conti a 5’ dalla fine con un piattone sul palo lungo. Finisce qua la sfida. E, molto probabilmente, finisce qua anche l’avventura di Santiago Solari sulla panchina del Real Madrid.

 

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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