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INSIDE LIGA - Bale-Isco e lo Zidane 2.0 parte bene. Messi da urlo. Crollo Simeone a Bilbao e vetta a -10

condividi su facebook condividi su twitter 18-03-2019

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INSIDE LIGA - Bale-Isco e lo Zidane 2.0 parte bene. Messi da urlo. Crollo Simeone a Bilbao e vetta a -10

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Quando si dice voltare pagina. Zinedine Zidane è tornato al Real Madrid anche per questo. Per chiudere un capitolo nero nella storia delle Merengues, fuori da tutto a marzo, umiliati in Champions League, con problemi di campo e spogliatoio e che hanno già subìto due cambi in panchina in stagione. E per aprirne un altro, che poi deve è la rivisitazione del passato. Per la serie “Dove eravamo rimasti?”: Navas titolare per Courtois, tornano in campo Marcelo e Isco. In attacco, fiducia a Bale, Benzema e Asensio, in attesa che Vinicius torni dall'infortunio. Il diktat di Zidane è chiaro: possesso palla, mentalità offensiva e tanti uomini ad accompagnare l'azione. Il Celta, ancora privo di Aspas, si difende senza troppi patemi nel primo tempo, e anzi ha una grande occasione con Maxi Gomez, ma Navas ripaga la fiducia di Zidane, e con la mano di richiamo compie un miracolo meritandosi anche l'abbraccio di Sergio Ramos. È il capitano, travolto dalle critiche anche del madridismo (compreso il presidente Perez, a sua “beccato” con striscioni e cori dal Bernabeu), a suonare la carica e a sfiorare il vantaggio con un colpo di testa su corner di Kroos. In precedenza, il Real era andato vicinissimo all'1-0 in due circostanze: traversa di Bale, e gran sinistro di Marcelo deviato in angolo da Blanco. Due figure da spolverare che danno segni di vita. Ancora a ritmi bassi Isco, arretrato da interno. Ma avrà modo per rifarsi. Nel secondo tempo un Bernabeu bianco, come al solito, per i vessilli a supporto delle Merengues, ma candido e silenzioso, perché non abituato a essere fuori da tutto già a marzo, riprende colore. Perché il Madrid continua ad attaccare, va anche in rete con Modric ma la Var annulla perché sul tiro del croato Varane disturba la visuale del portiere. Poi, al 62', Asensio porta a spasso la difesa del Celta e premia il taglio di Benzema. Il francese serve Isco in area, e per lo spagnolo è il gol della liberazione. La rinascita dopo che Solari lo aveva messo ai margini della rosa. E il Bernabeu lo premia con cori e applausi all'uscita dal campo. Il 2-0 arriva un quarto d'ora dopo, e a Solari fischiano ancora le orecchie: Marcelo appoggia per Bale, il destro sporco del gallese bacia il palo e si infila in porta. Il Real Madrid ritrova la vittoria in casa dopo quattro sconfitte consecutive che sono costate la rinuncia a ogni speranza per il titolo. Adesso l'Atletico Madrid, secondo in classifica, è a -2. Il Celta è terz'ultimo con 25 punti.

Una vittoria da migliori della classe nel segno del migliore della classe. Il Barcellona chiude con un lucchetto a doppia mandata ogni discorso sulla vittoria della Liga con un 4-1 sul campo del Betis che rende solo vagamente l'idea del dominio blaugrana. In cui splende come e più del solito la luce di un Lionel Messi che segna tre gol, tra i quali almeno due sono da consegnare alla storia del calcio. E l'Atletico Madrid, sconfitto a Bilbao nell'anticipo del sabato, è ora lontano ben 10 punti. Il Barcellona prende subito il controllo delle operazioni, giocando con calma ma dando l'impressione di poter sbloccare il risultato in qualsiasi momento. E puntualmente il gol arriva, al 18', e a segnarlo è il solito Lionel Messi: perfetta la sua punizione che scavalca la barriera e batte Pau Lopez. Lo stesso Messi prova a ripetersi qualche minuto dopo, sempre da fermo, ma anche il Betis prova a farsi vivo dalle parti di Ter Stegen con il tiro sottomisura di Tello. A fine tempo è quindi Pau Lopez a vestire i panni del supereroe, ipnotizzando Suarez in un duello uno contro uno. Lo stesso uruguaiano fallisce un'altra occasione in pieno recupero, ma poco dopo trova il corridoio giusto che permette a Messi di raddoppiare. Il Barcellona è in controllo totale e nella ripresa prova anche a divertirsi, con l'intera squadra blaugrana che sembra avere un solo obiettivo: mandare in rete Suarez. Il Pistolero sbaglia un'altra conclusione sottomisura a inizio tempo, poi all'ora di gioco commette altri due errori incredibili a porta spalancata (il primo da posizione molto defilata a portiere già saltato, il secondo in contropiede solissimo a tu per tu con Pau Lopez). L'ex Liverpool si rifà però con gli interessi al 63', quando riceve palla da Piqué e scherza con la difesa andalusa, salta Canales e Bartra, resiste al ritorno di Mandi e con il rasoterra va finalmente in rete. Il Betis prova a riaprirla all'82', quando Lainez danza con il pallone ai limiti dell'area e poi serve a Loren il pallone che si tramuta nel gol della bandiera. Ma solo tre minuti dopo, all'85', Messi decide di scrivere un'altra pagina della storia del calcio ricevendo palla da Rakitic e trovando un incredibile pallonetto che si abbassa sotto la traversa dove Pau Lopez non può proprio arrivare. E lo stadio Villamarin, tutto intero, non può che alzarsi in piedi per applaudire questo straordinario giocatore. 

L'impatto di certe partite va oltre il risultato dei 90': l'eliminazione dell'Atletico Madrid dalla Champions League per mano della Juventus (e di Cristiano Ronaldo) è forse una di queste. Criticato da più parti in Spagna per il suo atteggiamento oltremodo difensivista all'Allianz Stadium, Simeone si presenta al San Mamés di Bilbao schierando dal 1' Diego Costa, Griezmann e Morata, in un 4-4-2 che prevede il sacrificio del “Petit diable”, largo a destra. La variante tattica non dà i risultati sperati, perché l'Athletic ingabbia i Colchoneros per tutti i 90 minuti. I baschi hanno l'unica occasione di un primo tempo noioso: Ibai Gomez calcia al volo dal limite dell'area, il pallone scende velocemente ed è destinato a insaccarsi, Oblak deve compiere un intervento dei suoi per sventare la minaccia. È lo stesso Oblak a caricare i suoi compagni nel tunnel poco prima dell'inizio della ripresa: Griezmann e compagni sembrano svuotati, lo stesso Simeone torna in campo con lo sguardo basso. Normale che il Bilbao, spinto anche dal suo pubblico, trovi terreno fertile per battere finalmente l'Atletico (nelle ultime 17 partite era arrivata solo una vittoria). Il minuto-chiave è il 73, quando Gimenez pasticcia e regala ai padroni di casa un tre contro due risolto in modalità futsal: palla larga per Cordoba, cross tagliato sul secondo palo, dove è appostato Iñaki Williams, che sfugge alle spalle di Godin e batte comodamente Oblak, oramai fuori causa. Il raddoppio arriva all'85' con Kodro, entrato da pochissimi secondi al posto dell'ex di turno Raul Garcia: sulla conclusione dell'attaccante bosniaco è decisiva la deviazione di Gimenez, che spiazza il portiere. Il forcing finale degli uomini di Simeone è in un'occasione colossale sprecata da Morata a porta vuota: il tiro dell'attaccante arrivato dal Chelsea finisce fuori. Mani nei capelli e sguardo verso il vuoto. Simeone si piega a fine partita, quasi in segno di resa. La Liga è ormai andata: il Barcellona scapperebbe a +10 vincendo a Siviglia contro il Betis. I Colchoneros, secondi a 56 punti, devono soprattutto guardarsi le spalle, perché il Real dista solo due lunghezze. L'Athletic è momentaneamente nono a 37 punti. 

L'Alaves continua a credere nel sogno Champions, battendo 3-1 in trasferta l'Huesca. Calleri su rigore all'11' manda avanti gli ospiti, pareggia dopo tre minuti Avila, sempre dal dischetto. È l'Alaves a fare la partita, ma i baschi riescono a scardinare la difesa dell'Huesca solo nei minuti finali: all'80' Guidetti capitalizza uno schema su corner, all'86' Calleri trova in contropiede la doppietta e il sesto centro stagionale. La squadra di Abelardo è quinta con 44 punti, a -1 dal Getafe. L'Huesca ne ha 22 ed è sempre ultimo.

Vittoria pesante per il Siviglia in casa dell'Espanyol, decide Ben Yedder su rigore, adesso la Champions per gli andalusi è a soli due punti. Clamoroso, invece, all'Ipurua. L'Eibar pregusta l'undicesimo risultato utile di fila in casa fino al 90'. Ma nel recupero cambia tutto. Rigore di Daniele Verde e gol vittoria di Sergio Guardiola. Il Valladolid la ribalta in extremis, vince 2-1 e si prende tre punti pesantissimi nella lotta salvezza. Si interrompe così la serie di dieci risultati utili di fila in casa dell'Eibar. 

Ritrova in parte il sorriso il Siviglia del figliol prodigo Monchi dopo l'eliminazione harakiri in Europa League. All'Estadio Cornellà-El Prat a guidare gli andalusi c'è Joaquin Caparros, proprio come nella passata stagione dopo l'esonero di Montella. Sono i Rojiblancos a fare la partita nella prima frazione di gioco ma Diego Lopez non è mai impegnato seriamente. Ad inizio ripresa, al 52', l'episodio che cambia il volto del match. Contropiede degli ospiti con Andre Silva si invola verso la porta Blanquiazules , il portoghese appena entra in area viene atterrato in area da Hermoso con l'arbitro Cuadra che fischia giustamente il calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Ben Yedder che firma l'1-0 ed il suo sedicesimo centro in Liga. Nonostante la stanchezza per i 120 minuti di coppa il Siviglia riesce a resistere agli assalti finali degli uomini di Rubi conquistando 3 punti fondamentali nella corsa Champions. Con questo successo infatti Siviglia vola a 43 punti, a -2 dal quarto posto, occupato dal Getafe, impegnato alle 18:30 in casa del Valencia. 

Protesta il Valladolid per un gol annullato all'11' a Sergio Guardiola per fuorigioco. L'Eibar sfiora il vantaggio al 37' con il colpo di testa largo di Orellana che però si riscatta al minuto 54. E' svelto a piombare su un pallone vagante in area e firmare il vantaggio della squadra diJosé Luis Mendilíbar che ha perso solo una volta su sette in tutte le competizioni contro il Valladolid. Si conferma la tradizione negativa dei Pucelanos, la squadra che meno volte ha segnato il primo gol in questa edizione della Liga. Per questione di centimetri Ruben Alcaraz e Enes Unal mancano il pareggio a metà ripresa. Ma lo spettacolo deve ancora cominciare. Il VAR consegna il rigore del pareggio al Valladolid, e inizia tutta un'altra storia.

Sfida di alta classifica tra il Valencia e il Getafe, con gli ospiti che sono attualmente quarti e sognano la Champions League, mentre i padroni di casa falliscono l'occasione di accorciare sui rivali e provare a reinserirsi con prepotenza nella corsa all'Europa che conta. Finisce infatti 0-0 al Mestalla, dove gli Azulones non si fanno certo spaventare dai blasonati avversari e provano anche a vincere: la prima occasione della partita è infatti di Damian Suarez, che alza un po' troppo la mira. Poi sono Miramontes e Foulquier a far capire che questo Getafe fa sul serio. Ma il Valencia non sta solo a guardare e nel finale di primo tempo crea due grandissime palle gol per Rodrigo, che nel primo caso centra il palo, nel secondo esalta i riflessi di Soria. Nella ripresa, poi, il Valencia troverebbe il gol dell'1-0 con Guedes, ma il Var annulla. Il secondo tempo è tutto di marca levantina, ma Cheryshev a tu per tu con Soria si fa parare la sua conclusione e Parejo alza un po' troppo la mira. E finisce senza gol, con un tempo dominato a testa. E l'Europa che sembra aspettare entrambe le squadre viste al Mestalla.

Il Villarreal abbatte il Rayo Vallecano e si toglie temporaneamente dalle paludi della zona retrocessione, inguaiando al contempo i madrileni, che sono ora terzultimi e soprattutto a 4 punti dall'agognata salvezza. E dire che la partita per gli ospiti era iniziata come meglio non avrebbe potuto: al 20', infatti, Mario Suarez aveva portato in vantaggio il Rayo con un gran colpo di testa sull'assist effettuato da Imbula sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il Villarreal fatica a reagire e nel primo tempo costruisce un'unica, colossale palla gol che Chukwueze spreca. Nella ripresa, però, cambia tutto: il merito è di Ekambi, che nell'arco di soli due minuti trova altrettanti gol. Abbastanza casuale il pareggio del 50', che arriva in spaccata su un cross dalla sinistra deviato in maniera decisiva dalla difesa ospite, mentre al 52' è perfetto il lancio in profondità di Iborra che lo trova liberissimo davanti al portiere. Il Rayo Vallecano prova in qualche modo a riacciuffare la partita, ma all'88' arriva il terzo gol in contropiede, su un altro bellissimo lancio (stavolta di Morlanes) e Moreno che mette la sua firma sulla partita. 

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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