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INSIDE PREMIER - Tris City a Emery. Solskjaer ok. Sarri pokerissimo con doppio Higuain

condividi su facebook condividi su twitter 04-02-2019

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INSIDE PREMIER - Tris City a Emery. Solskjaer ok. Sarri pokerissimo con doppio Higuain

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - All'Etihad Stadium passano solo 48 secondi e Aguero buca subito l’Arsenal per l’ottava volta in carriera. Iwobi perde un pallone impensabile al limite dell’area sulla pressione altissima di Laporte che mette in mezzo e trova il tuffo del Kun, Leno in controtempo e il vantaggio è cosa fatta. Il tedesco non potrebbe nulla anche sul colpo di testa di Laporte, ma sale la bandierina a salvare i Gunners dal doppio svantaggio. L’Arsenal entra in partita dopo dieci minuti, ma lo fa al meglio perché all’11’ Koscielny pareggia sul calcio d’angolo allungato da Monreal. Il City riprende subito il controllo della gara, con Fernandinho uomo decisivo per cambiare le linee di Guardiola a seconda che ci sia una situazione d’attacco o di difesa: al fianco di Gundogan nel primo caso, accanto a Otamendi nel secondo. L’Arsenal però è in partita e il City fatica a rendersi ancora pericoloso, al 44’ però la squadra di Guardiola passa ancora: scambio delizioso al limite tra Gundogan e Sterling che mette in mezzo al volo, sul secondo palo ancora Aguero deve solo appoggiare in rete. L’inizio del secondo tempo è una questione personale tra De Bruyne e Leno, con il belga che per tre volte viene fermato nei suoi tentativi dall’ex Bayer Leverkusen, ma la palla è quasi sempre del City con Lacazette e Aubameyang costretti a correre molto, ma a vuoto. Torreira è troppo solo in mezzo al campo insieme a un balbettante Guendouzi, così il palleggio City è agevole e le linee dell’Arsenal non possono alzare troppo la pressione. Al 60’ Sterling si intrufola di nuovo da sinistra in area e mette al centro per il solito Aguero che con il fianco in scivolata spinge il pallone oltre la linea per la terza volta. Decima tripletta in Premier League per il Kun, solo Shearer con 11 ha fatto meglio. Emery prova ad aggiungere qualità facendo esordire Denis Suarez, appena arrivato in prestito dal Barcellona, e inserendo anche Ramsey, passando così alla difesa a quattro. La sostanza non cambia perché il City è in modalità gestione controllata e per Ederson il pomeriggio resta pigro e povero di impegni da portiere.

Marcus Rashford, alla presenza numero 100 in Premier League con lo United, secondo più giovane di sempre a raggiungere questo traguardo battuto solo da Giggs, è il filo conduttore che permette di seguire il primo tempo. L’inizio della gara lascia senza fiato, soprattutto il Leicester che soffre l’intensità dei Red Devils, alti, corti e in pressione costante. Nei primi dieci minuti Rashford ha tre occasioni da gol e se nelle prime due le Foxes si salvano, la terza, al 9’, le condanna. Palla persa in uscita, Pogba recupera e mette subito alle spalle della difesa, dove Rashford tiene lì il pallone con un grande controllo e poi lo scaraventa in rete per il nono gol in campionato. Con il passare dei minuti lo United si mette ordinato a gestire la situazione, con il Leicester che ci prova con la voglia di Pereira a destra e il movimento continuo di Maddison. Nel finale ancora Rashford dal limite dell’area, ma Schmeichel controlla. Nei primissimi minuti della ripresa si vede sempre la stessa area ed è quella del Manchester United. Barnes è minaccioso, ma il suo sinistro scorre davanti a De Gea senza essere toccato da nessuno, l’azione prosegue e Maddison mette sull’esterno della rete. I Red Devils si scuotono e tornano a muovere il pallone per rallentare le pulsazioni della partita. Cinque vittorie consecutive in trasferta mancano dal 2012 allo United che per provare a punire gli spazi lasciati dal Leicester inserisce Martial per un Sanchez molto negativo. Dalla panchina entra anche Ghezzal che su punizione chiama De Gea ad un bell’intervento per mettere in angolo. Nel finale tornano le occasioni: l’ex Evans prende l’aria invece del pallone, Lukaku testa l’attenzione di Schmeichel, Vardy non mette abbastanza forza per spaventare abbastanza De Gea e Martial lascia il Leicester in partita fino alla fine, ma i tre punti sono per il Manchester United.

L'occasione era ghiotta, ma il Newcastle di Rafa Benitez è squadra molto abile in fase difensiva. Al Tottenham serve dunque tutto l'impegno del caso per ottenere a Wembley tre punti fondamentali non solo per la corsa Champions, ma anche per mettere il pepe sulla coda del Liverpool capolista. Serve quindi un guizzo di una stella come Son e una papera del portiere avversario per sbloccare una partita decisamente complicata, e al contempo confermare un dato: gli Spurs sono allergici al pareggio in campionato (19 vittorie e 6 sconfitte in 25 partite fin qui giocate). Il Tottenham parte subito forte e si presenta dalle parti di Dubravka già al 17', ma Lucas Moura sbaglia tutto con una conclusione che si spegne a lato. La più grande occasione del primo tempo arriva però al 25', quando Vertonghen crossa dalla sinistra, la palla rimbalza verso il secondo palo dove è appostato Lamela, che però con il colpo di testa centra la traversa. Ma il Newcastle non sta solo a guardare, soprattutto grazie alla vena di Ritchie che con i suoi cross dalla sinistra mette Atsu, Rondon e Perez in condizione di far male a Lloris. La ripresa si apre con un pericoloso colpo di testa di Sanchez su corner, ma la palla gira troppo e termina fuori. Al 51' quindi il Newcastle pareggia il conto dei pali, con il terzo tempo di Rondon su cross profondo di Yedlin. I Magpies iniziano a spaventare i padroni di casa, che si aggrappano al solo Trippier molto attivo a destra. Pochettino si gioca quindi la carta Llorente nell'ultima mezz'ora, e il Tottenham si riversa tutto in avanti. Al 65' Schar salva in spaccata sulla linea su tacco volante di Eriksen, in contropiede però il Newcastle è pericoloso e Lloris deve volare per negare il gol a Perez. A dieci minuti dalla fine arriva un altro salvataggio sulla linea per il Newcastle, sempre su Eriksen (stavolta è provvidenziale Ritche). E quando sembra ormai finita arriva il guizzo di Son, che all'83' sfrutta la sponda di Llorente, manda fuori giri Longstaff e Lejeune e spara il destro su cui Dubravka fa la frittata, con il pallone che finisce sotto le sue mani e poi alle sue spalle. Nel finale arriva anche il debutto in Premier per Antonio Barreca e il raddoppio divorato da Llorente, ma non cambia più nulla.

Non c'è modo migliore per superare una sconfitta per 4-0 che vincere la partita successiva facendone cinque. È presto per dire se il Chelsea abbia dimenticato il k.o. contro il Bournemouth. Di certo, la squadra di Maurizio Sarri ha reagito. La partita è tutta di marca Blues. Il Chelsea va in vantaggio al 16' con l'uomo più atteso, invocato nei giorni precedenti dai tifosi: Gonzalo Higuain. Il Pipita trova un gol dei suoi: movimento a tagliare la difesa premiato da Kanté, e destro all'altezza dell'area piccola che fulmina Lossl. Il portiere danese deve raccogliere la palla in fondo al sacco anche al 45', perché l'arbitro Tierney concede un rigore generoso che Hazard trasforma di potenza, anche per scaricare la tensione di questi giorni. Il belga replica al 66': controllo a seguire con un morbidissimo stop di esterno destro, poi il sinistro per superare Lossl e firmare il tris. Le pennellate di grande calcio non terminano qui, perché Higuain cala il poker con un grande destro a giro fuori dall'area. Chiude i conti all'86' un colpo di testa di David Luiz deviato sotto porta da Katchunga. Il Chelsea è quarto con 50 punti. L'Huddersfield rimane ultimo con 11 punti: la salvezza è sempre più un miraggio, perché adesso dista 13 lunghezze con altrettante giornate da giocare.

Il Brighton interrompe l'emorragia di punti, fermando in casa il Watford, reduce dalla sconfitta a Wembley contro il Tottenham, giunta solo negli ultimi minuti. È uno 0-0 che lascia rimpianti ai padroni di casa, vicini al gol in più di un'occasione con Locadia e Gross, ma Foster risponde sempre presente. Brighton sempre in controllo della partita, ma mai realmente pericolosi nell'area avversaria. Il Watford fa poco per meritare lo 0-0, Deulofeu, Deeney e Murray sono fuori dalla manovra, perciò il pareggio può andar bene a Javi Gracia. Il Brighton sale a 27 punti, al tredicesimo posto. Il Watford stacca l'Everton e si porta all'ottavo posto con 34 punti.

Finisce in parità lo scontro-salvezza tra il Burnley e il Southampton. Ospiti in vantaggio al 56' con Redmond, che prende palla sulla trequarti e parte in percussione verso la porta avversaria, poi supera con un tunnel il diretto marcatore e incrocia con il destro in maniera imparabile per Heaton. Il Burnley va più volte vicino all'1-1, anche con una traversa di Gudmundsson, ma per il pari deve aspettare il 94' e il rigore decisivo di Barnes. In classifica, le due squadre viaggiano appaiate a 24 punti, al sedicesimo posto. Il vantaggio sul Cardiff (terz'ultimo) è di cinque punti, ma i gallesi hanno una gara in meno.

Ancora un k.o. per il Fulham di Claudio Ranieri, il quarto nelle ultime cinque partite di Premier League. Stavolta la sconfitta arriva sul campo di una diretta contendente per la salvezza, il Crystal Palace di un'altra vecchia conoscenza della Serie A, Roy Hodgson. Ai padroni di casa basta un gol per tempo: al 26' con un rigore di Milivojevic, e all'87' con Hennessey, lesto a mandare in rete una respinta di Rico su un gran tiro di Batshuayi. Ranieri è sempre più invischiato nella lotta per non retrocedere: il Fulham è penultimo con 17 punti, a sette lunghezze da Burnley e Southampton. Il Crystal Palace fa un grande balzo in classifica: adesso è quattordicesimo con 26 punti.

Non si fermano più i Wolves. Dopo le vittorie casalinghe su Leicester e West Ham, arriva anche il successo a Goodison Park contro l'Everton. Succede molto nel primo tempo. Gli ospiti vanno in vantaggio al 7' grazie a un rigore di Ruben Neves, l'Everton pareggia i conti con un bolide di André Gomes dopo una percussione centrale, poi una dormita difensiva dei Toffees permette a Raul Jimenez di saltare indisturbato su punizione di Moutinho e siglare al 45' il gol del 2-1. Gli attacchi dell'Everton non portano al pareggio, anzi sono gli ospiti che pungono in contropiede: in uno di questi, al 66', Dendoncker raccoglie al volo una respinta di Pickford e sigla il 3-1 definitivo. In classifica, Everton fermo al nono posto con 33 punti, mentre i Wolves, settimi, salgono a 38.

Il Cardiff regola 2-0 il Bournemouth. Determinante la doppietta di Reid, a segno al 5' del primo tempo su rigore e al 1' della ripresa. I gallesi ottengono cosi' un successo importante in chiave salvezza e salgono a 22 punti, mentre il Bournemouth resta fermo a 33.

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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