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INSIDE PREMIER - Klopp abbatte Sarri e resta primo (ma con una gara in più). Tris City contro il Palace. Titolo ancora in ballo

condividi su facebook condividi su twitter 15-04-2019

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INSIDE PREMIER - Klopp abbatte Sarri e resta primo (ma con una gara in più). Tris City contro il Palace. Titolo ancora in ballo

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Tra le critiche arrivate a Guardiola dopo la sconfitta in Champions League contro il Tottenham ci sono state anche quelle legate alle scelte di formazione del tecnico spagnolo. Contro il Crystal Palace sono vietati altri passi falsi nella corsa al titolo di Premier League e nel City ci sono dal primo minuto Sane, De Bruyne e Mendy, alcuni dei nomi che molti si aspettavano di vedere in campo nella notte europea. Citizens che da subito vogliono prendere il controllo della partita, il Palace gioca con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere, ma deve soprattutto pensare alla fase difensiva. Il Manchester City vuole usare gli esterni o per puntare la porta, oppure per tornare al centro e da lì scegliere come comportarsi. Al 15’ arriva il vantaggio ospite, Sterling fugge e viene trovato benissimo dal pallone verticale di De Bruyne, entra in area e calcia forte sotto la traversa. Prosegue il possesso palla del City e le situazioni cercate dalla squadra di Guardiola vogliono sempre coinvolgere gli esterni, come quando Sane si lascia alle spalle mezzo Palace partendo da sinistra, ma trova solo un calcio d’angolo. Subito prima dell’intervallo i padroni di casa si salvano in qualche modo su una bella intuizione di Gundogan in verticale su cui in mischia non riescono a segnare Aguero, Sane, Sterling e per ultimo De Bruyne. Nel secondo tempo il Manchester City non si sposta dalla modalità “gestione totale” della partita. Il pallone si muove tra tutti i giocatori, con qualche accelerata per provare a fare ancora male alla difesa del Palace che però in qualche modo riesce sempre a rimandare la rete del raddoppio. Il secondo gol della squadra di Guardiola arriva comunque al 63’, quando il ritmo si alza di nuovo. Aguero dentro per Silva, appoggio a Sane che mette forte in mezzo e Sterling con il sinistro prende in controtempo Guaita per la personale doppietta. Come detto il Palace non ha preoccupazioni di classifica e approfittando anche di un piccolo calo mentale del Manchester City trova il gol che dimezza lo svantaggio. All’81’ Milivojevic batte Ederson con una punizione dal limite che fa innervosire e non poco Guardiola, con il tecnico che non nasconde la sua rabbia con lo staff e con la panchina. Ad evitare altri pensieri e preoccupazioni, però, c’è Gabriel Jesus, entrato al posto di Aguero, che al 90’ ringrazia De Bruyne e il suo contropiede per battere Guaita e chiudere ogni tipo di discorso.

Al nuovissimo Tottenham Hotspur Stadium, Pochettino sceglie una formazione con tante novità: la Champions League è dietro l'angolo, e c'è anche da far fronte all'infortunio di Harry Kane. Dall'altra parte c'è però un Huddersfield che ha già matematicamente salutato la Premier League e ha poco da chiedere a questa sfida. Gli Spurs si concedono quindi un pomeriggio di scarsa fatica, un bagno di folla e una vittoria frutto di due gol in tre minuti e due squilli nel finale. Un successo rotondo, che vale il temporaneo terzo posto in classifica e il sorpasso sui cugini del Chelsea, impegnati domani nella complicatissima trasferta sul campo del Liverpool capolista. Il Tottenham dunque approccia la partita con tutta la dovuta calma, non alzando subito i ritmi (dopo la punizione non sfruttata da Eriksen dopo appena 3 minuti) e iniziando a fare le prove generali del gol solo dopo il 10', quando sono Wanyama e Llorente a crearsi le prime vere occasioni del match, con mira però imprecisa. Quindi a metà tempo arriva la prima decisiva accelerazione, che regala ai londinesi due gol in tre minuti. Al 24' Llorente protegge il pallone e serve l'accorrente Wanyama, che salta prima Kongolo e poi il portiere Hamer depositando facilmente il pallone in rete. Al 27' è invece Sissoko a far ripartire l'azione in velocità dopo un disimpegno leggero degli ospiti, quindi l'apertura sulla destra per Lucas Moura che in diagonale raddoppia. L'Huddersfield si vede solo con una gran botta di Stankovic alla mezz'ora, per il resto rischia soprattutto di subire il tris (Llorente sbaglia mira di testa, poi scheggia la traversa a inizio secondo tempo dopo una rapida conclusione). Anche la ripresa non cambia il senso della partita, con il Tottenham che senza fretta cerca il 3-0 e l'Huddersfield che non riesce mai a impensierire Lloris. Dopo l'ora di gioco è quindi Davies a creare il panico sulla sinistra, senza però trovare al centro chi possa rendere il risultato ancora più rotondo. Solo nell'ultimo quarto d'ora si accendono i Terriers, con Mounie che spreca due volte davanti a Lloris e il portiere francese che finalmente deve impegnarsi all'80', deviando contro la traversa una gran punizione di Bacuna. Sul rovesciamento di fronte è poi Eriksen a colpire il palo, grazie anche a una decisiva deviazione di Lowe. I Lilywhites però ne hanno ancora e lo dimostrano nel finale: all'87' Eriksen con un lancio dalla destra taglia l'intera retroguardia dell'Huddersfield e trova a centro area Lucas Moura, che stoppa di sinistro e poi conclude di destro in caduta bucando Hamer. E non è ancora finita, perché al 93' l'appena entrato Son trova in profondità ancora una volta Lucas Moura, che con un altro diagonale molto simile a quello del 2-0 completa la sua personale tripletta.

La partita fatica a prendere ritmo nel primo tempo, tanti errori tecnici soprattutto per lo United. La squadra di Solskjaer prima rischia di andare sotto, ma la rete di Felipe Anderson è annullata per un fuorigioco che non c’è, poi passa al 19’ con il calcio di rigore realizzato da Pogba. West Ham che pareggia al 48’ con Felipe Anderson che tutto solo sul secondo palo batte De Gea sul cross di Lanzini. La squadra di Solskjaer soffre anche nella ripresa. Antonio colpisce la traversa, poi all’80’ Pogba fa doppietta ancora su calcio di rigore. Solskjaer soffre, ma vince, scavalca l’Arsenal al quinto posto ed è a due punti dal Chelsea quarto.

Pesantissima sconfitta casalinga in chiave salvezza per il Brighton, il Bournemouth ne segna addirittura 5. Ospiti che passano al 33’ con Gosling in mezzo alla difesa immobile dei padroni di casa che poi nella ripresa crollano. Al 55’ raddoppia Fraser, Brighton che resta in 10 al 68’ per il rosso a Knockaert e nel finale vede il risultato ampliarsi ulteriormente. Al 74’ è Brooks a festeggiare, imitato all’82’ Wilson e al 92’ da Stanislas. Brighton che con questa sconfitta resta quartultimo senza allungare sul Cardiff.

Una doppietta di Chris Wood al 31’ e al 92’ permette al Burnley di trovare una vittoria importante contro il Cardiff che significa di fatto salvezza conquistata. I padroni di casa non sbagliano ancora una volta in uno scontro diretto, per gli ospiti invece lo stop è pesante, solo in parte attenuato dalla sconfitta del Brighton. Il Cardiff resta terzultimo a 5 punti di distanza dai Seagulls, ma con una partita in più già giocata.

Vittoria casalinga per il Southampton che si allontana ancora di più da Brighton e Cardiff, approfittando degli altri risultati di giornata. Ora i punti di vantaggio sul terzultimo posto sono 8 per i Saints. Redmond fa doppietta al 2’ e al 30’, in mezzo il momentaneo pareggio di Boly al 28’. Il gol della tranquillità per il Southampton arriva grazie a Long al 71’.

Il Fulham, già retrocesso, batte in casa l’Everton, con Babel grande protagonista di giornata. L’olandese, ex Liverpool tra le altre, è protagonista prima per il vantaggio di Cairney al 46’, poi al 69’ quando trova il raddoppio che chiude la partita e permette al Fulham di tornare a sorridere dopo 9 sconfitte consecutive.

Prima del rumore della partita ad Anfield c’è silenzio. Doveroso, a 30 anni dalla più grande tragedia dello sport inglese, le 96 persone che persero la vita all’Hillsborough di Sheffield il 15 aprile 1989 nel giorno della semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest. Tifosi del Liverpool ricordati con un memoriale dedicato ad Anfield e prima della sfida tra Reds e Chelsea con un minuto di silenzio, un grande “96” in giallo nella Kop e la scritta “30 years” nella Sir Kenny Dalglish Stand. Si torna poi al presente e alla sfida tra Klopp e Sarri, molto importante nella lotta per il titolo e in quella per la Champions League. Il Liverpool vuole da subito giocare in avanti, con il Chelsea che reagisce con quattro difensori e cinque centrocampisti davanti a Kepa, con l’obiettivo di impedire ai Reds di trovare spazi in mezzo, oppure sugli esterni, soluzioni privilegiata per la squadra di Klopp. Il primo tempo così si gioca su buoni ritmi, ma senza particolari occasioni. Salah ci prova, ma Kepa raccoglie facile, nel finale poi l’egiziano su una palla persa da Loftus-Cheek può correre verso la porta e appoggiare all’indietro per Mane che però non fa girare abbastanza il pallone. Nel Chelsea Kante è l’uomo che prova ad accompagnare Willian e Hazard per farsi vedere dalle parti di Alisson, i Blues però non colgono mai di sorpresa van Dijk e la linea difensiva del Liverpool e perdono Rudiger per un problema a un ginocchio. Ripresa che inizia come meglio non potrebbe per il Liverpool. Al 51’ arriva il vantaggio di Mane, colpo di testa dal limite dell’area piccola su cross di Henderson. Triangolo Salah-Firmino, Emerson non copre bene il pallone sull’egiziano che lo tocca e in qualche modo lo fa arrivare sui piedi del capitano del Liverpool che mette preciso per l’attaccante senegalese. Palla al centro e al 53’ Salah raddoppia con un gol magnifico: van Dijk lo trova sulla linea laterale, l’egiziano punta e rientra su Emerson prima di una traiettoria con il sinistro a uscire forte e precisa sul secondo palo. Kop in delirio e Salah chiede ancora più spinta a un pubblico esagitato per l’uno-due stordente del Liverpool. Sarri chiama subito Higuain per provare a scuotere la squadra, ma è Firmino a cercare ancora la porta di Kepa. Le prime vere fiammate offensive del Chelsea sono di Hazard che stoppa un pallone lungo di Emerson prima di fermarsi contro il palo della porta di Alisson in uscita e poi in area gira un altro pallone trovando ancora pronto il portiere del Liverpool. La squadra di Klopp capisce che per difendere il doppio vantaggio è meglio tornare a giocare piuttosto che mettersi in posizione di attesa. Il Chelsea esaurisce la propria spinta anche per i meriti dei Reds che con personalità mantengono il possesso palla, senza più permettere ai Blues di prendere ritmo e fiducia in fase offensiva. Klopp sorpassa ancora Guardiola e resta primo con 85 punti contro gli 83 del Manchester City, ma con una gara in più rispetto ai Citizens.

 

 

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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